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Lagrein

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Storia e caratteristiche del Lagrein, vessillo dell'enologia altoatesina

Le irte colline del Trentino Alto Adige sono la dimora di uno dei più pregevoli vitigni autoctoni italiani: il Lagrein. Un'ordinanza del 1097 indirizzata ai monaci di Gries è la prima evidenza storica della sua coltivazione ed è una delle più antiche nella storia della nostra viticoltura. La somiglianza del nome Lagrein con quello della città greca di Lagara, unitamente a recenti riscontri ampelografici, sono le prove a sostegno dell'ipotesi che il Lagrein provenga dalla Grecia. Non sembra trovare conferme scientifiche, invece, la teoria che legherebbe il nome Lagrein alla "Vallagarina", area in cui il vitigno è coltivato da sempre.

Presente sulle ricche tavole dei nobili e su quelle altrettanto sontuose degli ecclesiastici, il suo consumo è rimasto per secoli limitato alla dimensione privata. La commercializzazione del Lagrein, infatti, iniziò solo nel 1845. L'invasione della filossera, lo spopolamento delle campagne e l'espansione urbanistica della città di Bolzano determinarono una sensibile riduzione del territorio destinato alla sua coltivazione. Occorrerà attendere fino alla seconda metà del '900 per assistere a una rinascita che lo ha condotto, meritatamente, sul palcoscenico italiano e internazionale. L'impegno e la dedizione dei viticoltori e degli enologi altoatesini è stata ben ripagata. Oggi il Lagrein entra nel disciplinare di denominazioni di grande prestigio: l'Alto Adige DOC, la Trentino DOC e la IGT Vallagarina.

Caratteristiche del grappolo e della pianta di Lagrein

Il Lagrein è caratterizzato da acini ovoidali di medie dimensioni. La loro buccia, spessa e assai ricca di pruina, mostra un bel colore blu scuro, tendente al nero. I grappoli, alati e piuttosto compatti, presentano forme e lunghezze diverse. E' possibile distinguere un biotipo a grappolo corto e cilindrico e uno a grappolo lungo, piramidale. Una distinzione fisica a cui corrispondono differenti qualità organolettiche, essendo il secondo più ricco in zuccheri. Il Lagrein è un vitigno vigoroso, moderatamente sensibile a malattie comuni della vite quali l'oidio, che si presenta soprattutto nelle annate secche e calde, e la peronospora, favorita invece dall'umidità. Germogliamento e maturazione sono tardivi, ponendolo al riparo da eventuali gelate e sbalzi climatici. Si tratta di un vitigno dalla produttività abbondante sebbene non sempre costante.

Metodi di vinificazione del Lagrein

Il carattere indomito del Lagrein impone l'uso di tecniche idonee a esaltarne le peculiarità senza tradirne la natura. Si ritrova spesso in blend con l'altro grande vitigno altoatesino, lo Schiava, ma mostra tutto il suo fascino soprattutto quando viene vinificato in purezza. La macerazione e la fermentazione sulle bucce sono spesso praticate per portare sino al calice il colore intenso e i profumi inebrianti del Lagrein. L'affinamento, lungo mediamente 6-12 mesi, può svolgersi sia in legno che in bottiglia. Il vino ha così il tempo di trasformarsi: i tannini poderosi e la spiccata acidità del Lagrein trovano armonia, i suoi aromi divengono più caldi e avvolgenti. Nella versione "Riserva", per la quale sono necessari almeno 24 mesi di maturazione, il Lagrein sa donare sensazioni ancora più complesse e affascinanti. Vinificato in assenza di raspi e bucce, restituisce un rosè noto con il nome di Kretzer. Un tempo molto diffuso, rappresenta oggi solo una piccola parte della produzione, a vantaggio dei vini rossi assai più fedeli al carattere del Lagrein.

Caratteristiche organolettiche del Lagrein

Il colore rosso rubino brillante anticipa la potenza e l'intensità del Lagrein. Al naso si mostra deciso, con i suoi inconfondibili aromi di frutti rossi polposi: ciliege, lamponi, sentori selvatici di more e mirtilli dei boschi del Trentino e dell'Alto Adige, da cui emergono profumi gentili di viole. I vini affinati in legno si arricchiscono di suadenti note speziate di cannella e vaniglia. Il sorso è davvero appagante, asciutto, avvolgente e caldo, sostenuto da una trama tannica fitta ma sempre equilibrata e da un'acidità piacevole. Corposo, sapido, quasi carnoso eppure fresco, chiude con un finale lungo e accattivante.

Caratteristiche di un territorio straordinario

Il Lagrein ama il clima asciutto e mite che in Alto Adige è assicurato dalla protezione delle Alpi e dalla vicinanza dell'Adriatico, prezioso fattore calmierante. Viene coltivato generalmente alla quota ideale di 200-350 m s.l.m., godendo di un'ottimo soleggiamento e dell'azione dei venti che di giorno tengono lontana l'umidità e di notte favoriscono un'ottimale escursione termica. La sua dimora d'elezione è la provincia di Bolzano, dove il suolo di origine alluvionale, calcareo e argilloso, vede una considerevole presenza di ciottoli e ghiaia. Ottimi i risultati ottenuti dai vignaioli delle pregiatissime aree di Cortaccia, nella Bassa Atesina, e del Lago di Caldaro.

 

Il ruolo dei monaci agostiniani

 

I monaci agostiniani del convento di Gries, a Bolzano, hanno svolto un ruolo cruciale nella storia enologica altoatesina. Riconoscendo le potenzialità del Lagrein e il suo intimo rapporto con la storia e la cultura delle popolazioni locali, ne proseguirono la coltivazione attraverso i secoli. Con l'editto del 1845, l'Austria che aveva autorità sul convento, donò il convento ai padri benedettini della città svizzera di Muri, autorizzando al contempo la vendita del vino lì prodotto. Il Lagrein uscì dai confini angusti dell'autoconsumo a cui anche i contadini l'avevano relegato, per andare finalmente incontro ai suoi innumerevoli estimatori.

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Vini con uve del vitigno Lagrein

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