Catalogo Monica

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Monica 'Perdera' Argiolas 2019
Argiolas Monica 'Perdera' Argiolas 2019

Vino rosso della regione Sardegna ottenuto dal sapiente blend di uve Monica, Carignano e Bovale Sardo. Colore rubino a intensità medio-buona, ha profumi di viola, mammola, marasca e cacao, tipici del vitigno Monica. Il sorso è rotondo, dal finale piacevolmente speziato.

Monica di Sardegna 'Monica' Sardus Pater 2019
Sardus Pater Monica di Sardegna 'Monica' Sardus Pater 2019

Vino rosso Monica di Sardegna DOC che appare nel calice in color rubino carico. All'olfatto si apprezzano ampi richiami balsamici e fruttati di ribes e more. Il sorso è avvolgente e sapido, dal finale lungo e persistente.

'Balente' Carboni 2017 Isola dei Nuraghi IGT
carboni 'Balente' Carboni 2017 Isola dei Nuraghi IGT

Rosso sardo di grande struttura, dai sentori fruttati e speziati, tracciato da una scia sapida e minerale che richiama territorio e terroir. Ottimo da abbinare a formaggi stagionati e carni rosse.

GR
2 bicchieri
Monica di Sardegna 'Iselis' Argiolas 2018
Argiolas Monica di Sardegna 'Iselis' Argiolas 2018

Vino rosso da uve autoctone Monica. Di colore rosso rubino nel calice, offre al naso spunti di frutta rossa, marasca e prugna. Si percepiscono anche note di vaniglia e cannella. Il sorso è armonico e vellutato, dal finale lungo. Affina inizialmente in barrique di rovere per 12 mesi, per poi proseguire in bottiglia per altri 6 mesi.

Ve
90/100
Bi
4 Grappoli
'Renosu Rosso' Dettori
Dettori 'Renosu Rosso' Dettori

Un rosso da tutto pasto, ideale da stappare nelle occasioni conviviali e informali. Vanta grande bevibilità e facile approccio, proponendo un sorso dalla spiccata personalità gusto-olfattiva.

RP
90/100
WS
90/100
Monica 'Chimbanta' Dettori 2019 Romangia IGT
Dettori Monica 'Chimbanta' Dettori 2019 Romangia IGT

Monica sarda di grande equilibrio e armonia gusto-olfattiva. Scorre calda e piacevole al palato, regalando un sorso pulito e di buona struttura.

Bi
4 Grappoli
Il Monica e uno dei vitigni più antichi della Sardegna
ed è diffuso in tutte le province dell’isola anche se in
scarsa quantità. La sua origine è controversa: una
delle tesi più attendibili è che sia giunto in Sardegna
intorno all’XI secolo, quando i monaci camaldolesi
da cui il nome con il quale è conosciuto iniziarono a
coltivare vigneti e a produrre vino per le funzioni
sacre
ma anche per le loro mense. Un’altra ipotesi è
che sia stato importato in Sardegna dagli spagnoli
verso il 1600, durante la lunga dominazione
aragonese, con il nome “Morillo”, da cui poi il
termine Uva Mora che, attraverso varie corruzioni
linguistiche, arriva all’italiano Monica. Il
sinonimo Niedda de Ispagna (Nera di Spagna)
avvalora questa seconda tesi. Il vitigno è conosciuto
anche come Nieddera Manna (Nera Grande,

probabilmente per la forma del grappolo), Monaca, Moncia e Niedda Mora, mentre in provincia di Sassari è denominato Pascale Sardu o Pansale Nieddu, anche se differisce dal PASCALE sia morfologicamente sia all’esame isoenzimatico.

In Sardegna il vitigno è diffuso ovunque, ma è nella parte centro-meridionale dell’isola che è più presente e ha acquistato notevole importanza. In purezza concorre alla produzione delle DOC Monica di Sardegna e Monica di Cagliari, di cui sono previste anche versioni liquorose. Spesso è utilizzato in assemblaggio con varietà locali come il Bovale e il Cannonau, per esempio per ottenere il vino DOC Madrolisai. È iscritto al Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1970.

Il grappolo è piuttosto grande, di forma cilindrica o cilindrico-conica, alato e semispargolo. L’acino è medio, rotondo o subrotondo; la buccia ha uno spessore consistente e un colore nero o nero violaceo. Di produttività abbondante e costante, matura di solito nella seconda metà di settembre.

Una vinificazione tradizionale può offrire un vino dal colore scuro e cupo, con profumi spiccati e vinosi che evolvono migliorando nel tempo. Di media struttura e contenuta acidità, in genere è bevuto giovane anche se un adeguato affinamento tende a renderlo ancora più buono.