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Il Cognac francese alle pere William Peyrot è frutto dell’unione di un Cognac di grande qualità invecchiato 24 mesi in botte e l’estratto naturale di Pere Williams. E’ morbido, avvolgente, elegante e delicatamente dolce. Perfetto da sorseggiare a fine pasto o in accompagnamento a dolci a base di cioccolato.

“Mandorlino” di Scialù è perfetto come dopocena o per un momento di relax in famiglia o in compagnia di amici.

Distillato messicano prodotto partendo dal Guanabana, ovvero un tipico frutto dello Yucatan. All’olfatto si apprezzano intensi sentori fruttati di fragole, ananas e frutti tropicali maturi.

Distillato con profilo olfattivo di notevole ricchezza, caratterizzato da sentori di frutta esotica, vaniglia ed agrumi canditi; gusto intenso e rotondo, con note di cacao e nuances boisé. Rhum 20TH Anniversary Plantation Con Astuccio Cartoncino nasce dal prezioso assemblaggio tra le più vecchie riserve della distilleria: dopo un lungo invecchiamento, nasce così un distillato straordinario.

Fragrante e intensamente aromatico, “Pistacchino” è lavorato esclusivamente con metodi artigianali e offre un sorso dolce cremoso, ed estremamente appagante.

Rhum ottenuto dalla sapiente unione di uvetta candita e rhum Anejo invecchiato 7 anni in botti di rovere americane. Da qui un sorso dolce e morbido che regala una piacevolissima elisir degustativa ed olfattiva.

Aromatica e dolcemente speziata, la Grappa di Moscato d’Asti “Amandola” è un elegante distillato da offrire agli amici più cari o da sorseggiare a fine pasto.

Grappa dal profumo intenso, con note che rimandano all’albicocca e alla marasca, unitamente a sentori di vaniglia e cacao; al palato si presenta morbida e decisamente elegante. Grappa di Primitivo Settantanni San Marzano, nasce dalla distillazione delle vinacce di Primitivo Settantanni, prodotto di punta e di grande eccellenza di azienda vitivinicola San Marzano.

Fragrante, fresco e appagante al palato, il Lemoncello Scialù nasce dalla scorza di limoni della Sicilia infusi in alcol di alta qualità.

Originale e affascinante il Peated “Blackpitts” di Teeling, offre intensi aromi torbati e speziati, con cenni fruttati ad addolcire e ammorbidire il palato. Ideale per una serata davanti al caminetto.

yu gin Yu Gin

Yu Gin è un distillato intenso ed erbaceo, con delicati aromi speziati e agrumati sul finale. Ottimo per la miscelazione e per creare un intrigante Gin Tonic.

gin agricolo 'Nimium' Gin Agricolo

Gin dalla sorprendente evoluzione cromatica alla vista. Se nel bicchiere si aggiunge la tonica, il suo colore si trasforma in purpureo. Al naso si evidenziano intensi richiami di violette e petali di rose. In bocca è deciso e morbido, dal finale persistente.

clandestino Gin Clandestino

Gin secco e deciso di colore ambrato che offre al naso spunti balsamici di coriandolo, ginepro, angelica e note fruttate di agrumi. Sorso morbido e coinvolgente.

Distillato che si apprezza particolarmente per i sentori della natura grezza norvegese che offre all’olfatto. Spiccano infatti note di ginepro, anice stellato e finocchietto selvatico. Il sorso è coinvolgente e morbido, dalla chiusura persistente e speziata.

Ottimo per creare indimenticabili Spritz, il Bitter “Ast’up” di Astoria è perfetto abbinato al Prosecco Rosé “Butterfly” o “Valére”. Accompagnalo a olive, focacce e pizzette fatte in casa e l’aperitivo è subito pronto.

Gin Limited Edition dolce e rotondo al palato che si presenta in bottiglia 50cl. È ottenuto dall’impego di 7 botaniche. Il colore paglierino con evidenti richiami dorati è stato trasmesso dalla doppia infusione di camomilla Romana e Vulgaris. All’olfatto, come si può ben immaginare, si percepiscono intensi sentori dolci di camomilla, oltre a ginepro.

 

Persistente, morbida e dolcemente speziata, questa grappa invecchiata è perfetta per un lungo dopocena tra amici. Affina 30 mesi in barrique di rovere francese.

La Grappa Sarpa Barrique "Oro" Jacopo Poli è una delle più famose grappe della distilleria Poli. E' prodotta con vinaccia di uva Merlot e Cabernet ed ha aromi di frutta esotica, cedro, liquirizia e vaniglia. Il gusto è complesso, articolato ed avvolgente. Affina 4 anni in barrique

Grappa bianca e cristallina alla vista, che regala al naso ricche note fruttate di marasca, agrumi e ciliegie. Il sorso è armonico, equilibrato e morbido. Grappa ottenuta dalla distillazione in alambicco discontinuo delle vinacce di Pinot Nero.

Balblair Highland Single Malt di Gordon & Macphail al naso esprime aromi di pera, lime e noce moscata  mescolati al malto tostato. Aggiungendo dell'acqua apprezziamo note di vianiglia, caramello,canditi, litchi e cioccolato. Al palato è cremoso con sentori di coccolato al latte, scorza di arancia e nocciola tostata. Aggiungendo dell'acqua risulta cremoso con note di lampone, cioccolato al latte e nuances di menta. Invecchia 10 anni in botti di rovere.

Calvados realizzato con mele e pere distillate in alambicco a colonna. Invecchiamento in legno per minimo 2 anni. Al naso note invitanti note fruttate. Sorso fresco e di piacevole beva.

upperhand Gin Dry Upperhand

Gin secco al palato distillato in due processi, che offre al naso sensazioni botaniche di aneto, ginepro, limone e basilico. Sorso fresco ed equilibrato.

Grappa realizzata da vinacce di uve Solaris distillate in alambicco discontinuo di nuova concezione. Banana, ananas e frutti tropicali avvolgono l'olfatto. All'assaggio presenta grande armonia, morbidezza ed è particolarmente ricca di aromi.

“Me-Li” della distilleria Rossi d’Angera è perfetto da servire fresco in tutte le occasioni informali e per spensierati dopo-cena. Ottimo anche per arricchire dolci e gelati.

Il Blended Whisky Akashi, di White Oak al naso esprime aromi di vaniglia, note di malto d'orzo, rovere tostato. Al palato si avverte il sapore di vaniglia, spezie, miele, legno tostato. Invecchia 3 anni in botti di rovere.

Cognac di grande eleganza e piacevolezza tra i più famosi ed apprezzati in Europa. Ha colore oro ambrato e profumi intensi di pera Williams cui si aggiungono le sensazioni calde e vanigliate proprie del Cognac. Il sorso è morbido, avvolgente e delicatamente dolce. Per ogni bottiglia di Cognac Peyrot vengono distillati 14 chili di per Williams

Gin di colore paglierino realizzato con 43 botaniche. Quadro olfattivo di grande ampiezza e varietà, così come il sorso corposo che chiude rotondo e fresco.

La Grappa di Sassicaia è prodotta con le vinacce delle uve di Sassicaia della Tenuta San Guido, Bolgheri. Ha profumi di legno di cedro, vaniglia, cannella, caffè, cacao, gelsomino, frutta candita, miele. Al gusto è morbida, corposa, con elegante sensazione finale di anice e liquirizia

"Poli Miele" della distilleria Poli è un liquore a base di Grappa e miele di acacia a cui vengono aggiunti oli essenziali di ginepro, pino mugo e menta. Ha una grande ricchezza aromatica ed al sorso è caldo, avvolgente e  balsamico

Preferiti di Winepoint

"Poli Mirtillo" della distilleria Poli è un liquore prodotto con grappa e infusione di mirtilli. Ha profumi delicati di frutta rossa e delicati sentori si spezie dolci. I sorso è caldo, morbido ed avvolgente

Distillato che si presenta all’olfatto con grande equilibrio, esprimendo sentori di legno tostato, conferiti dall’invecchiamento quasi decennale, all’interno delle botti; gusto che rimanda a note floreali e alla melassa, con un finale persistente. Rhum Mantuano Diplomatico Senza Astuccio è un distillato prodotto con il medesimo metodo produttivo che viene operato da ormai due generazioni.

Il Reserva Exclusiva Diplomatico è un rhum dal colore ambrato scuro e riflessi dorati che al naso presenta un bouquet dolce ed ampio di frutta esotica, agrumi, miele e sentori vanigliati. Il sapore è caldo ed intenso dove emerge la complessità aromatica. Affinamento in botti di rovere americane per 12 anni.

Il Reserva Exclusiva Diplomatico è un rhum dal colore ambrato scuro e riflessi dorati che al naso presenta un bouquet dolce ed ampio di frutta esotica, agrumi, miele e sentori vanigliati. Il sapore è caldo ed intenso dove emerge la complessità aromatica. Affinamento in botti di rovere americane per 12 anni.

Distillato che si esprime all’olfatto con intense note di vaniglia; al palato risulta decisamente bilanciato in dolcezza e con un finale molto interessante. Rhum Vieux Select Barrel Clement nasce grazie ad una maturazione di tre anni in botti di quercia, selezionate in base alla loro naturale dolcezza. Rhum ideale per la preparazione di cocktail raffinati.

Perfetti da regalare

Vodka rotonda e raffinata, dal taglio fresco e contemporaneo. Prodotta con lavorazioni artigianali e ingredienti di prima qualità, questo distillato Ultra Premium è perfetto per creare irresistibili cocktail.

Il Cognac al Mandarino Francois Peyrot amalagama con incredibile eleganza gli aromi tipici del cognac con i profumi fruttati e agrumati del mandarino. Unico, eccellente ed aromonioso. Il cognac è prodotto nella proprietà Peyrot situata nella "1er Cru de Cognac" con denominazione controllata "Grande Champagne". Colore ambrato con delicato aroma di mandarini ottenuto dalla macerazione nel loro succo. Per ogni bottiglia di Francois Peyrot Liqueur au Cognac Mandarine si utilizzano 6 chili di mandarini

Vodka rotonda e raffinata, dal taglio fresco e contemporaneo. Prodotta con lavorazioni artigianali e ingredienti di prima qualità, questo distillato Ultra Premium è perfetto per creare irresistibili cocktail.

Prodotta in piccoli lotti e con metodi artigianali, la Grappa “Sarpa Oro” di Poli invecchia per 4 anni in piccole barriques di legno di rovere.

Il Cofanetto “Grappa Senior” propone una selezione delle più pregiate ed eleganti grappe invecchiate della distilleria Rossi d’Angera. Distillate con la massima cura e il massimo rigore, con metodi artigianali e tradizionali, queste grappe sono il regalo perfetto per i veri appassionati.

“Borgo Antico” di Rossi d’Angera si presenta come un intrigante mix dei tanti aromi e sapori del territorio lombardo. Tutto da gustare, questo Cofanetto è ottimo come regalo per amici e famigliari.

Perfetti da regalare

Un Cofanetto davvero affascinante il “Grappa Easy” di Rossi d’Angera, che racconta di una distillazione rigorosa e dei diversi invecchiamenti pensati per esaltare al meglio le caratteristiche organolettiche delle materie prime utilizzate. Un modo semplice di degustare la grappa.

Diverse varietà di grappe pregiate si incontrano per formare il Cofanetto “del Lago”, un box intenso ed elegante, ideale da offrire come dono a famigliari o agli amici più cari.

Gin esplosivo e dinamico, l’”Etna Gin” è perfetto come ingrediente per cocktail classici e moderni. Da provare per un Gin Tonic fresco e innovativo.

Perfetti da regalare

Ottenuto da ingredienti biologici certificati e affinato in anfora, questo Navy Strength Gin toscano offre incredibili sensazioni organolettiche. Assolutamente da provare!

Piacevole e originale, il Foraged Gin “Rivo” offre aromi e sapori naturali e senza tempo, come quelli del ginepro, del timo serpillo, dell’angelica, della melissa e della lavanda.

Un Gin molto piacevole ed equilibrato, lavorato in modo artigianale e curato in ogni dettaglio, dalla scelta dei migliori ingredienti al packaging moderno e accattivante.

Sloe Gin intenso e persistente, ottenuti da lavorazioni artigianali, prodotto in quantità limitate e con etichette numerate a mano. Semplicemente da provare.

La Grappa “Treber 38 °C” è perfetta come fine pasto, ma anche per supportare saporiti piatti della cucina altoatesina, come speck e formaggi speziati abbinati a pane di segale.

Grappa piacevole, morbida e pulita, da servire a circa 10°C per assaporarne al meglio profumi e sapori. Ottima per un dopocena tra amici o in famiglia.

Grappa di Timorasso morbida e armonica, caratterizzata da piacevoli rintocchi aromatici. Ottimo dopocena.

La Grappa “Monleale” è perfetta da servire tra i 12 e i 15 °C, per un lungo dopocena tra amici o dopo un pranzo in famiglia.

“Pertichetta” è una Grappa di Croatina delicata e molto gradevole, dai lunghi aromi fruttati. Ottima da servire agli amici o per un lungo dopocena.

Dopo la pressatura soffice le vinacce fermentano a temperatura controllata e sono distillate con la tecnica discontinua. Successivamente affinano per un periodo di almeno 10 mesi prima della commercializzazione. La Grappa di Vernaccia Contini è ideale come fine pasto.

Ottenuto per infusione, questo Liquore al finocchietto esprime nel sorso tutta la tipicità dell’Etna, del suo territorio e delle sue antiche tradizioni.

Molto piacevole e originale, “Mandarello” è frutto di una lavorazione artigianale di mandarini coltivati sulle pendici dell’Etna. Da servire fresco come sfizioso dopocena.

Ottimo come fine pasto o anche come aperitivo, questo Liquore alla Prugna si abbina bene anche con cioccolato fondente e dolci al cucchiaio.

Che differenza c’è tra un distillato e un Liquore? In due parole, un distillato – detto anche acquavite o spirito – è prodotto appunto attraverso la distillazione di uve, vinacce, vino, malto d’orzo, acqua e miele, latte, canna da zucchero, mele, prugne, albicocche e moltissimi altri vegetali, compresi il grano, il riso e le patate.

Il liquore, invece, parte da una base costituita da alcol a 95° (il cosiddetto alcol buongusto, il cui nome esatto sarebbe alcol etilico), in cui sono diluiti estratti, polveri, essenze, aromi, distillati soprattutto d’origine vegetale, a cui si uniscono alla fine sciroppi di zucchero per rendere più gradevole la bevanda. Hanno origine antica e spesso erano realizzati per scopi curativi. Le ricette di molti dei nostri migliori amari (che sono liquori, appunto) sono nate in farmacia.

L’ARTE DEL DISTILLATO

Sono chiamati anche acqueviti o acquaviti, e l’etimologia del nome è piuttosto intuibile: acqua della vita, soprattutto perché l’elevato titolo alcolometrico ha un’azione calorica e rinvigorente, almeno di primo acchito.
Nascono tutti per distillazione di un’altra sostanza, che a sua volta già contiene alcol: attraverso questo processo, infatti, non si fa che estrarre la parte migliore di questo alcol per poterlo consumare. La distillazione, in due parole, concentra l’alcol e seleziona le molecole pregiate, scartando quelle più grossolane e pesanti.
Non è cosa facile e non esiste un sistema unico, così come sono tante le sostanze che possono essere usate.

LA MATERIA PRIMA
Il distillato italiano più famoso è senza dubbio la Grappa che si ottiene dalle vinacce, ossia dagli scarti dei mosti fermentati da cui è stato ricavato un vino. Ma le vinacce non sono le uniche sostanze da cui si può cavare alcol. Dal vino si ricavano Cognac, Armagnac e Brandy. Dalla canna da zucchero il Rhum, dalle mele il Calvados, l’applejack e il batzi. Dai cereali come l’orzo e il frumento si ricavano gli scotch Whisky e i bourbon, ma anche la vodka (con la complicità di qualche patata…). Si distillano i fichi, i datteri, l’agave per creare la tequila e il mezcal, il riso per il sakè (anche se, più propriamente, sarebbe una birra di riso), e un sacco di frutta. Dalle per si ricava il Williamine, dalle ciliegie il Kirsch, dalle prugne lo Slivoviz, mentre l’Honey brandy si ottiene dal miele. Il Gin è un distillato particolare, poiché è ottenuto dalla distillazione di un fermentato di frumento e orzo, in cui si fanno macerare sostanze vegetali, in particolare le bacche di ginepro che danno al distillato il caratteristico aroma e anche il nome, dall’olandese jenever.

METODI DI DISTILLAZIONE
Alla base di ogni distillato (ma anche di ogni liquore fatto come dio comanda) c’è un alambicco. La storia di questo strumento richiederebbe volumi interi. Il suo nome deriva dall’arabo al-ambiq ed ebbe il suo massimo sviluppo nel Medioevo, soprattutto grazie alla Scuola Salernitana, la più influente scuola medica d’Europa, che ne migliorò la costruzione e le tecniche per stabilizzare e conservare meglio i prodotti. Le essenze che venivano distillate da piante ed erbe servivano infatti per la produzione di liquori per la farmacia. Ma lo strumento, per quanto assai più raffinato che in origine, non era ancora perfetto: innanzi tutto, l’alambicco poggiava direttamente sulla fiamma e ciò comportava la carbonizzazione di lieviti e sostanze secche, dando al prodotto finale un pessimo gusto di bruciato. Poi, non veniva posta attenzione al taglio degli ultimi vapori (le teste), ma soltanto a quello dei primi (le code): per questo motivo, nel prodotto finale vi si trovavano sostanze nocive come metanolo, acetato e aldeidi. Una soluzione fu trovata soltanto nel Settecento.

ALAMBICCO DISCONTINUO
Il modello più antico, ma tuttora considerato quello che offre i migliori risultati in termini di qualità, è l’alambicco discontinuo o, ancor meglio, a ciclo discontinuo. Significa infatti che, alla fine di ogni cotta (distillazione), si deve interrompere il processo per svuotare la caldaia e riempirla di nuovo con altra materia prima da distillare.

Questo alambicco è formato di solito da quattro parti, che corrispondono grosso modo alle fasi della distillazioni. C’è la caldaia, il contenitore dove si mettere il materiale da distillare. Il coperchio chiude la caldaia e, quando il liquido si scalda, qui si raggruppano i vapori ricchi di essenze e alcol. Nel collo di cigno, detto anche collettore, s’incanalano i vapori che salgono dal coperchio e che, alla fine, termineranno nella serpentina di raffreddamento, una serpentina che riporta allo stato liquido i vapori alcolici. Sotto la serpentina c’è un raccoglitore del distillato.

Sotto la caldaia, invece, c’è la fonte di calore che dà inizio al processo. Scordato ormai nel lontano passato l’alambicco a fuoco diretto, oggi il modello più impiegato è a vapore fluente, nato a metà dell’Ottocento, soprattutto per la produzione della grappa. Questo alambicco è formato da una serie di caldaiette di rame, in cui si mette la vinaccia in cestelli di rame forati, così che non si schiacci per il troppo peso.
Alla base di ogni caldaia si soffia un flusso di vapore, regolabile, che passa attraverso la vinaccia e ne estrae le sostanze aromatiche e l’alcol. I vapori escono attraverso la colonna di distillazione, che li concentra. Da qui, le essenze fluiscono in una serpentina immersa in acqua e si condensano. 
Si tagliano, ogni volta, le teste e le code, basandosi sulla temperatura e sul grado alcolico del distillato che esce dall’alambicco.

Ha ancora una notevole fortuna l’alambicco discontinuo a bagnomaria. In questo caso, la caldaia ha una doppia parete. Nell’intercapedine circola vapore o acqua bollente, che riscalda la materia prima da distillare. Il resto del procedimento è simile a quello dell’alambicco a flusso di vapore.

ALAMBICCO CONTINUO
L’alambicco continuo, inventato nel 1830 dall’irlandese Aeneas Coffey per la produzione di whisky,  è uno strumento della modernità e dell’industrializzazione di un processo per secoli del tutto artigianale. Questo distillatore, infatti, permette di usare grandi quantità di materia prima senza mai interrompere il processo. Di solito, l’apparecchio è formato da due colonne divise da piatti forati. La prima colonna si chiama analizzatore, la seconda rettificatore. La prima concentra il prodotto da distillare, mentre la seconda separa le varie componenti dei vapori alcolici, ossia la testa, il corpo e la coda. Il funzionamento non è complicato, ma un po’ meno intuitivo che per il distillatore discontinuo. Nella prima colonna, l’analizzatore, viene fatta scendere il materiale da distillare, che cade sui piatti a seconda del peso e dell’introduzione continua di altra materia prima. In questa colonna circola anche vapore acqueo, che libera le essenze volatili della materia prima e che le incanala verso l’alto, in un sifone che si aggancia alla base della seconda colonna, il rettificatore.

In questa seconda colonna, occupata esclusivamente dai vapori alcolici, quelli con la temperatura più bassa (le code) finiscono per cadere verso il basso, per essere espulse con le varie impurità; quelle con la temperatura giusta passano attraverso un tubo posto all’incirca a metà colonna (dove, attraversando una serpentina, si raffreddano e finiscono nel punto di raccolta del cuore del distillato; infine le essenze volatili con la temperatura più alta (le teste), più leggere di tutte, corrono fino in cima alla colonna, dove trovano un ennesimo canale che le porta fra le impurità. In questo modo l’intervento umano è davvero ridotto al minimo e l’intero processo può continuare in modo ininterrotto.

LE DIFFERENZE TRA GLI ALAMBICCHI
Innegabili i vantaggi del sistema continuo: maggior produzione, buona qualità del distillato, intervento limitato della forza lavoro umano. Inoltre, e non è poco, la qualità della distillazione è costante e non subisce variazioni: in qualsiasi momento sia stata distillata, una bottiglia di acquavite ottenuta con questo sistema sarà uguale a tutte le altre, a meno che non sia mutato qualcosa nella materia prima. Questa costanza di risultato ha di certo conferito grande fama alla distillazione continua, tuttora la preferita per moltissimi distillati prodotti in gran quantità.

Ma quando la mano dell’uomo si deve sentire, come nei grandi prodotti artigianali, nulla è meglio del vecchio alambicco discontinuo, dove il mastro distillatore decide da sé come e quando cominciare a scartare testa e coda, preservando solo il cuore. Inoltre, ogni prodotto è diverso dal precedente e dal successivo, poiché a ogni cotta bisogna far raffreddare l’alambicco, scaricare gli scarti di lavorazione e attendere prima che si possa ripartire con una seconda distillazione.

Naturalmente, in entrambi i metodi si deve avere una riduzione del grado alcolico, mescolando il risultato della distillazione con acqua per diluirne la concentrazione. Poi si refrigera il liquido, per filtrarne le scorie e renderlo limpido, anche se la filtrazione non è sempre obbligatoria.

IL RITORNO DEL LIQUORE
Passati di moda per parecchi anni, da almeno 25 sono tornati di moda, complice anche la primavera del limoncello che ha (ri)conquistato il palato degli italiani e non solo. La tradizione di questo prodotto è davvero diffusissima e spesso, almeno in origine, legata al mondo monastico, nei cui laboratori si estraevano sostanze vegetali e si diluivano nell'alcol, dando vita a gustose “medicine”. Di solito si ottengono partendo da una base alcolica, che può essere alcol buongusto, ma anche un distillato come grappa o cognac, in cui si fanno macerare erbe, spezie e altre essenze. Oppure, ad alcol viene aggiunto un altro infuso alcolico, molto aromatico.

I VERMUT E I VINI LIQUOROSI
Anche se non rientrano in nessuna di queste due categorie, val la pena spendere due parole su questi due prodotti. A differenza dei liquori, che hanno una base alcolica non indifferente (di solito fra i 30 e i 50 gradi), i vermut e i vini liquorosi sono sempre a base di vino. E sono anche due bevande molto diverse.

Il primo vermut nacque a Torino, nel 1786, grazie all’ingegno di Antonio Benedetto Carpano, che scelse questo nome (spesso francesizzato in vermouth) rifacendosi al tedesco Wermut, nome con cui si definiva l’artemisia maggiore, ossia la pianta che maggiormente caratterizzava il sapore amaro di questa bevanda. Oggi, ogni ditta che produce vermut ne custodisce gelosamente la ricetta segreta, vero marchio di fabbrica che ha fatto di alcuni di questi prodotti dei best-seller internazionali. L’origine è comunque quella del vino “medicato”, reso in pratica una medicina per l’aggiunta di essenze vegetali, proprio come i monaci facevano con i liquori. Molti vini medicati giungevano appunto dal mondo della farmacia, come il celeberrimo Ippocrasso, così chiamato in omaggio al grande medico dell’antichità Ippocrate. Un esempio molto caratteristico è presente anche sul nostro catalogo: il Vino Medievale "Polvere di Ippocrasso. Anche il noto Barolo Chinato è un vino aromatizzato che nasce in farmacia ma che oggi può essere gustato da tutti. Anzi, si può proprio dire che sia uno dei migliori abbinamenti con il cioccolato fondente.

Tutt’altro mondo sono i vini liquorosi, che vedremo più a fondo quando parleremo di vini dolci. Il vino liquoroso, ossia un vino a cui è stato aggiunto alcol per bloccarne la fermentazione e quindi stabilizzarlo, evitando brutte sorprese soprattutto durante lunghi viaggi per mare, nasce proprio dall’esigenza commerciale di portare a destinazione un prodotto ben conservato.
Il trasporto in botte, soprattutto quando durava mesi, era infatti piuttosto deleterio per vini giovani che, senza le tecnologie attuali, avevano sempre tracce di lieviti della fermentazione o potevano comunque prenderne altri, spesso nocivi.
Si era quindi scoperto che, aggiungendo al vino una certa quantità d’alcol, la bevanda restava incontaminata per molto tempo. Nacquero così i grandi vini liquorosi della storia, a partire dal nostro Marsala, al Porto, allo Sherry e così via.

Non tutti i vini liquorosi nascono però per questo motivi. Molti sono invece stati creati per interrompere, prima del tempo, la fermentazione. Un eccesso di alcol, infatti, uccide i lieviti che la producono: morti i lieviti, l’evento s’interrompe e tutto lo zucchero che esiste nel vino fino a quel momento non sarà trasformato in alcol. In questo modo si ottengono vini da dessert dalla dolcezza fresca e non eccessiva, offerta dagli zuccheri rimasti inalterati al termine della fermentazione interrotta, ma con sufficiente grado alcolico, donato dall’aggiunta di alcol.