Cartizze Superiore Valdobbiadene D.O.C.G.

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Cartizze di Valdobbiadene Superiore Dry Val d'Oca
Val d'Oca Cartizze di Valdobbiadene Superiore Dry Val d'Oca

Cartizze dal profumo ricco ed intenso, che si esprime con sentori di agrumi, salvia, felce e mandorle fresche; al palato si esprime con notevole morbidezza e sapidità, rimandando ad aromi fruttati. Cartizze Superiore Dry Val D’Oca è certamente uno degli spumanti più rappresentativi di Cantina Val D’Oca: le uve nascono da uno dei più importanti cru dell’intera area Cartizze.

Perfetti da regalare
Vi
3 Viti AIS
Bi
4 Grappoli
Cartizze Millesimato Dry Bortolomiol 2021 Valdobbiadene DOCG
Bortolomiol Cartizze Millesimato Dry Bortolomiol 2021 Valdobbiadene DOCG

Prosecco Superiore di Cartizze fresco ed elegante dotato di una spuma fine e sottile. Al naso emergono delicate sensazioni di agrumi, canditi e fiori di acacia. Il sorso è fresco e delicato con una morbidezza compensata da una buona acidità che contribuisce all’armonia complessiva. Prodotto solo con uve provenienti dal “Cartizze” ovvero dalla zona in assoluto più vocata alla produzione del miglior prosecco.

Preferiti di Winepoint
Cartizze Dry Millesimato Superiore 'Arzanà' Astoria 2021
Astoria Cartizze Dry Millesimato Superiore 'Arzanà' Astoria 2021

Fresco Cartizze Superiore di Valdobbiadene, dal colore paglierino con perlage fine. Al naso si percepiscono intensi sentori fruttati tipici e richiami floreali. Il sorso morbido, armonico e pieno.

LM
96/100
GR
2 bicchieri
Bi
5 Grappoli
Ve
87/100
Vi
4 Viti AIS
Cartizze Brut Ruggeri
Ruggeri Cartizze Brut Ruggeri

Prosecco agrumato, fresco e di facile lettura, da servire come aperitivo o in tutte le occasioni informali.

GR
2 bicchieri
FM
94/100
Bi
4 Grappoli
Cartizze Brut Terre di San Venanzio Fortunato
terre di san venanzio fortunato Cartizze Brut Terre di San Venanzio Fortunato

Cartizze Metodo Charmat di colore paglierino brillante. Perlage continuo e sottile. Al naso richiami fruttati di mele, fiori e pane fresco. Sorso raffinato, scorrevole e fine. Finale sapido e coerente con l’esame olfattivo.

RP
87/100
LM
93/100
Vi
3 Viti AIS
GR
2 bicchieri
Bi
4 Grappoli

Se si cerca con Google la parola Cartizze tra le parole secondarie che il motore di ricerca suggerisce di abbinarvi la prima è “vino”. Cartizze è infatti un vino. Per correttezza però bisognerebbe specificare che Cartizze è una menzione aggiuntiva alla denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco. Menzione geografica per la Precisione, dato che Cartizze è una località posta in collina vicino al borgo di Follo. Circa 107 ettari di vigneto nella frazione di San Pietro di Barbozza nel Comune di Conegliano Veneto. Gli spumanti fatti con uve Glera, provenienti da vigneti posti sulla collina di Cartizze, possono fregiarsi in etichetta della menzione “superiore di Cartizze”.
Nella pratica viene poi chiamato in diversi modi, dal più completo: Prosecco Valdobbiadene superiore di Cartizze, ai più sintetici Cartizze Docg, superiore Cartizze, o Cartizze superiore, o ancora Valdobbiadene Cartizze, e via di questo passo fino al laconico e sintetico Cartizze.
Al di là del nome con il quale lo si identifica, la sostanza non cambia. Stiamo parlando di uno Spumante italiano, prodotto da uve Glera all’85% minimo, con un possibile saldo di Verdiso, Bianchetta trevigiana, Perera e Glera lunga. Dell’uva Glera, che viene anche detta uva Prosecco, si sa poco, o meglio non si è in grado di identificare la sua esatta provenienza. Alcuni studiosi nel corso dei secoli le hanno attribuito natali carsici, dal Carso poi emigrata per arrivare ai Colli Euganei. Altri studiosi prediligono attribuirle il percorso inverso, ovvero da ovest a est, dai Colli Euganei al Carso, dove peraltro si trova il paese di Prosecco, comune in provincia di Trieste.
La zona del Cartizze è come detto quella dell’omonima collina e il metodo di spumantizzazione può essere Charmat oppure Classico, ma comunque praticato nella provincia di Treviso, mentre la prima vinificazione delle basi spumante deve essere fatta solo nel comune di Valdobbiadene.
La prima differenza rispetto al semplice Prosecco è dunque la zona di produzione, estremamente più limitata, davvero senza paragoni per estensione. Si pensi infatti che il Prosecco doc può essere prodotto in tutto il Friuli e in circa due terzi del Veneto, mentre la collina di Cartizze è poco più che cento ettari totali.
La seconda differenza è la vinificazione, che per il Cartizze è a volte metodo classico, mentre per il Prosecco è sostanzialmente sempre Charmat.
Un’altra importante differenza è l’ambiente pedoclimatico, le vigne sulla collina di Cartizze sono spesso ripide e scoscese, condizione che comporta evidenti difficoltà di lavorazione e conseguenti maggiori costi ettaro di lavorazione. Situazione che comporta inoltre ben differenti composizioni dei suoli, molto meno grassi e ricchi rispetto alla maggior parte delle vigne pianeggianti che costituiscono la maggior parte delle vigne dedicate al famoso spumante veneto.
La vinificazione delle uve avviene nel comune di Conegliano e come detto la spumantizzazione, generalmente con metodo Charmat può essere effettuata su tutto il suolo della provincia di Treviso. Il Cartizze, come il generico Prosecco, sfrutta l’aromaticità della varietà Glera, un’uva che sa donare al vino sentori molto intensi e caratteristici, in particolare di frutta a polpa bianca, pera e mela in testa. Per questo motivo viene generalmente preferito il metodo Charmat, che consente di non arricchire lo spumante finito con sentori tipici della fermentazione, consentendo di conseguenza di preservare i sentori del vino base originario. La fase di spumantizzazione avviene generalmente in pochi mesi, minimo tre, ma mai più di 12, già oltre i sei è detto Charmat lungo proprio ad indicare la permanenza sui lieviti maggiore del normale.
Il residuo zuccherino può essere generoso, come il Prosecco anche il Cartizze può essere etichettato extra-dry, che a differenza della traduzione letterale dall’inglese non significa affatto extra secco. Extra-dry è invece una classificazione, secondo la scala adottata a livello europeo, che indica un vino spumante con residuo zuccherino già percettibile, quindi tutt’altro che secco. Cartizze però è più spesso etichettato brut, cioè secco davvero. La sua maggior struttura e complessità porta molti produttori a preferire residui zuccherini più contenuti.
Alla degustazione il Cartizze ha spesso un colore più intenso del normale Prosecco, un naso più complesso, fruttato e un gusto, come detto, generalmente più secco.
Gli abbinamenti con il cibo sono molteplici, anche per via delle diverse tecniche di spumantizzazione usate. I Prosecco Cartizze metodo Charmat corto possono essere degli ottimi aperitivi, leggeri e freschi beneficiano di una estrema bevibilità, che li rende particolarmente adatti a momenti spensierati e veloci. Gli Charmat lunghi, ovvero i Cartizze con periodi di presa di spuma che superano i sei mesi e a volte raggiungono l’anno, possono essere abbinati ad antipasti leggeri e poco strutturati come anche a primi piatti, seppur di limitata struttura. Discorso diverso per i metodo classico, che data la loro maggior struttura e complessità riescono a reggere piatti anche più corposi e complessi. Un abbinamento interessante può essere Prosecco e pesce crudo, un binomio che farà storcere il naso a molti, a tutti coloro che non vedono di buon occhio un prodotto raffinato come le crudités di mare associate ad un vino “povero” come spesso viene considerato il Prosecco. Errore! La struttura leggera e la scarsa persistenza del gusto sono invece ottimi alleati quando si devono sposare piatti molto leggeri e sapori estremamente delicati. Un esperimento intrigante è l’abbinamento tra ostriche e Cartizze.