Catalogo Coda di Volpe

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Lacryma Christi Bianco Villa Dora 2019
Villa Dora Lacryma Christi Bianco Villa Dora 2019

Il Lacryma Christi Bianco di Villa Dora nasce sulle pendici del Vesuvio, da terreni vulcanici con ceneri e lapilli. Vinifica in acciaio ed è ottimo con piatti di pesce e antipasti leggeri.

GR
2 bicchieri
Spumante Metodo Charmat Brut Coda di Volpe Traerte
vadiaperti - traerte Spumante Metodo Charmat Brut Coda di Volpe Traerte

Armonico, complesso e variegato sia al naso che al palato, questo Spumante Brut è perfetto come aperitivo o con antipasti leggeri e finger food.

Coda di Volpe 'Torama' Traerte 2018 Irpinia DOC
vadiaperti - traerte Coda di Volpe 'Torama' Traerte 2018 Irpinia DOC

“Torama” è un vino bianco fresco e fruttato, dal sorso scorrevole e armonico. Ottimo con antipasti leggeri e piatti di pesce.

Ve
93/100
GR
2 bicchieri rossi
Bi
4 Grappoli
Code di Volpe 'Luna Janca' I Borboni 2018 Beneventano IGP
i borboni Code di Volpe 'Luna Janca' I Borboni 2018 Beneventano IGP

Vino bianco molto gradevole, attraversato da una delicata spina acida e buona persistenza fruttata. Ottimo l’abbinamento con piatti di pesce e antipasti leggeri.

Coda di Volpe Petilia 2021 Campania IGT
petilia Coda di Volpe Petilia 2021 Campania IGT

Fresco e fruttato, il Coda di Volpe di Petilia vinifica in acciaio a temperatura controllate ed è perfetto come aperitivo o per accompagnare una cena estiva a base di pesce e piatti freddi.

Il Coda di Volpe è un vitigno campano
antichissimo, di probabile origine greca e presente in
Italia già in epoca romana, come testimonia Plinio
nel “Naturalis Historia” del I secolo d.C: “Minus
tamen, caudias vulpium imitata, alopeci”
. In questo
caso, al contrario di ciò che è successo troppo
spesso, il nome della varietà - Coda di
Volpe
Bianca, legato alla forma particolare del
grappolo
, una curvatura della sua parte apicale che
ricorda appunto la coda di una volpe - ci ha
permesso di seguirne il cammino nel corso dei secoli
mantenendo la certezza della sua identità. Il Porta,
per primo (1584), non ha difficoltà a seguirne la
sinonimia tra il Coda di Volpe e la “Vitis
alopecis”
. Successivamente anche gli ampelografi

del XIX secolo (Frojo) e dell’inizio del XX (Rasetti e Carlucci) ne danno descrizioni che combaciano perfettamente con l’uva conosciuta dai Romani. Il vero problema per questa varietà sono le numerose sinonimie, spesso errate o smentite, che sono nate negli ultimi 150 anni. Per fortuna alcune di quelle oggi ritenute errate sono state definitivamente abbandonate, come quelle in uso nel Casertano che identificavano il Coda di Volpe con il “Pallagrello Bianco” o con il “Coda di Pecora”. Esistono, per contra, sinonimie vacillanti ma non ancora scientificamente smentiti tra Coda di Volpe e “Caprettone” (in provincia di Napoli, nei dintorni del Vesuvio). Anche se scarsamente utilizzati, rimangono in uso i sinonimi attribuiti da Frojo verso il 1875: Durante e Falerno. Quest'ultimo termine deriva probabilmente dall’ipotetico utilizzo del Coda di Volpe per la produzione del famoso vino dell’antichità (il Falerno appunto). Discorso a parte: meritano il Coda di Volpe Bianca di Lapio (Carlucci, 1909) e la sua forma a bacca nera, il Coda di Volpe Nera, forse sinonimo del Pallagrello Nero: ambedue appaiono morfologicamente molto diversi dal Coda di Volpe Bianca.

Il Coda di Volpe Bianca è un vitigno prettamente campano, la cui diffusione si limita al territorio regionale. E’ iscritto al Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1970 e raccomandato nelle province di Avellino, Benevento, Caserta e Napoli: in verità oggi è coltivato soprattutto nelle province di Benevento e Avellino. Come vitigno complementare è utilizzato nella DOCG Fiano di Avellino e Greco di Tufo. E’ altresì presente in assemblaggio in provincia di Napoli (in particolare nella DOC Vesuvio Bianco o Lacryma Christi Vesuvio Bianco e Campi Flegrei Bianco)

Il grappolo ha compattezza variabile, ma è sempre abbastanza grande (250 - 300 grammi) e allungato; munito di due o più ali piccole, ha forma piramidale nella parte basale e conico-cilindrica nella parte apicale, con la classica punta ricurva. Gli acini sono piccoli, leggermente ellittici e hanno colore verde giallastro che tende a dorare a piena maturazione. La raccolta dell’uva si svolge di solito nella prima decade di Ottobre.

Il Coda di Volpe in purezza dona un vino di corpo medio, dorato, tenue nei profumi, ricco di alcol ma con poca acidità e che va bevuto giovane. Si tratta di un vitigno che predilige gli assemblaggi.