Catalogo Fumin

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Rosso 'Torrette Superiore' La Source 2015 Valle d'Aosta DOC
la source Rosso 'Torrette Superiore' La Source 2015 Valle d'Aosta DOC

Il Torrette Superiore di La Source si distingue per corpo morbido e rotondo, con tannini ben inseriti nella trama fruttata e speziata. Vinifica in acciaio e affina in legno e poi in bottiglia, proponendo un sorso ricco e vellutato, da abbinare con carni rosse arrosto e in umido.

Ve
88/100
Fumin La Vrille 2014 Valle d'Aosta DOC
la vrille Fumin La Vrille 2014 Valle d'Aosta DOC

Rosso del territorio molto interessante, dal profilo speziato, piacevole e raffinato. Vinifica in acciaio e affina per 12 mesi in legno e per 24 in bottiglia. Ottimo con carni rosse, selvaggina e formaggi stagionati.

GR
2 bicchieri
Bi
4 Grappoli
Fumin 'Esprit Follet' La Crotta di Vegneron 2018
La Crotta di Vegneron Fumin 'Esprit Follet' La Crotta di Vegneron 2018

Alla vista si presenta di color rosso porpora tendente al rubino con riflessi violacei, limpido e consistente. Finezza nei profumi con buona intensità e persistenza, speziato e floreale, vaniglia, pepe bianco, chiodi di garofano, frutta rossa, ciliegia. Al palato risulta secco, caldo, morbido, fresco con tannini di buona eleganza; un vino di corpo dal gusto equilibrato e persistente con buona intensità.

RP
91/100
Il Fumin all’inizio dell’Ottocento fu localizzato da Lorenzo Gatta in
cinque «circondari vitiferi» della media e alta Valle d’Aosta, dove
era tra le tipologie più presenti, soprattutto nelle zone esposte a
Nord
(la pianta è molto resistente al gelo). Lo studioso propose
un’analogia tra il Fumin ed il piemontese Freisa, soprattutto in
riferimento ai vini prodotti utilizzando in purezza le due tipologie.
Sempre il Gatta distinse due tipi di Fumin: uno con foglie piccole,
incise, colorate di rosso durante la vendemmia; l’altro, frequente tra
Aosta e Saint-Pierre, con fogliame meno inciso e non così rosso
durante l’autunno. Lo stesso Louis Napoleon Bich individuò due tipi di
Fumin: male (quello dalla foglia rosseggiante) e fèmelle. Per
quanto riguarda questo secondo biotipo, anch'egli ravvisò una
similitudine con il Freisa. Negli anni Sessanta del Novecento,
Giovanni Dalmasso e Luigi Reggio smentirono la similitudine con il
vitigno piemontese, non solo per l’aspetto ampelografico, ma anche
per il vino prodotto.
Da quando è stata riconosciuta la Doc Valle d’Aosta Fumin (1971
l’istituzione, 1992 le modifiche), la coltivazione del vitigno è in

costante aumento. Gli impianti nuovi sono numerosi, così come i produttori che lo vinificano in purezza. Le zone scelte per la sua coltivazione sono principalmente sulla sinistra della Dora, da Saint-Vincent a Villeneuve. Ad Aymavilles è assai diffuso nelle vigne più vecchie.

Il grappolo è medio-piccolo, di foggia piramidale, spesso alato, mediamente compatto. Anche l’acino non è particolarmente grande, con buccia molto pruinosa, di buona consistenza e colore blu opaco. La raccolta è tardiva (ultima settimana di ottobre).

Il vino è di colore rosso molto accentuato con tonalità violacee. Esprime profumi leggermente erbacei; invecchiando, può sviluppare sentori di cuoio e terra. Raramente è vinificato per essere consumato durante l’anno, avendo dimostrato buona longevità.