Articoli del Sommelier Valerio Sisti

C'è Prosecco e ... Cartizze

di Valerio Sisti 27/10/2016

 

Cartizze è una delle parole più ripetute nel mondo del vino. Lo si nomina a torto o ragione in tante occasioni. Chi non ha mai sentito o pronunciato la canonica frase “mi fai un Cartizze?”, oppure quante volte è capitato di sentirlo nominare pensando di indicare una non precisata maggior qualità del prodotto?
Ma cosa s’intende quando usiamo questo termine? 

Molto semplicemente ci riferiamo ad una collina, un’altura a tratti ripida e scoscesa ricca di vigneti, per un totale di poco superiore ai cento ettari. Ebbene sì, non si tratta di una specifica cantina, o di una tipologia. Non si tratta nemmeno di un prodotto di pregio, identificato con una particolare dicitura che ne attesta appunto la maggior bontà; con il termine “Cartizze” si identifica una collina, o meglio, il vino spumante prodotto in quei centosette ettari circa che possono fregiarsi del predetto appellativo.
Cartizze è dunque un luogo, sito nel Veneto Orientale all’interno del comprensorio di Valdobbiadene, una delle capitali del Prosecco. La dicitura corretta è Prosecco Superiore di Cartizze, in quanto è uno spumante prodotto con uve Glera allevate in una zona più simile alla montagna, che non alla pianura o alle timide colline dove si produce generalmente il Prosecco.
Le origini del nome si perdono nella notte dei tempi, non esiste un’etimologia affidabile e ci sono due diverse ipotesi sull’origine del nome.
Secondo alcuni deriva da “gardizze”, termine dialettale con cui si indicano i graticci su cui si fanno appassire le uve per ricavarne vini dolci. Sembra quindi che in passato le uve provenienti da questa collina fossero raccolte in avanzato stato di maturazione e fatte poi appassire per produrre vini dolci.
Secondo una tesi più accreditata, l’origine del nome deriva dal dialetto veneto “cartiza” che indica l’interno della pannocchia, dove una volta venivano avvolti i grappoli raccolti per farli maturare meglio ed aumentarne il contenuto zuccherino

Rispetto ad un Prosecco normale, è di solito più intenso nel colore e più complesso al naso, con sentori di mela o pera particolarmente intensi. Queste peculiarità nascono sicuramente dai terreni, emersi dal mare e poggiati su profondi strati rocciosi. Una parte consistente delle sue caratteristiche nel bicchiere sono dovute anche ai metodi di produzione, che possono variare dal tradizionale Charmat, allo Charmat lungo o anche, a volte, al metodo classico vero e proprio.
Detto in parole povere Cartizze è un Cru, cioè una zona precisa di elevata qualità, all’interno di una più vasta area di produzione. Ecco perché spesso viene associato ad un prodotto di miglior qualità.