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Teroldego

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Il Teroldego ovvero l'oro del Tirolo. Questo vitigno a bacca rossa rappresenta sin dalla notte dei tempi l'anima generosa ed energica dei vini del Trentino Alto-Adige. La sua indiscussa qualità lo ha portato al riconoscimento della DOC "Teroldego Rotaliano", la prima dell'intera regione, nel 1971.

 

La storia del Teroldego: miti, leggende e realtà

 

Le remote origini del Teroldego lo espongono a teorie che spesso non trovano una coincidenza oggettiva nei documenti ufficiali. La narrazione più affascinante e suggestiva che lo riguarda è una leggenda dove fa bella mostra di sé un drago, il Basilisco di Mezzocorona, e il Conte Firmian. Pare infatti che il nostro vitigno sia nato dal sangue del drago sgorgato per mano del conte che decise di immolarsi per salvare la popolazione dalle incursioni del temibile animale.
Alcuni studiosi ritengono che il Teroldego sia nato nella zona intorno al lago di Garda e portato dalla gente del luogo in Trentino durante qualche viaggio. Per dare un fondamento reale a questa teoria il suo nome viene collegato al sinonimo con cui viene indicato nel veronese ovvero Tirodola, mutuato da tirella, il sottile fil di ferro steso tra i filari a mo' di tutore. Secondo alcuni teorici del secolo scorso la prova della sua origine veronese è rintracciabile in alcuni manoscritti in cui viene citata l'uva Terodol’í.
Nella diatriba circa le origini del Teroldego interviene anche chi ritiene che sia un vitigno autoctono del Trentino (come anche Lagrein, Marzemino e Schiava). A riprova di ciò si utilizza l'etimologia del nome o meglio la fonetica, Tirol Gold, termine con il quale alla corte di Vienna venivano indicati i vini provenienti dalla regione italiana. Altri ancora fanno riferimento alla località Teroldeghe nel comune di Mezzolombardo. Quello che sappiamo con certezza è che la prima traccia documentale ufficiale è datata 1811. In quell'anno infatti Filippo Re, eminente botanico e agronomo emiliano, nella sua monumentale opera "Annali dell’Agricoltura del Regno d’Italia", citò il nostro vitigno come uno dei più allevati nella regione.
Apprezzato dai vignaioli del Trentino per la sua grande opulenza e vigoria, il Teroldego ha superato indenne il tempo, mantenendo constante la sua importanza tanto da arrivare al riconoscimento della DOC.

 

Le aree di coltivazione del Teroldego

 

Il terroir dove il Teroldego dà il meglio di sé è quello della Piana Rotaliana, situata nei comuni di San Michele all’Adige, Mezzacorona e Mezzolombardo. Alcuni produttori ne stanno favorendo l'allevamento anche in altre zone della regione con risultati apprezzabili ma non paragonabili a quelli ottenuti nella piana.

 

Caratteristiche del territorio

 

Il Teroldego deve la sua indiscussa qualità alla Piana Rotaliana. In questa zona il grande protagonista è il Torrente Noce che con il suo lento scorrere ha trasportato a valle nei secoli ghiaia e residui alluvionali di ogni genere. Il suolo della pianura è costituito quindi da un esoscheletro variegato dove i ciottoli favoriscono il drenaggio e garantiscono una fertilità e una mineralità fuori dal comune.
Il clima è alpino-continentale. Le Dolomiti si ergono a baluardo e scudo contro il freddo gelido del Nord e il lago di Garda, con le sue brezze, accarezza e asciuga dall'eccessiva umidità i grappoli. Il resto del lavoro lo fanno una temperatura che si mantiene costante durante il periodo vegetativo (circa 18 °C), le forti escursioni termiche e la piovosità accentuata. I vignaioli del luogo affermano che la grande ricchezza del Teroldego è data dall'acqua, quella che scorre abbondante nel suolo e quella che viene regalata dal cielo.

 

Caratteristiche ampelografiche dell'uva

 

La foglia del Teroldego è grande e pentalobata. I grappoli, compatti e abbastanza grandi, sono composti da acini la cui buccia neo-blu è spesso ricoperta di pruina. La polpa è molto succosa e caratterizzata da un sapore immediato, dolce e arrendevole. Teme l'umidità, la peronospora e l'oidio.

 

Vinificazione del Teroldego

 

Il Teroldego è un vitigno "double face": ottimo se vinificato in purezza, regala prestazioni eccellenti anche in blend con altre uve nelle denominazioni Valdadige Rosso DOC e nel Trentino DOC Krezer. Condizione essenziale in entrambi i casi è che l'uva sia raccolta a perfetta maturazione. In cantina, dopo la fermentazione sulle bucce, l'affinamento è affidato all'estro dei mastri cantinieri. C'è chi fa riposare il mosto nel cemento vetrificato, chi preferisce l'abbraccio speziato delle barriques di rovere francese e chi addirittura utilizza anfore di terracotta. Ottimo da giovane, il Teroldego assume un carattere opulento e nobile dopo un leggero invecchiamento.

 

Caratteristiche organolettiche del vino

 

Vin muti che fan parlare, così Michele Angelo Mariani, notabile del Concilio di Trento, era solito definire i vini prodotti con il Teroldego. Ed è la sensazione che ancora oggi si prova quando ci si appresta a bere questa eccellenza trentina. Nel calice la veste rosso rubino anticipa un bouquet olfattivo dove la viola e la genziana fanno da contraltare a un aroma fruttato dove la prugna matura e i frutti del sottobosco sono animati qua e là da piccoli sentori speziati. Il sorso è intenso ma immediato, il tannino avvolgente, il finale leggermente minerale e persistente. Ottimo in abbinamento con piatti corposi e ricchi di intingoli.

 

Curiosità sul Teroldego

 

 

Goethe, famoso scrittore tedesco nonché grande estimatore dei vini italiani, definì la Piana Rotaliana come il giardino vitato più bello d'Europa e il Teroldego una delle eccellenze della regione.

Qualche consiglio sull'abbinamento cibo e vino Teroldego

Il Teroldego è un vino “eclettico” e che si sposa bene ai più disparati abbinamenti. Dobbiamo infatti distinguere la versione rosata e quindi più fresca dalla versione rossa giovane e che non fa invecchiamento in legno. Il teroldego in questo caso è un buon ritorno fruttato ed aromi che ricordano spezie, tabacco e marzapane.
Il Teroldego rosato si sposa molto bene con piatti di verdure fresche o grigliate, carni bianche, e salumi. Il Teroldego rosso che fa affinamento solo in acciaio si abbina molto bene a salumi anche affumicati, formaggi stagionati, risotti a base di verdure, pasta con ragù e soprattutto lasagne e pasta al forno in generale. Ritengo si sposi bene anche ad una bella pizza bianca con funghi porcini.
Il teroldego che fa un affinamento in legno si sposa bene con arrosti, formaggi stagionati, e primi piatti con sughi molto saporiti.

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Vini con uve del vitigno Teroldego