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Lambrusco

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Il Lambrusco è una varietà tipica dell'Italia Centrale coltivata principalmente nelle tre province centrali dell'Emilia, Modena, Parma e Reggio Emilia, ma anche oltre il Po in Provincia di Mantova e inoltre in Piemonte, Trentino e Basilicata.
E' una vite robusta di cui si conoscono almeno 60 diverse varietà ed è nota fin dall'epoca classica per l'eccezionale produttività.

Il termine "Lambursco" deriva dalle parole latine "labrum", limitare, margine, bordo
(riferito ai campi) e "ruscum", pianta spontanea. Il Lambrusco era quindi una vite
selvatica che cresceva al limitare dei campi.
Il Lambrusco ha una grande storia che affonda le radici in epoca romana. La prima
testimonianza l'abbiamo nelle Bucoliche di Virgilio, che scrive dell'esistenza della 
"vitis labrusca".
Il vino frizzante dell'antichità chiamato "Aigleucos" era prodotto utilizzando anche la
vite labrusca. Il mosto dolce veniva riposto in anfore sigillate immerse in acqua fredda
per fermare la fermentazione. Al momento di berlo veniva portato a temperatura
ambiente in modo che il mosto riprendesse la fermentazione costringendo l'anidride
carbonica a disciogliersi nel vino creando la tipica sensazione frizzante.


Si narra che nel 1084, la Contessa Matilde di Canossa riuscì a sconfiggere l'assedio della torre di Sorbara da perte dell'esercito dell'imperatore Arrigo V perchè i soldati, per la calura estiva, si inebriarono con il vino prodotto con vite labrusca nelle campagne circostanti. Si sconfissero quindi da soli! E' difficle dire se sia una storia vera o una leggenda. In ogni caso si conferma nuvamente l'esistenza della vita da cui ha origine il Lambrusco.

Una prova storica di maggiore importanza l'abbiamo nel 1567 da Andrea Bacci, medico del Papa Sisto VI e grande studioso di Botanica. Questi scriveva che "sui colli sottostanti l'Appennino di Modena e Reggio si coltivano lambrusche, uve rosse, che danno vini piccanti, odorosi, spumeggianti per auree bollicine, quando si versano nel bicchiere".

Il Lambrusco moderno è un vino fruttato e frizzante, di solito rosso ma vinificato anche in bianco e rosato, da bere giovane. Il Lambrusco di Sorbara è prodotto con la varietà Lambrusco di Sorbara e il più diffuso Lambrusco Salamino (così chiamato perchè i piccoli grappoli somigliano ad un salmino).
Il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro deve essere prodotto principalmente con la varietà omonima. Il Lambrusco Reggiano deriva essenzialmente dai cloni Lambrusco Marani e Lambrusco Salamino; sono autorizzati anche il Lambrusco Maestri ed il Lambrusco Montericco (che però vanno gradualmente scomparendo). Il Lambrusco Salamino di Santa Croce deve costituire il 90% del vino omonimo. Il Lambrusco Reggiano, grande successo americano a fine anni Settanta e inizio Ottanta, tende a essere un po' dolce per l'apporto del mosto parzialmente fermentato dell'uva Ancellotta, autorizzata dal disciplinare della DOC (fino ad un massimo del 15%) nel taglio.
In Argentina è presente qualche centinaio di ettari di una varietà rossa detta Lambrusco Maesini.
Al Lambrusco Ceci ed in particolare al Lambrusco Otello delle Cantine Ceci (Otello Nero di Lambrusco Ceci) va il merito di aver riportato in auge il vino Lambrusco e di aver fatto scoprire le qualità e le proprietà organolettiche delle uve lambrusco. Hanno inoltre molto contribuito alla fama ed alla diffusione del vino Lambrusco anche i seguenti vini Lambrusco: Lambrusco Marcello della Cantina Ariola, il Lambrusco Concerto della Cantina Medici Ermete, il Lambrusco Terre Verdiane delle Cantine Ceci, il Lambrusco Vecchia Modena Cleto Chiarli ed il Lambrusco Bergianti.
Abbiamo diversi vitigni Lambrusco che spesso sono vinificati insieme: Lambrusco di Sorbara, Lambrusco Grasparossa (in particolare Lambrusco Grasprossa di Castelvetro), Lambrusco Maestri, Lambrusco Marani, Lambrusco Reggiano, Lambrusco Salamino. Difficile dire quale sia il miglior lambrusco tra tutti quelli menzionati. E' certo che il Lambrusco è ormai un vino di grande qualità.


Vini con uve del vitigno Lambrusco