Panettone Fiasconaro. Natale in Sicilia


Schioppettino

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Si potrebbe pensare che il questo
strepitoso vitigno autoctono si
chiami "Schioppettino" in virtù della
forza che esprime in bocca. Quasi come
una esplosione di sapori che regala una
sensazione di frizzante. Sapori ed aromi
che arrivano immediatamente al palato
creando un turbinio di emozioni.
Il suo nome deriverebbe invece
dallo schioppettio degli acini,
caratterizzati da una buccia tesa e
croccante, o in alternativa
dalla sensazione scoppiettante del
vino al palato
, visto che in passato era
spesso vinificato leggermente frizzante.
La sua diffusione interessa le province di
Udine e Gorizia, poco distanti dalla sua

zona di origine, fra l'abitato di Prepotto e la Slovenia. 
Le prime testimonianze storiche dello Schioppettino, conosciuto un tempo anche con il nome di Ribolla Nera, risalgono già al 1282, grazie a dei documenti ritrovati nell'Archivio del Castello di Albana.  Ma la sua storia nei secoli non è stata sempre luminosa visto che agli inizi degli anni '70 era praticamente estinto. Malattie come oidio e filossera, le scelte dei viticoltori che decisero di sostituire i vitigni autoctoni con i più remunerativi e produttivi internazionali, problemi burocratici, fecero si che lo Schioppettino fosse addirittura eliminato dall'elenco delle varietà di cui era consentita la coltivazione.
Solo la lungimiranza e perseveranza di alcuni personaggi, primo fra tutti Paolo Rapuzzi, produttore di Cialla, permise di recuperare le viti superstiti sul territorio comunale e realizzare così un impianto che segnò la rinascita dello Schioppettino con la prima vendemmia del 1977, anche se sarà reinserito nell'elenco dei vitigni autorizzati solo qualche anno dopo.
Il vino ottenuto si presenta con intensi profumi di frutti di bosco e spezie, corpo non troppo voluminoso e sostenuto da una sapida acidità, molto più rilevante della impalcatura tannica. Rientra nelle DOC Colli Orientali del Friuli e Friuli Isonzo.


Vini con uve del vitigno Schioppettino