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Falanghina

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Falanghina, Vino, vitigno, storia e caratteristiche

 


Assieme all'Aglianico è il vitigno che più di ogni altro rappresenta
la Campania, forte di una diffusione sviluppatasi con le colonie
dell'antica Grecia
. L'etimologia del nome è da ricercare nel portamento
della pianta, che ricerca un tutore cui appoggiarsi per crescere, un palo
che in latino veniva chiamato falanga. Oggi si coltiva con facilità un po' in
tutta la Campania, in particolar modo nelle Province di Napoli, Caserta e
Benevento, dove se ne ricava un bianco dai profumi fini e dal corpo
delicato e fresco. Dà vita, in assemblaggio con altri vitigni minoritari, alle
DOC Falerno del Massico, Molise Falanghina, Campi Flegrei Bianco e
Campi Flegrei Falanghina, Costa d'Amalfi, Irpinia Falanghina, Sannio
Falanghina
e Taburno Falanghina.
E’ un vino dalla storia molto antica la cui origine la si fa risalire (come per
molti vitigni), alle prima colonie greche nella penisola. Si pensa che
l’attuale Falanghina sia un’evoluzione o comunque derivi dall’antico Falerno
Bianco: un vino bianco molto apprezzato già in epoca romana e che diversi
autori descrivono come originario della zona che corrisponde all’attuale
Sannio.
E’ estremamente diffuso in tutta la Campania e si esprime al meglio

nella zona dei Campi Flegrei e nella zona del Sannio dove da origine alla Falanghina Sannio DOC.
La Falanghina è un vitigno che predilige i terreni collinari e vulcanici ed i climi secchi. Le espressioni migliori ed anche più famose le abbiamo infatti nel Sannio e nei Campi Flegrei. Il primo e ricco di terreni vulcanici dovuti alle ceneri del Vesuvio depositatesi nell’arco dei millenni. Il secondo è invece una zona tuttora attiva dal punto di vista vulcanico.

 

Falanghina. Vendemmia e vinificazione

La maturazione degli acini e la conseguente vendemmia avviene generalmente verso la metà di Settembre. Il vino che ne deriva è generalmente dotato di profumi delicati che richiamano fiori di campo, agrumi e sentori minerali spesso dovuti proprio dalle caratteristiche dei terreni. E’ in ogni caso un vino che è apprezzato per la capacità di coniugare eleganza con delicatezza di aromi e piacevole freschezza di beva.
Per meglio conservare le proprie caratteristiche organolettiche è quasi sempre vinificata in acciaio.
La Falanghina è molto apprezzata anche nella versione spumantizzata con il Metodo Charmat che dona spumanti secchi di pronta beva e di grande eleganza.
Fino agli anni 90 la Falanghina era considerata un semplice vino da tavola da tutti i giorni: semplice e beverino. A partire dalla fine degli anni ‘90 i viticoltori hanno iniziato a dare maggior valore al vitigno riducendo le rese in vigna ed aumentando la qualità organolettica delle uve. La maggiore attenzione in fase di vinificazione, la fermentazione a basse temperature e l’affinamento in acciaio per tempi più lunghi hanno permesso di ottenere vini di grande qualità. La Falanghina è ora uno dei vini bianchi più apprezzati in Italia ed in grado di regalare profondità di aromi e buona struttura.

La Falanghina è un vino bianco che si abbina molto bene a primi piatti dai sughi delicati ed in particolare agli spaghetti alle vongole o comunque a spaghetti con sughi a base di pesce. Ottimo anche l’accostamento alla pizza margherita. 

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Vini con uve del vitigno Falanghina