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Greco

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Se c'è un vitigno dotato di una forte personalità quello è proprio il Greco. Ricca, elegante e con una nota ribelle che non può sfuggire ai palati più esigenti, questa uva a bacca bianca è una delle più antiche varietà nostrane. Da più di 2000 anni infatti è una delle regine incontrastate del panorama enologico meridionale e non solo.


Storia del Greco

Popolo di esploratori ed edonisti, i Greci della Tessaglia si trovarono nella necessità di dover trovare nuovi porti per le loro attività commerciali. Siamo nell'VIII secolo a.C., periodo nel quale la crisi delle attività agricole elleniche rischia di mettere in ginocchio un'economia fino ad allora ricca e fiorente. Le prime navi salpano dalle coste greche e fanno rotta verso la nostra Calabria. In breve tempo il nostro meridione viene colonizzato da questo popolo che non si presenta certo a mani vuote. Nelle stive delle navi infatti sono contenuti dei piccoli tesori che faranno la fortuna della Magna Grecia: i semi delle viti. E proprio una parte di questo prezioso dono darà i natali sul suolo italico alla vite di Greco che, nel territorio di Tufo, piccolo insediamento sulle pendici del Monte Gloria in Irpinia, troverà un terroir particolarmente vocato.

I Romani grazie al loro sapiente intuito contribuirono non poco alla diffusione del Greco lungo tutto il Mediterraneo. Le testimonianze storiche sono fitte di citazioni come quelle di Catullo ad esempio, o la storica scritta rinvenuta in un affresco pompeiano in cui viene citato da un amante deluso.
Il vino ottenuto dal Greco diventa in breve tempo uno dei più bevuti e apprezzati sia nell'età Imperiale che, 1.000 anni dopo, durante il Rinascimento, grazie al commercio da parte della Repubblica Marinara di Venezia.


Caratteristiche del territorio

L'Irpinia è da sempre una delle terre più vocate all'allevamento delle viti di Greco tanto che i Romani amavano chiamare questi luoghi "Campania felix" in onore alla fertilità delle terre. Il merito va a un suolo che conserva le tracce dell'antica matrice vulcanica. I forti venti infatti hanno trasportato in antichità i residui delle eruzioni del Vesuvio, contribuendo a creare così, strato dopo strato, un suolo ricco in profondità di sedimenti minerali. In superficie invece detta legge la componente calcarea che verso la vallata si arricchisce di depositi argillosi.

Su questo terreno così "originale" si incastra alla perfezione la natura bizzarra del clima mediterraneo. Il caldo abbraccio delle ore diurne estive lascia il posto alle forti escursioni termiche notturne e a inverni freddi e umidi. Il risultato è la nascita di uve che hanno una personalità ben distinta, forte, a tratti piacevolmente ribelle.


Caratteristiche ampelografiche dell'uva

La foglia del Greco ha una grandezza media e una forma talvolta allungata con lobi marcati e piani. Il grappolo è abbastanza grande, cilindrico e alato con acini regolari e leggermente sferoidali. La buccia è abbastanza spessa ed è caratterizzata da un colore giallo dorato e una polpa leggermente dolce. È un vitigno dotato di grande vigoria. Resiste bene sia alle infezioni parassitarie sia alle condizioni atmosferiche avverse.


Vinificazione del Greco

Il Greco segue le tappe della classica vinificazione in bianco anche se la buccia contiene molte catechine che regalano al mosto un eccesso di colore che potrebbe dar luogo a una precoce ossidazione. Per questo motivo ogni fase dell'iter produttivo, a partire dalla vendemmia settembrina, viene condotta con estrema cura e attenzione. In cantina l'affinamento del vino avviene solitamente in grandi serbatoi d'acciaio. La ricca natura dell'uva infatti non necessita della profondità regalata dalla maturazione in legno. Il metallo al contrario permette un riposo indisturbato che non interferisce con i tipici caratteri varietali della vite.


Caratteristiche organolettiche del vino

I bianchi dove il Greco è grande protagonista sono vini eleganti, dotati di una grande personalità. Caratterizzati da una veste giallo paglierino limpido, raccontano all'olfatto seducenti storie fruttate e floreali, dove la pera e l'albicocca incontrano la dolcezza del miele e dei fiori gialli. Il palato è avvolto da un'esperienza sensoriale tra le più intriganti. Forza e acidità ben equilibrate formano la scenografia dove il Greco mette in atto una pièce teatrale armonica, in cui la ribellione di una mineralità accentuata sfuma in un sorso scorrevole e conviviale. È perfetto con pesce bianco, crostacei e taglieri di formaggi freschi.

Il Greco di Tufo e le aree di coltivazione

Il vitigno Greco è particolarmente famoso grazie alla DOCG Greco di Tufo. Denominazione particolarmente prestigiosa che può essere attribuita solo ai vini le cui uve sono allevate in un’area molto piccola della provincia di Avellino. Sono soltanto 8 i comuni che possono fregiarsi della DOCG acquisita nel 2003: Tufo, Torrioni, Chianche, Petruro, Altavilla, Prata Principato Ultra, Santa Paolina, Montefusco. Fuori da questi confini il Greco è coltivato principalmente nella zona attorno al Vesuvio, in Puglia e in Calabria.

 


Curiosità

La raffinatezza e l'opulenza del Greco di Tufo erano ben noti anche nell'antichità, come abbiamo già avuto modo di sottolineare. Memorabile la descrizione di Plinio il Vecchio che, a proposito di questo vino, scriveva che "...in verità il vino Greco era così pregiato, che nei banchetti veniva versato solo una volta".


Vini con uve del vitigno Greco