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Nero d'Avola

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Caratteristiche organolettiche: profumo e sapore del nero d’Avola

Il Nero d’Avola viene definito il “Re della Sicilia” in quanto è il vitigno a bacca rossa più diffuso su tutto il territorio siciliano. È un vino elegante ed allo stesso tempo muscoloso e dotato di carattere, che ben rappresenta la Sicilia ed i suoi profumi.

Al naso ritroviamo spesso i profumi della macchia
mediterranea
sentori balsamici di eucalipto.
Non è facile definirlo in modo univoco in quanto la Sicilia è una
grande regione e troviamo condizioni morfologiche e climatiche
estremamente diverse da una zona all’altra che influenzano
giustamente lo sviluppo delle uve e le caratteristiche del vino. 
Possiamo trovare quindi vini più freschi e fruttati da bere
nell’arco di 3 anni della vendemmia ed anche vini Nero d’Avol
ricchi di estratto, che hanno fatto anni di affinamento in
legno
e sono destinati ad invecchiare bene per diversi anni.
Sta di fatto che è sempre un vino elegante in cui dominano 
profumi balsamici e di macchia mediterranea. Si
percepisce il frutto maturo ma non dobbiamo aspettarci la forte
presenza fruttata che possiamo trovare in un Primitivo, in un
Merlot o in un Cabernet Sauvignon.
Il sorso si si manifesta di solito corposo, caldo e asciutto.
Ha un tannino evidente ma nel contempo fine ed
aggraziato
; espressivo ed armonico allo stesso tempo. Le
versioni “giovani” (che fanno affinamento esclusivamente in
acciaio) sono dotate di freschezza e sentori fruttati. Sono
piacevolmente immediati e di facile bevibilità
E’ un vino nobile, ricco ma sempre austero.

Storia del vitigno e del vino Nero d’Avola

Del vitigno a bacca nera più rappresentativo, blasonato e importante del panorama enologico siciliano non abbiamo notizie storiche precise. Occorre innanzitutto precisare che il Nero d’Avola fa la sua comparsa nella storia viticola della Sicilia con una designazione completamente differente: viene infatti conosciuto come Calabrese durante tutto il XIX secolo.
Per lungo tempo si è assistito a un susseguirsi di congetture ipotesi confuse sull’origine di questo vitigno, certamente radicato da secoli sull’isola ma incapace fino ai giorni nostri di distinguersi con certezza dalla serie numerosa di presunti sinonimi, vitigni affini, varianti morfologiche o semplicemente dialettali.

Un po’ di punti fermi nonostante tutto ci sono: un primo documento scritto del 1596 ed accenna a «vini fatti all’uso calabrese» nell’agro di Catania, mentre nel 1616 uno scritto del Cupani parla del «Calavrisi ad acino rotondo». Dobbiamo aspettare l’Ottocento perché il vitigno Calabrese sia associato per la prima volta al paese di Avola, in provincia di Siracusa, e ancora oltre perché al termine “Calabrese” si sostituisca il nome con cui oggi la varietà è famosa in Italia e nel mondo.

Per sgombrare il campo da ogni possibile confusione circa le sue origini, occorre precisare che il nome Calabrese altro non è che una italianizzazione del termine dialettale siciliano “calavrisi”, cioè “uva (cala) di Avola” (cala d’Avola, abbreviato in calavrisi) che si può anche intendere come “venuta da Avola”. Infatti dal piccolo centro del Siracusano il vitigno si è poi diffuso nei comuni circostanti e poi in tutta la Sicilia.
Sembra comunque che i commercianti di vino siciliani del 1800 abbiano “giocato” con il termine “Calabrese” e lo hanno utilizzato molto in quanto a quell’epoca i vini Calabresi godevano di maggiore considerazione rispetto ai vini siciliani.

Prima di diventare il principe dei rossi siciliani da invecchiamento, il Nero d’Avola riscuoteva notevole successo nella produzione di vini novelli o comunque molto giovani. Ancora fino a qualche decennio fa era utilizzato quasi esclusivamente come uva da taglio ed esportato in gran quantità, in altre regioni d’Italia (soprattutto in Toscana e Piemonte) quanto all’estero. In Francia ad esempio era noto come le vin médecine, probabilmente per la sua capacità di accomodare o irrobustire o addirittura “guarire” i più leggeri vini francesi).
Riscoperto a partire dagli anni 90 dalle più affermate case vinicole, è diventato il simbolo dell’eccellenza siciliana nel mondo, rafforzando l’immagine della terra siciliana come un territorio ricchissimo di vitigni autoctoni di straordinario livello qualitativo

Diffusione del Nero d’Avola in Sicilia

Le sue origini siracusane non sono mai state tradite poiché ancora oggi in queste zone il vitigno Nero d’Avola mantiene una delle sue roccaforti di produzione. Ma in pratica è diffuso in tutte le aree della Sicilia grazia alla sua capacità di adattarsi a terreni ed a zone con caratteristiche diverse. Diffuso perciò in tutta la Sicilia, si arresta soltanto di fronte alle zone laviche dell’Etna. Essendo varietà raccomandata in tutte le province siciliane, rientra nella composizione di moltissime denominazioni dell’isola, dove è previsto sia in purezza sia in assemblaggio con altre uve. Lo troviamo in particolare nelle Denominazioni Sicilia DOC e Sicilia IGT, Terre Siciliane IGT, Cerasuolo di Vittoria DOCG, Noto DOC, Contessa Entellina DOC, Contea di Sclafani DOC, Menfi DOC e molte altre.
Ovviamente sono tantissime le cantine che producono vino Nero d’Avola in purezza o in blend con altri vitigni. Tra le più famose troviamo Donnafugata con il Sherazade e Mille e una Notte, Mandrarossa (Settesoli) con Cartagho, Firriato con Quater Vitis ed Harmonium, Case Alte con il 16 Filari, Milazzo con il Terre della Baronia Rosso, Planeta con il Santa Cecilia….
Su Winepoint puoi acquistare una scelta di oltre 150 vini Nero d’Avola delle grandi cantine ed anche dei piccoli artigiani di Nicchia a prezzi concorrenziali e con offerte di grande convenienza.


Vini con uve del vitigno Nero d'Avola

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