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Vini Biodinamici

Biodinamico è prima di tutto un’idea, una filosofia che approccia la vigna in maniera differente. Oggi il vino biodinamico è conosciuto e apprezzato, ma non molti sanno che le sue origini vanno ricercate in un filosofo e studioso (Rudolf Steiner) che elaborò la sua teoria nei primi decenni del Novecento. Biodinamico in ogni caso vuol dire coltivare e vinificare utilizzando solo ed esclusivamente metodi naturali






RUDOLF STEINER E LA BIODINAMICA
Tra gli anni 20 e 30 del XX secolo Rudolf Steiner costituì un gruppo di ricerca, che operò prevalentemente in Svizzera, con lo scopo di affrontare un tema già spinoso all’epoca: come operare in vigna in armonia con la natura. I progressi tecnologici avvenuti tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del secolo successivo avevano posto le condizioni per uno sfruttamento eccessivo e sempre più massiccio delle risorse agricole, causando anche un relativo impoverimento dei terreni. Da queste basi partì il lavoro di Steiner.

Emersero dagli studi alcuni elementi: ad esempio sembrò che il rispetto del suolo, ovvero l’astenersi da produzioni intensive, favoriva una miglior qualità del frutto. Altri elementi, sempre di questa natura, sembrarono dare indicazioni similari. Quello che nacque, dopo il lavoro di molti tecnici e studiosi affiancati a Steiner, esperti di molte discipline diverse, fu più una filosofia che non un vero e proprio insieme di regole scientifiche. Ancor oggi infatti si dibatte sulla validità scientifica o meno dell’impostazione biodinamica della vigna.

UNA FILOSOFIA DI VITA
L’estrema sintesi del lavoro di Steiner e dei suoi è la seguente: un sistema in equilibrio, dove ogni elemento non è forzato a fare nulla di diverso dalla sua propensione naturale, si autoregola e autogestisce meglio, senza la necessità dell’intervento dell’uomo, o quantomeno limitandone al massimo la necessità.

Ecco che la biodinamica prevede l’utilizzo dei vitigni più idonei per ciascun ambiente, al contrario della tecnologia applicata alla vigna che negli anni successivi si impegnò a consentire la coltivazione dei vitigni desiderati a prescindere dall’ambiente nel quale questi si volevano porre a dimora.

Non solo la scelta della varietà più adatta, anche altre scelte vennero fatte sulla base della filosofia steineriana, ad esempio l’utilizzo di altre specie vegetali o animali per combattere i nemici naturali della vite. Avete presente quella pubblicità di diversi anni fa che parlava delle mele del Trentino e della coccinella? Una pubblicità a tutti gli effetti biodinamica. I produttori di mele trentine avevano infatti favorito il proliferare del simpatico animaletto colorato nei loro meleti, questo perché la coccinella si nutre di un parassita del melo. In questo modo si riduceva presenza e danni di un parassita senza usare un antiparassitario.

VINO BIOLOGICO SENZA SOLFITI, VINO NATURALE, VINO VEGANO
Biologico non è equivalente di “senza solfiti”, seppur i limiti di solforosa utilizzabile sono più bassi nel caso di bottiglie etichettate biologiche (l’etichettatura biodinamica non esiste ancora). Un vino biodinamico può prevedere l’utilizzo della solforosa, anzi di solito viene utilizzata. Un vino biodinamico non è nemmeno un vino torbido, perché l’essere o meno velato è legato alla filtrazione del vino finito e non alle pratiche operate in vigna. Non è nemmeno un vino vegano, perché la filosofia vegan tratta il rapporto con gli animali. È però vero che, seppur non obbligatorio, spesso i vignaioli praticano alcune di queste scelte in associazione alla conduzione biodinamica della vigna, consentendo così la nascita di vini con caratteristiche peculiari più riconoscibili. Si pensi ad esempio alla filtrazione molto blanda o addirittura assente.
Nel pieno rispetto di tutte le scelte compiute dai nostri vignaioli, Winepoint.it propone una vasta gamma di vini Biodinamici di grande qualità per amanti del buon vino e della natura