Vini e profumi di Sicilia

Vini e profumi di Sicilia

Alla Pescheria di Catania tutto è esposto per strada: pesci di ogni genere, pescati di fresco durante la notte, esposti su banchi improvvisati dagli stessi pescatori. Non solo pesce però, anche carni, frutta e verdure da vendere e comprare nel quartiere del vecchio mercato del pesce, che per i catanesi è semplicemente A’ Piscaria.
Chi c’è stato sa di cosa parliamo: un’esplosione di gusto, colori e profumi unica, affascinante e coinvolgente, che si ripete uguale a sé stessa ogni giorno dell’anno.
Di vino non se ne vende, ma in una qualche maniera il vino, quello di Sicilia, c’entra molto con l’immagine a colori che il turista si porta a casa, dopo la visita mattutina ai banchi del mercato.
Il vino siciliano è un po’ così: un’esplosione di gusto e profumi, tanta intensità, verrebbe da dire irruenza, che riempie il naso e il palato.

La Sicilia ha un clima invidiabile, sole caldo per molte ore al giorno, tanta energia che permette all’uva di raggiungere una maturazione inimmaginabile in quasi tutte le altre latitudini. L’accumulo di zuccheri nell’acino favorisce chiaramente una buona alcolicità poi nel vino; ma non sono solo gli zuccheri ad essere in abbondanza, ed infatti il vino siciliano eccelle anche per morbidezza e, come si diceva, un bouquet di profumi, che se non spiccano per eleganza, certo non deludono per imponenza.
Stiamo generalizzando? Ovvio che si, tutti gli articoli di questa serie non sono la cronaca bensì la sintesi. Non la fotografia del bomber, ma quella della squadra al completo.
Se volessimo allora rappresentare il vino siciliano, i suoi Nero d’Avola, Damaschino, Carricante, Inzolia, Grillo e tutte le altre splendide uve siciliane, associarle ad un’immagine di colori e profumi sarebbe un bel modo per rappresentarne l’essenza più profonda e vera, più legata alla terra, al clima, alla gente.

Se dunque eliminiamo l’Etna e i suoi vini, che a tutti gli effetti rappresentano un’isola nell’isola di cui parleremo un’altra volta, se non consideriamo nemmeno il Marsala, con la sua lunga e gloriosa storia e la sua particolare tecnica di produzione, il resto della Sicilia una certa generalizzazione la consente, e l’idea che più ci piace è quella di rappresentare questa sintesi con la fotografia di un mercato quasi romantico tanto è bello.
Ecco delle buone cantine siciliane per oggi: Donnafugata, Barone di Serramarrocco, Cottanera, Duca di Salaparuta, Mandrarossa, Florio, Palari, Planeta, Tenuta delle Terre Nere ...



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