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RM: Recoltant Manipulant

RM: Recoltant Manipulant

E dopo aver spiegato cosa sono quelle due letterine sulle etichette di Champagne, eccomi a parlare dei più piccoli, di quelli che adesso sono la moda, o il trend, come dicono gli anglosassoni. RM Recoltant Manipulant, le più piccole aziende dalla Champagne sono le più ricercate, le più desiderate.
Secondo il sito economico francese Les Echos dei circa 15.700 vignerons (contadini produttori di uve) l’80 per cento vende la quasi totalità delle proprie uve. Ma chi sono gli acquirenti delle uve? Gli acquirenti sono le grandi maison, le cooperative, produttori vari. Del restante 20% di coltivatori della vite, una larga fetta è parte diretta del circuito delle produzioni cooperative, qualcosa che assomiglia molto alle nostre cantine sociali. La rimanente fetta è davvero piccola, è composta da quei vignerons che, dopo la produzione delle uve, si occupano in proprio anche della produzione dello Champagne finito e lo commercializzano a proprio nome, sono appunto i Recoltant Manipulant.
Sono la moda del momento, ma il loro numero, stando alla testata economica transalpina, sta diminuendo, anche se solo sensibilmente. Sono i piccoli produttori, quelli che non fanno le cento o duecentomila bottiglie, ma solo poche decine di migliaia, a volte anche solo dieci o ventimila bottiglie in tutto. Dimensioni che sarebbero già ridotte per qualsiasi azienda vitivinicola, ma che diventano ancor più significative se rapportate al mondo della Champagne o della spumantistica in generale, che prevede di solito quantità maggiori anche per le realtà più modeste.

Esistono Recoltant Manipulant probabilmente sin dalle origini della Champagne, tuttavia la loro fama è molto più recente, comincia infatti circa 25-30 anni fa con Selosse come capofila, forse ancor oggi il Recoltant Manipulant più famoso. L’azienda di Avize, con i suoi Chardonnay del gusto piacevolmente ossidato diventa simbolo degli RM e ne inizia la moda che porta oggi molte realtà distributive, dalle enoteche ai siti di vendita online, ad andare a caccia dei più piccoli e pregiati produttori della Champagne.
Non esistono regole certificate che garantiscano la miglior qualità dei produttori RM, si può solo azzardare l’ipotesi, senza peraltro possibilità di reale riscontro, che i produttori più piccoli, che fanno tutto in proprio, dalla vigna alla bottiglia, abbiano modo di dedicare tutte le cure che ritengono opportune in ogni fase della produzione. Le grandi maison potrebbero obiettare che nulla vieta nemmeno a loro di mettere il massimo della cura ovunque, inoltre le maggiori disponibilità economiche permettono maggior investimenti e controlli. Tutto vero, chi vi scrive, tutte le volte che ha bevuto uno Champagne di un Recoltant Manipulant (e ne ho assaggiati molti) lo ha sempre trovato veramente ottimo. Sarà un caso, ma a me, come empirico strumento di valutazione basta e avanza.
Buona bevuta a tutti allora e buona caccia ai piccoli della Champagne


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Champagne: l'evoluzione del gusto e la Belle Epoque. Parte 3
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