Le radici del Barbaresco

Le radici del Barbaresco

Siamo nelle Langhe, in provincia di Cuneo, nei comuni di Barbaresco, Alba, Neive e Treiso. Un terreno collinare ricco di argilla, calcare e microelementi. E’ qui che nasce il Barbaresco, prodotto da uve Nebbiolo al 100%; affina uno o due anni in legno e dodici mesi in bottiglia e solo dopo quattro anni dalla vendemmia si fregia anche dell’appellativo “riserva”. La sua storia inizia già con gli antichi Romani che individuarono nel territorio delle Langhe le caratteristiche ideali per la coltivazione della vite. Nel 1799 per festeggiare la vittoria degli austriaci sui francesi furono commissionati al comune di Barbaresco 600 litri di vino Nebbiolo. La sua fama inizia con Domino Cavazza, direttore della Regia Scuola Enologica di Alba, che acquistò il castello di Barbaresco con le sue proprietà iniziando un percorso che porterà alla nascita della Cantina Sociale di Barbaresco.



Nel 1934 fondarono ad Alba il Consorzio di Tutela del vino Barolo e Barbaresco. Nel 1958 si avvia la cooperativa Produttori di Barbaresco, nel 1966 diventa DOC e nel 1980 è tra i primi vini italiani DOCG. Oggi è apprezzatissimo a livello nazionale ed internazionale e la Cantina che maggiormente ha contribuito a rendere famoso il Barbaresco nel mondo è Gaja. E’ il primo vino italiano a disporre non solo delle Menzioni Geografiche Aggiuntive Ufficiali, ma anche di uno strumento come le Carte per una maggiore conoscenza e promozione del territorio. Infatti dal 1967 si è iniziato a vinificare separatamente le uve di zone particolarmente pregiate che provenivano da appezzamenti storici, commercializzando i vini Barbaresco prodotti con i nomi di origine delle uve. Oggi esistono 9 Barbaresco da vigneti specifici, prodotti solo in grandi annate e in piccole quantità per esaltare piccole differenze relative al terreno ed esposizione. Le loro menzioni sono: Rabajà, Asili, Rio Sordo, Ovello, Montestefano, Pajè, Muncagota, Montefico e Pora.



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