La viticoltura ad alberello patrimonio dell'Unesco

La viticoltura ad alberello patrimonio dell'Unesco

L’alberello è una pratica viticola antica, compromesso tra la scarsa disponibilità d’acqua, un clima sfavorevole e il lavoro svolto necessariamente a mano. La sua scelta in base a queste condizioni garantisce comunque una rispettabile produttività dei vigneti. Tecnicamente l’alberello è composto di un ceppo di circa mezzo metro con due o più branche che possono avere da 1 a massimo 3 gemme. Il viticoltore crea una situazione di protezione per queste piante, laddove ci sono vento e siccità, creando delle conche nel suolo in cui la pianta non necessità di strutture portanti come pali o fili. Solitamente questa tecnica, frutto di tradizione, è adottata in terreni di natura vulcanica, dove le piante di vite meglio si adattano a questo sistema di allevamento. Altre coltivazioni ad alberello invece, sono caratterizzate da terrazzamenti molto estesi, creati manualmente con muretti a secco di pietra lavica.



Questa tradizionale forma di allevamento ancor’oggi è adottata a Pantelleria. Il Passito di Pantelleria è ricavato esclusivamente da uve del vitigno Zibibbo, le cui piante sono coltivate ad alberello. La forma di allevamento di questa denominazione è regolamentata anche dal disciplinare ed è relativa anche ai nuovi impianti. Questo sistema di allevamento tradizionale è una scelta di consuetudine soprattutto per far fronte alla frequente ventosità dell’isola.
Oggi queste tradizioni rurali legate alla viticoltura e in sintonia con l’ambiente geografico, stanno avendo un occhio di riguardo  e sono considerate un patrimonio da salvaguardare. Così la Commissione Italiana ha deciso di inserire l’alberello di Pantelleria nell’elenco delle candidature per l’inserimento nella lista del Patrimonio culturale dell’Unesco assieme anche al paesaggio vitivinicolo delle Langhe-Roero e Monferrato.



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