Una buona cantina Vini personale

Una buona cantina Vini personale

In un articolo precedente, quello che chiudeva il ciclo sulla degustazione, abbiamo parlato dello stato evolutivo del vino, ovvero la sua curva di vita, che dall’essere ancora giovane per potersi esprimere al meglio, lo portava a decadere e quindi a perdere le sue migliori peculiarità.
Questa volta parliamo di stato evolutivo in termini diversi, diciamo pure commerciali. In pratica, quale vino comprare e quanto comprarne per la nostra personale cantina vini.
Cercheremo dunque di capire come costruirsi una personale cantina vini ideale e su misura per le nostre esigenza. Dato che le esigenze personali sono per natura stessa soggettive e quindi variabili, questo articolo più che soluzioni porrà tanti quesiti, saranno le vostre risposte a fornire il risultato finale.


Partiamo appunto dallo stato evolutivo. Fissiamo un paio di concetti base e fondamentali. Se ogni vino ha una curva evolutiva uguale ma differita nel tempo, questa variabile, unita alla quantità di bottiglie consumate in casa, devono dare delle prime risposte. Poniamo degli esempi classici. Se nella nostra cantina vini abbiamo tantissimo Moscato d’Asti, e noi di vini dolci frizzanti ne beviamo pochissimi, considerata la vita “utile” di un Moscato d’Asti, la nostra cantina vini non risponde al nostro bisogno reale di consumo, è sovraccarica di un prodotto, che quindi verrà con tutta probabilità consumato anche molto tempo dopo il suo periodo di massimo splendore.
Poniamo il caso inverso, la nostra cantina vini è povera di grandi rossi da invecchiamento e in famiglia, spesso, si preparano grandi piatti di carni succulenti. In questo caso avremo scarsità di vini adeguati alla bisogna, perché siccome spesso certi rossi sono messi in commercio ben prima del loro periodo migliore per il consumo, saremo costretti a berli sempre anzi tempo, sempre giovani e mai al top; avendone pochi non ne abbiamo fatto invecchiare nessuno per il tempo necessario.

Ecco un altro esempio, in casa siamo tutti vegetariani, abbiamo amici vegetariani e quelli che non lo sono si adattano volentieri alla nostra dieta, servirà una cantina vini copiosa di grandi rossi? Poniamo il caso invece di una coppia giovane che spesso organizza apericene dell’ultimo minuto, ognuno porta qualcosa, rigorosamente a caso e tutto si magia insieme senza una sequenza logica; sarà il caso di avere una buona scorta di bollicine? Forse si.
Il concetto alla fine è semplice, bisogna calibrare la propria cantina vini secondo le proprie esigenza e i propri consumi, cioè non bisogna abbondare mai di bottiglie che rischiano di non essere consumate in un tempo adeguato alla loro tipologia.
Se però volete costruire la vostra personale cantina vini senza badare a spese e senza preoccuparvi troppo del vostro consumo, tenete presente che in una buona carta vini (a questo punto è una carta vini, non una cantina vini personale) non possono mancare spumanti freschi, come Prosecchi Bortolomiol, spumanti strutturati, bianchi leggeri e giovani, bianchi più evoluti, qualche rosato, dei rossi giovani e tanti bei rossi da invecchiamento, come ad esempio i Barolo della Cantina Marziano Abbona o della Cantina Cascina Cucco. Infine dei vini dolci per i nostri dessert e, per i più viziosi poi, qualche bel distillato per finire la serata in poesia.

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