Pillole di vino: la forma delle bottiglie

Pillole di vino: la forma delle bottiglie

“Le bottiglie del vino sono: la Renana, la Bordolese, la Borgognotta. Ogni altra bottiglia è da considerarsi di fantasia (quasi sempre deplorevole)”. Così scriveva Veronelli nel suo libro “Il Vino giusto” edito in quarta edizione nel 1974 – la prima è del 1971 –.
E’ un assunto perentorio, anche simpatico se si vuole, che traccia una linea netta e pone in fuori gioco qualsiasi altro tentativo di trovare una forma alternativa al contenitore di vetro impiegato per contenere il vino.
“Evviva Veronelli!” verrebbe da dire, tuttavia alcuni tentativi furono meno deplorevoli di altri, però prima di citarne qualcuno, vorrei soffermarmi sulla differenza tra la bottiglia bordolese e quella borgognotta. La Renana, che oggi viene comunemente chiamata Alsaziana, anche se non è esattamente la stessa cosa, è quella stretta e affusolata, che viene spesso usata per vini bianchi, in Alto Adige ad esempio o in altre zone nazionali, mentre è imprescindibile in Alsazia e Reno.

La Borgognotta è ovviamente originaria della Borgogna; Mecca di ogni amante del vino, La Borgogna è una striscia di terra stretta e lunga, che corre da Lione a Digione, la cui zona settentrionale è detta Cote D’Or e rappresenta la sublimazione del Pinot Nero e dello Chardonnay. La bottiglia dei vini di Borgogna è larga alla base, con le spalle affusolate.
Di opposta fattura quella Bordolese, originaria di Bordeaux, l’altra metà del cielo del vino francese, la Bordolese è più stretta alla base, sale dritta fino al collo e la curva delle spalle è netta e corta.
La prima tipologia ha origini benedettine, furono infatti i monaci dediti alla preghiera e al lavoro che praticarono, preservarono e divulgarono la produzione del vino di Borgogna. Si dice infatti che la bottiglia Borgognotta sia cattolica.
Protestante è invece la bottiglia di Bordeaux. La Bordolese risponde perfettamente allo spirito luterano: religione sì, ma anche vita quotidiana, senza negarsi la possibilità del successo. Difatti la Bordolese è più comoda da gestire, da impilare, da conservare nei vecchi scaffali, come nelle moderne cantinette frigorifere.
Storia e tradizioni che vengono tramandate fino ai giorni nostri, in cui continuiamo a considerare cristiana la Borgognotta e protestante la bottiglia Bordolese.
Si consideri poi che in Francia un viticoltore borgognone non metterà mai il suo vino in una bottiglia a spalle alte, alla stessa stregua di un viticoltore della Gironda, che non oserebbe nemmeno pensare di porre il frutto del suo lavoro in una bottiglia che non sia quella Bordolese.
In Italia è un po' diverso, i produttori usano entrambe le bottiglie senza grandi distinzioni. Però come dicevo all’inizio tentativi di creare nuove forme, con l’obbiettivo di dare un contenitore esclusivo ad una specifica zona di produzione, non sono mancati nel recente periodo. Però questo è un altro discorso, che non c’entra con la religione e che magari potrà occupare un intero articolo in futuro.

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