Tre falsi miti sul vino ed una verità

Tre falsi miti sul vino ed una verità

Come cantava qualche anno fa Lorenzo Cherubini (in arte Jovanotti) "Sento il mare dentro una conchiglia, Estate, l’eternità è un battito di ciglia ...". A noi, oltretutto, gli articoli da ombrellone non sono mai piaciuti, anche se ogni tanto ci cadiamo … Ecco perché vi proponiamo un pezzo leggero (da leggere sotto l'ombrellone) sui falsi miti del mondo del vino. Tre falsi e uno vero.

Il Vinsanto è quello della messa. FALSO.
Il Vinsanto è, in realtà, una pregevolissima espressione del saper fare italiano, a cui in futuro dedicheremo lo spazio che merita, perché il processo produttivo è davvero particolare. Per ora limitiamoci a dire che il nome non deriva dal suo ipotetico utilizzo nelle funzioni religiose, fatto comunque non escluso. Il Cristianesimo e il vino vanno d’accordo da sempre, questo si, ma l’appellativo di “Santo”, il vino dolce prodotto prevalentemente in Toscana lo prende per altri motivi. Due le ipotesi più accreditate: la prima si riferisce alla sua benefica azione, diffusa nel basso medioevo, nella cura dei malati terminali: lenendo così bene le pene dei poveri condannati venne addirittura accreditato di santità. La seconda ipotesi, risalente sempre al medioevo e in un ambito ancor più vicino alla religione, fa derivare il suo nome da un equivoco generato durante una riunione di Vescovi, in terra toscana, nella quale fu servito un vino dolce tanto buono che un Vescovo greco gridò: “questo vino è sancto!”, intendendo con ciò che il vino nel bicchiere richiamava quello della sua isola, Santorini, non certo che fosse santo. Entrambe le ipotesi, e non saranno le sole, fanno risalire il nome al medioevo; al marketing allora non si sapeva dare nome, ma esisteva eccome… ed ecco dunque che ancor oggi conoscamo il Vinsanto.

Un vino biologico è torbido. FALSO.
Biologico e biodinamico sono concetti innanzitutto tecnici, poi filosofici e volendo anche politici. Avremo modo di dedicargli il tempo che meritano. Oggi però chiariamo un dubbio: un vino è torbido perché non è filtrato, non perché alla sua origine vi sia una agricoltura di tipo biologico o addirittura biodinamica. Il limpido e il chiaro sono frutto di chiarifiche e filtraggi. Certamente le pratiche bio ben si accordano a scelte di questo tipo, cioè non filtrare o farlo solo grossolanamente, tuttavia è solo alla tecnica di filtraggio e chiarifica che dobbiamo pensare quando vediamo un vino limpido o torbido.

Il secchiello del ghiaccio è per spumante e vini bianchi. FALSO.
Anche i vini rossi, specialmente d’estate, vanno portati a temperatura, articoli precedenti spiegano meglio come e perché. Occorre ricordarsi che la temperatura ideale per degustare un vino rosso è attorno ai 18 gradi, uno più uno meno, molto spesso meglio meno. Dato che l’ambiente in questi giorni di fine estate continua ad essere ben al di sopra della soglia dei 18 gradi, non abbiate paura a mettere i vini rossi in un secchiello con acqua fredda, se serve anche con ghiaccio.

In Africa e Medio oriente si produce vino. VERO.

Le coste a nord del continente nero producono vino fin dall’antichità, la sua produzione è stata influenzata, o abolita, più per fattori religiosi che non per questioni climatiche o di capacità tecniche. A oggi sono interessanti molte produzioni anche in Medio Oriente, Libano e Israele su tutti.



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