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Nosiola

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La Nosiola è un vitigno dalle origini sconosciute, è
presente nella storia trentina fin dai tempi del
Concilio di Trento
. Diverse sono le interpretazioni
sul nome: negli studi del Settecento si parla
di “uva dall'occhio bianca”, da cui si arriverebbe
al dialettale ociolet” quindi, attraverso ulteriori
contaminazioni fonetiche, al
nome “ciaret”“nosiolet”.  Altre ipotesi
chiamano in causa la presenza intorno alle vigne di
piante di nocciolo, il colore degli acini dell'uva a
maturazione, che richiamerebbe quello delle nocciole
selvatiche, o i profumi di nocciola
tostata
sprigionati del vino. Singolare è anche la
declinazione di genere del vitigno: nella Valle dei
Laghi l'uva ed il vino si definiscono al
femminile
mentre a Lavis e in Vallagarina hanno
un determinativo maschile. Si deve al Di
Rovasenda (1877) la descrizione della diversità
del Durel” (Durella) rispetto al Trentino Nosiola,
da tanti studiosi erroneamente ritenuti sinonimi dello
stesso vitigno.
L'area di elezione è la Valle dei Laghi, anche se la
Nosiola è presente nel comprensorio di Lavis,
in Vallagarina e nella Valle di Sarca.
La pianta è adatta a terreni collinari, asciutti e
soleggiati; ha grappolo medio, cilindrico, allungato e
compatto, normalmente alato. Gli acini sono medi,
sferoidali, con buccia molto pruinosa, sottile ma
consistente. Arriva a maturazione nel periodo
compreso tra la fine di Settembre e i primi giorni di
Ottobre.
Nelle vinificazione tradizionali esprime profumi

fruttati freschi, intensi e dedicati a un tempo, con note di mela acerba e di nocciola. Sorretto generalmente da una buona vena acida, ha gusto schietto e fragrante, con una chiusura sapida. La versione Vino Santo, da uve appassite, colpisce per opulenza grassezza, ben bilanciate da giusta acidità


Vini con uve del vitigno Nosiola