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Lacrima

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La lacrima è un vitigno italico a bacca nera
diffuso anticamente in Campania, Umbria,
Puglia e Marche, dove era utilizzato anche
per produrre uva da tavola, molto gradita
per la sua piacevole aromaticità.
Attualmente è presente soprattutto in
provincia di Ancona dove è conosciuto come
Lacrima di Morro d’Alba – dal paese
ritenuto sua culla naturale – e dove
generalmente è declinato al femminile. In
passato il nome Lacrima si è prestato a
diversi casi di omonimia, generando
parecchia confusione: nei primi scritti che
lo riguardano – in particolare Di Rovasenda
(1877) e Molon (1906) – le differenze non
sono chiarite. Le attuali ricerche genetiche
attribuiscono al Lacrima uno stretto legame
con l’Aleatico e una probabile discendenza
da questo. Nulla a che vedere ha invece
con i vini Lacryma Christi  della DOC
Campana Vesuvio, prodotti con altre
varietà di uve. Suggestiva è la genesi del

nome: a maturazione la spessa buccia si rompe con facilità, lasciando percolare piccole goccioline di succo simili al pianto. Il vitigno Lacrima è iscritto al Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1971, è coltivato principalmente nelle Marche, in provincia di Ancona, dove gode dell’apposita DOC Lacrima di Morro d’Alba, in cui è obbligatoria una sua presenza per almeno l’85%, ma più comunemente è utilizzato senza aggiunta di altre uve. Ne è prevista anche una tipologia passito.
L’uva Lacrima vinificata in acciaio propone un vino dagli intensi profumi di petali di rosa e viola; al palato ha tannicità moderata, corpo medio e un pieno ritorno delle percezioni aromatiche, che lo rendono piacevole e godibile. Raro è il ricorso al legno per l’affinamento, mentre buoni risultati si ottengono con la macerazione carbonica


Vini con uve del vitigno Lacrima