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Garganega

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Storia e Origini del vitigno Garganega

 

Il Garganega è un vitigno oggi autoctono della nostra penisola, conosciuto e coltivato da tantissimo tempo, tanto che è territorialmente noto con tanti altri nomi e appellativi: Garganega di Gambellara, Uva della Madonna, Biancazza d’oro o, anche, più semplicemente come Oro, un soprannome usato soprattutto sui Colli Euganei, per indicare il colore assunto dai suoi acini al momento della piena maturazione.

Molto probabilmente, si tratta di un’uva di origini greche, citata per la prima volta come vitigno proprio del nostro territorio nel Trattato dell’Agricoltura di Pier de’ Crescenzi, redatto nel XIII Sec., dove viene chiamata “Garganiga”.

Tuttavia è plausibile, data la storica vocazione vitivinicola del territorio veronese, che quest’uva fosse già coltivata in loco da molto prima, almeno dall’XI secolo.

La famosa Garganega veneta, usata nella produzione dei magici vini del Soave e di Gambellara, non va confusa con la GarganiaGargagnia tipica dellaprovincia di Gorizia: si tratta infatti di due varietà diverse di vite.

Invece la Garganega del Soave va assimilata a quell’uva coltivata in Sicilia che viene comunemente chiamata Grecanico dorato: in questo caso si parla davvero di uno stesso vitigno, conosciuto con nomi diversi, in aree geografiche differenti.

 

Diffusione e Coltivazione del Vitigno Garganega

Attualmente la Garganega ha trovato due particolari terroir d’elezione che le consentono di esprimere appieno le proprie potenzialità

potenzialità all’interno dei vini derivanti, sia secchi sia
dolci: l’area del Soave Classico, incentrata sulle colline
circondanti i paesi di Monteforte d’Alpone e Soave, e quella
di Gambellara
, nei pressi dei Monti Lessini.
L’uva Garganega trae particolare giovamento dal territorio del
Soave per il tipico terreno di origine vulcanica, formato da
rocce basaltiche, ricco di tufo e inclusioni calcaree.
L’altro habitat ideale, quello di Gambellara, è ugualmente
caratterizzato da un suolo di matrice vulcanica, composto
principalmente da tufo e basalto, dove ugualmente troviamo
particolare ricchezza di materiali rocciosi e minerali.
Territori di tale tipologia, uniti a un irraggiamento
particolarmente favorevole
, dovuto alla posizione dei vigneti
su ripidi pendii collinari, forniscono all’uva Garganega tutti gli
ingredienti necessari per dar vita a vini bianchi, secchi e dolci,
di altissima qualità, oggi riconosciuti in tutto il mondo, per il
loro particolare profilo organolettico.
Nei suoi terroir d’elezione, il vitigno Garganega viene
solitamente coltivato secondo lo storico sistema della pergola
veronese
, dal momento che la stessa pianta sempre predilige
dei sistemi di allevamento espansi.

Caratteristiche del Vitigno Garganega

Il Garganega è un vitigno ben riconoscibile per la particolare grandezza del grappolo, dotato però di foglie di ridotta dimensione e di acini di media grandezza, con una buccia sottile ma consistente, particolarmente pruinosa e dal caratteristico colore giallo – dorato.
Uno dei fattori che maggiormente ha determinato il successo di quest’uva è stata la sua alta e costante produttività e la sua buona resistenza alla maggior parte delle malattie crittogamiche più diffuse, fattori che hanno fatto sì che questo incredibile vitigno autoctono non venisse mai abbandonato.
E’ un’uva che matura tardivamente e la sua raccolta avviene generalmente tra la fine di Settembre e gli inizi di Ottobre.

 

Caratteristiche organolettiche dei Vini Secchi a base di Garganega in purezza

La Garganega è un vitigno autoctono importantissimo per la produzione vitivinicola del veronese e del vicentino e viene impiegato in ben 3 DOCG rinomate: Soave Classico, Recioto di Soave e Recioto di Gambellara. Mentre le ultime due DOCG fanno riferimento a due pregiati passiti, a base di Garganega, la prima costituisce una delle massime espressioni secche di questo vitigno: un vino davvero particolare, per il suo ottimo equilibrio e la sua invitante profumosità.

In generale la Garganega vinificata in purezza, come la troviamo nel Soave Classico DOC e nella più estesa DOC Soave, regala numerosi piacevoli aromi, principalmente fruttati e floreali, con note di pesca bianca, mela golden, melone bianco, accenni tropicali e agrumati, di ananas, mango e limone, sensazioni di frutta secca, sentori di gelsomino, muschio bianco e ginestra.
Soprattutto nella Garganega vinificata nell’area del Soave Classico, incontriamo intense note minerali che richiamano la selce e la pietra focaia.
In alcuni casi questi vini bianchi offrono anche particolari sensazioni erbacee ed aromatiche e, se affinati in legno, lasciano emergere anche spunti interessanti di vaniglia e spezie orientali.
Si tratta di prodotti enoici piacevolmente freschi, coerenti con il profilo olfattivo e dotati di quella particolare e vibrante mineralità che spesso troviamo espressa attraverso lievi note fumé. Vini bianchi di media struttura e morbidezza con una buona persistenza che spesso regala note fruttate, di pietra focaia e un sottofondo lievemente ammandorlato.
La Garganega vinificata in purezza nella zona della DOC Gambellara dona dei vini dal profilo organolettico molto simile a quello riscontrato nell’area del Soave.
In questo caso particolare, siamo di fronte a dei bianchi con profumi fruttati generalmente più morbidi e meno citrini ma che, all’assaggio, mostrano sempre un perfetto equilibrio gustativo tra spina acida e verve sapida e quel classico finale di bocca con note lievemente amarognole di mandorla.

 

Caratteristiche organolettiche dei Vini Dolci e Passiti a base di Garganega in purezza

La Garganega, per la consistenza della sua buccia, è un vino che ben si presta alla surmaturazione in vigna e all’appassimento. Pertanto da questa tipologia d’uva si realizzano tantissime vendemmie tardive eccellenti nonché i classici e rinomati passiti, conosciuti localmente, in Veneto, come Recioti: un termine che in dialetto indica “le orecchie (recie)” che stanno ad indicare quelle parti del grappolo, situate più esternamente, che meglio catturano il sole, concentrando gli aromi e risultando più ricche di zuccheri e che, per questo motivo, vengono usate nella produzione di questi ottimi vini da dessert.

I vini dolci a base di Garganega incarnano un colore dorato intenso, tendente all’ambra.
Generalmente sprigionano invitanti profumi di albicocche disidratate, scorze d’agrumi, caramella d’orzo, fiori di zagara e sambuco, miele di tiglio, acacia e millefiori e sentori di nocciole tostate e caramellate.
Al gusto mostrano una dolcezza per nulla esagerata, grazie proprio a quelle tipiche note iodate e minerali che li rendono particolarmente saporiti.
Tale saporosità si riscontra soprattutto nei più classici Recioti di Soave e di Gambellara.

Che differenze organolettiche intercorrono tra questi due celebri vini passiti?
Innanzitutto, mentre il Recioto di Gambellara viene prodotto unicamente da uve di Garganega, il Recioto di Soave ammette nella produzione fino a un 30% di altre uve.
Nei profumi e nel sapore, il Recioto di Gambellara si mostra leggermente più fresco e meno strutturato rispetto a quello di Soave. Una freschezza che comunque non va a interferire con la netta dolcezza e la particolare morbidezza di questo passito.

 

Gli Abbinamenti per i Vini Bianchi Secchi a base di Garganega

I Vini bianchi secchi a base di Garganega, per i loro tratti organolettici distintivi, si sposano molto bene con pietanze a base di pesce di mare e di lago, con crostacei e molluschi. Allo stesso tempo, le versioni più strutturate, magari affinate in legno, possono accompagnare bene anche piatti a base di carni bianche, come quelle magre di pollo, tacchino e coniglio.
Per quanto riguarda le ricette di mare, questi vini bianchi, specie se prodotti e affinati unicamente in acciaio, possono abbinarsi anche a piatti molto delicati, senza nasconderne il sapore, come una sogliola alla mugnaia, un filetto di persico al burro o alle erbe. Altrimenti possono accompagnare anche ricette più ricche ed elaborate come, ad esempio, degli spaghetti al nero di seppia, dei calamari ripieni, un rombo in crosta di patate, un risotto ai frutti di mare, degli spaghetti alle vongole, delle linguine al ragù di persico o di granchio, dei bigoli con zucchine e gamberi oppure una lasagnetta di mare.
Per la particolare mineralità, specie delle versioni provenienti dal Soave classico, si tende a sconsigliare l’abbinamento con pietanze dove è la saporosità delle cozze a dominare.
Sono vini che si accompagnano molto bene anche a pietanze vegetariane, specie se a base di funghi o di un ortaggio tipico e profumato come l’asparago di Cavaion Veronese. Pertanto possono sposare molto bene il gusto di una lasagna in bianco con funghi, degli asparagi al prosciutto crudo, di una lasagna in bianco con asparagi, di una omelette asparagi e prosciutto cotto, di una classica pasta agli asparagi, magari anche con l’aggiunta di gamberi o calamaretti spillo.
Se pensate di abbinare uno di questi vini alle carni bianche, accompagnatelo magari a un rollè di tacchino con lardo e rosmarino, a un pollo ai funghi e zucca o a dei garganelli al ragù di coniglio.

Gli Abbinamenti per i Vini Dolci e Passiti a base di Garganega

Le vendemmie tardive a base di Garganega sono perfette per abbinarsi, come freschezza, sapidità, profumi e struttura, a tanti dolci da forno arricchiti con frutta fresca o cotta. Sposano splendidamente il gusto di una torta di mele, di un plumcake allo yoghurt, di una crostata alla frutta con crema e di una torta alla ricotta.
I passiti a base di Garganega, come l’ottimo Recioto di Soave, si abbinano molto bene ai dolci più tradizionali del Veronese e del Veneto in generale, come il Pandoro, la fregolotta, la torta sabbiosa, il mandorlato di Cologna Veneta e i baicoli veneziani.
Un passito che, tuttavia, non è solo tradizione, ma può abbinarsi con successo anche a dolci tradizionali di tutta Italia: è infatti davvero delizioso accanto a dei Cannoli Siciliani o a una Cassata. Un passito che non disdegna nemmeno un ardito abbinamento con dei formaggi stagionati come il Monte Veronese o il Castelmagno.
Per il Recioto di Gambellara bisogna assolutamente menzionare il più classico degli abbinamenti, che lo vede protagonista assieme al Brasadela, tipico dolce vicentino, ma siamo sempre di fronte a un passito che può facilmente essere servito anche assieme a dei dolci lievitati, come il Pandoro e il Panettone e a dei dessert al cucchiaio con frutta secca e fresca (senza cioccolata) e a delle crostate ugualmente guarnite. Ottimo è ad esempio con una cheesecake agli amaretti o al semplice caramello o con un semifreddo al torroncino. Infine, se anche con questo Recioto volete osare, provatelo in abbinamento al foie gras.

 

Il Vin Santo di Gambellara

Un’autentica chicca per tutti i curiosi e gli appassionati dei vini dolci italiani.
Si tratta di un vino passito, prodotto solo in determinate annate favorevoli, e affinato per lungo tempo, anche fino a 50 anni. Un prodotto raro, di cui si trova solo una produzione limitata.
Un autentico nettare dal colore ambrato che sprigiona profumi intensi e persistenti di frutta dolce matura e secca: sentori di albicocca e di fico, di mandorle glassate, di fiori d’acacia e vaniglia. Assaggiandolo si percepisce un gusto denso, pieno, caldo e strutturato, con una base adeguata d’acidità che invoglia a ulteriori assaggi.
Per la sua intensità aromatica e la lunga persistenza, è un vino che sposa bene il gusto della pasticceria secca, arricchita da frutta come mandorle, nocciole e pistacchi.
Tradizionalmente si abbina anche allo zabaione caldo, arricchito sempre da pasticcini semplici, con frutta secca o semplicemente aromatizzati al burro e vaniglia.

 


Vini con uve del vitigno Garganega