BLOG  

Fiano

 aggiungi ai PREFERITI

 

Storia e caratteristiche di uno dei più grandi vitigni del Sud: il Fiano

Il Fiano è senza dubbio uno dei vitigni simbolo della grande tradizione vinicola del Sud Italia. Le sue origini sono ricche di fascino e di mistero, sospese tra evidenze storiche e leggende millenarie. Il legame tra la il nostro meridione e la Grecia antica è ben noto. Furono proprio i coloni ellenici a portare sulle coste italiane molti dei vitigni che ancora oggi fanno grande la nostra viticoltura. Certamente, anche il Fiano era tra questi. Personaggi di grande rilievo della cultura romana, quali lo storico Plinio il Vecchio e lo scrittore e agronomo Columella lo citano in alcune delle loro opere, dimostrando di apprezzarlo molto. In particolare, Plinio lo definisce "Apianum", dando il via a diverse ipotesi.

Secondo alcune teorie lo storico intendeva riferirsi alla sua dolcezza, poiché "apianum" significa "amato dalle api". Più diffusa è l'opinione che invece volesse sottolineare la sua provenienza da Apia, antica città del Peloponneso. Suggestivo anche il riferimento alle Alpi Apuane: il tralcio sarebbe giunto in Campania insieme a un gruppo di ribelli fuggiti dalla Liguria, in particolare dalle Alpi Apuane, perché sottomessi dai Romani. Nel linguaggio comune, poi, il termine "Apuano" si sarebbe trasformato nell’odierno nome. Venendo a tempi più recenti, le certezze aumentano. Apprezzato da grandi re e imperatori come Federico II di Svevia e Carlo II d'Angiò, il vitigno comparve nel Bollettino Ampelografico solo nel 1875. È del 2003 la creazione della DOCG Fiano di Avellino, una delle più note e apprezzate nel panorama enologico nazionale. Questo grande vitigno entra anche in altre importanti denominazioni come le DOC Sannio e Cilento, Sicilia e nelle IGT Puglia e Salento.

Caratteristiche del grappolo e della pianta

Si tratta di un vitigno robusto, vigoroso e resistente. La sua produttività medio-bassa non rappresenta un limite per i viticoltori, consapevoli che alle modeste rese corrisponde una qualità eccellente. Il grappolo è alato, compatto, di forma piramidale e di dimensioni medie, così come gli acini dalla forma ellissoidale. Una volta mature, le bacche assumono il loro tipico colore giallo dorato con riflessi verdognoli. La buccia coriacea è ricoperta da poca pruina. Matura tardivamente, pertanto la vendemmia viene generalmente eseguita in Ottobre.

Vinificazione del vitigno Fiano

Il vitigno Fiano è caratterizzato da un bouquet aromatico raffinato e complesso e da una spiccata acidità che favorisce la produzione di vini longevi e strutturati. Qualità che i maestri enologi sanno esaltare attraverso una vinificazione sapiente. La fermentazione e l'affinamento si svolgono spesso in acciaio, precedute dalla macerazione delle uve sulle loro bucce, scrigno di aromi delicati ed eleganti. Non è raro che il vino venga sottoposto a un ulteriore periodo di affinamento in bottiglia, lungo anche 12/14 mesi, per esaltarne il carattere e la ricchezza aromatica.

Caratteristiche organolettiche dei vini Fiano

La finezza e la ricchezza dei profumi sono alcune delle caratteristiche più apprezzate dei vini ottenuti dalla sua lavorazione. Si distinguono la rotondità della nocciola, la freschezza della frutta, la delicatezza dei fiori. Sentori di pere e mele, pesche, nespole e agrumi avvolgono il naso e accompagnano il sorso, insieme agli aromi di glicine, pinoli ed erba appena tagliata. Al palato è vellutato e caldo, sostenuto da un'accattivante mineralità e da una piacevole e marcata acidità. Struttura e sapidità trovano un mirabile equilibrio e conducono al finale, appagante, ricco e persistente. Il Fiano può essere lasciato invecchiare a lungo in cantina con risultati eccellenti.

 

Il luminoso Sud: culla e dimora del Fiano

 

Quando si parla di questa particolare uva la mente corre a una delle denominazioni italiane più rinomate: la DOCG Fiano di Avellino. Il suolo dell'Irpinia è fertilissimo grazie all'azione millenaria del Vesuvio. Il clima mite e le forti escursioni termiche tra giorno e notte fanno di queste colline l'habitat ideale per la coltivazione di un vitigno che predilige terreni vulcanici, sciolti e leggeri. Laddove il suolo si presenta argilloso e calcareo, sviluppa maggiore complessità ed eleganza. Molto soddisfacenti sono anche i risultati ottenuti dai viticoltori pugliesi e siciliani. In alcune aree della Sicilia si ritrovano condizioni simili a quelle della provincia di Avellino, con suoli di origine vulcanica e colline ben ventilate. In Puglia le temperature possono essere estremamente elevate anche per la prevalenza della pianura sui rilievi. Nonostante ciò, il terroir argilloso a e calcareo e l'ottima ventilazione favoriscono la produzione di vini pregevoli, aromatici e di carattere.

 

Puglia o Campania? Il vitigno conteso

 

Se è assai probabile che la pianta provenga dalla Grecia, non si può dire altrettanto del suo primo lido di approdo. Due diversi eventi, storicamente accertati, dimostrano come questo vitigno abbia viaggiato molto, soprattutto tra Campania e Puglia. Sappiamo infatti che nel XI secolo l'imperatore Federico II, grande amante dei piaceri mondani, volle portare in Campania il delizioso vitigno. Solo un secolo dopo, Carlo d'Angiò, Re di Sicilia, fece piantare nelle tenute reali di Manfredonia alcuni tralci di Fiano provenienti dalla Campania. Qualunque sia stato il suo itinerario, questo vitigno peregrino volle però dimorare sempre tra le terre ubertose e assolate del Sud.

 


Vini con uve del vitigno Fiano