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Champagne

  • Champagne Ayala Brut Majeur s.a.
    Champagne Ayala Brut Majeur s.a.  aggiungi ai PREFERITI

    Champagne Brut giallo paglierino con sfumature dorate. Il profumo è fragrante e ricorda il pane tostato e il croissant caldo. Il gusto,...

    Regione: France - Champagne, Cantina: Ayala, Vitigni: Pinot Nero, Chardonnay, Pinot Meunier, Tipologia: Vino champagne

    € 42,00
    Q.tà  
     
  • Champagne Ayala Brut Nature s.a.
    Champagne Ayala Brut Nature s.a.  aggiungi ai PREFERITI

    Di colore oro pallido con spuma fine. Champagne che si distingue per eleganza, potenza ed allo stesso tempo morbidezza. E’ molto...

    Regione: France - Champagne, Cantina: Ayala, Vitigni: Pinot Nero, Chardonnay, Pinot Meunier, Tipologia: Vino champagne

    € 46,30
    Q.tà  
     
  • Champagne Rosé Bollinger
    Champagne Rosé Bollinger  aggiungi ai PREFERITI

    Champagne Rosé con perlage fine e persistente. Al naso rivela tutta l’ampiezza d’espressione dello Special Cuvée, eleganza ed...

    Regione: France - Champagne, Cantina: Bollinger, Vitigni: Chardonnay, Pinot Meunier, Pinot Nero, Tipologia: Vino champagne

    € 69,00 € 57,50
    Q.tà  
     
  • Champagne Rosé Magnum Lt 1,5 Bollinger
    Champagne Rosé Magnum Lt 1,5 Bollinger  aggiungi ai PREFERITI

    Champagne Rosé con perlage fine e persistente. Al naso rivela tutta l’ampiezza d’espressione dello Special Cuvée, eleganza ed...

    Regione: France - Champagne, Cantina: Bollinger, Vitigni: Chardonnay, Pinot Meunier, Pinot Nero, Tipologia: Vino champagne

    € 134,60
    Q.tà  
     
  • Champagne Cuvee Royale Brut Joseph Perrier
    Champagne Cuvee Royale Brut Joseph Perrier  aggiungi ai PREFERITI

    Alla vista si presenta di colore giallo oro con perlage fine e persistente. Al naso è ampio, fine, intenso e persistente. Fragranze di...

    Regione: France - Champagne, Cantina: Joseph Perrier, Vitigni: Chardonnay, Pinot Nero, Pinot Meunier, Tipologia: Vino champagne

    € 38,10
    Q.tà  
     
  • Champagne Brut Rosé Réserve Palmer & Co
    Champagne Brut Rosé Réserve Palmer & Co  aggiungi ai PREFERITI

    Lo Champagne Brut Rosé della Maison Palmer & Co è un prodotto unico dal delicato colore rosa antico. Al naso sono riconoscibili...

    Regione: France - Champagne, Cantina: Palmer & Co, Vitigni: Chardonnay, Pinot Nero, Pinot Meunier, Tipologia: Vino champagne

    € 67,00
    Q.tà  
     
  • Champagne Brut Réserve Palmer & Co
    Champagne Brut Réserve Palmer & Co  aggiungi ai PREFERITI

    Lo Champagne Brut Reserve della Maison Palmer & Co ha colore giallo paglierino e perlage elegante e persistente con cremosa e...

    Regione: France - Champagne, Cantina: Palmer & Co, Tipologia: Vino champagne

    € 49,90
    Q.tà  
     
  • Champagne Nectar Réserve Palmer & Co
    Champagne Nectar Réserve Palmer & Co  aggiungi ai PREFERITI

    Lo Champagne "Nectar Réserve" di Palmer & Co è un Metodo Classico o Champenoise di elegante e strutturato dal colore giallo...

    Regione: France - Champagne, Cantina: Palmer & Co, Vitigni: Chardonnay, Pinot Nero, Pinot Meunier, Tipologia: Vino champagne

    € 57,60
    Q.tà  
     
  • Champagne Gran Cru Brut Blanc de Blancs R&L Legras
    Champagne Gran Cru Brut Blanc de Blancs R&L Legras  aggiungi ai PREFERITI

    Colore giallo paglierino e pérlage persistente di uno Champagne prodotto unicamente da uve a bacca bianca. Al naso le note fruttate...

    Regione: France - Champagne, Cantina: R&L Legras, Vitigno: Chardonnay, Tipologia: Vino champagne

    € 55,00
    Q.tà  
     
  • Champagne Rosé Brut R&L Legras
    Champagne Rosé Brut R&L Legras  aggiungi ai PREFERITI

    Un Champagne dal colore rosa antico e pérlage persistente. Al naso regala note speziate di zenzero e frutti rossi. Al palato con un buon...

    Regione: France - Champagne, Cantina: R&L Legras, Vitigni: Chardonnay, Pinot Nero, Tipologia: Vino champagne

    € 68,00
    Q.tà  
     


 

Champagne è sostantivo sia femminile che maschile, femminile se intendiamo la zona di produzione dello Champagne, maschile se intendiamo il vino.

L’area è interessata alla produzione di vini ben prima della nascita del più famoso dei vini frizzanti al mondo. In quelle terre, a nord est di Parigi, si producevano vini fermi sia bianchi che rossi, senza troppa fortuna commerciale, perché senza particolare gusto o pregio. Altre zone della Francia erano già molto più vocate e giustamente più note per la produzione del vino. Si pensi alla Borgogna che già all’inizio del ‘500 individuò i vitigni ideali alla produzione locale e li certificò con un editto del Duca che obbligava la coltivazione di Pinot Nero e Chardonnay.

In quegli anni, a cavallo del Rinascimento italiano, la Champagne non era ancora la Champagne. Ci volle un pizzico di fortuna e un insieme di fattori coincidenti, affinché un’area meno fortunata divenne improvvisamente una tra le più pregiate e ricercate al mondo.

Tutto avvenne verso la fine del ‘600 e l’inizio del XVIII secolo. L’improvviso mutamento delle temperature, con inverni precoci e decisamente più rigidi, comportò il conseguente blocco delle fermentazioni, dato che i lieviti alle basse temperature smettono di lavorare. Il vino tuttavia, smettendo di fermentare era ritenuto pronto e pertanto imbottigliato. Nelle primavere successive la fermentazione riprendeva con l’inevitabile produzione di anidride carbonica, che però non si disperdeva nell’ambiente ma rimaneva intrappolata nella bottiglia. Sintetizzando e di molto, è a questo punto che entra in scena il più famoso personaggio della storia del vino: l’Abate Dom Perignon. Costui non era un enologo, bensì un contabile, poco avvezzo alla produzione di vino ma ben attento ai conti e portato all’osservazione. Fu il prelato benedettino che per prima cosa inventariò le vigne, le botti, le uve, insomma fece un bell’elenco di tutto ciò di cui disponeva il convento e di come veniva impiegato. Stava per nascere il Metodo Classico o Champenoise.

La rifermentazione in bottiglia non è opera di Dom Perignon, tant’è che già secoli prima, sia in Francia a Limoux ma anche in Italia e fin dai tempi dei romani, il vino con le bollicine dentro era conosciuto. Ciò che non si sapeva fare era governarlo a dovere, per farlo diventare buono e mantenerlo costante da un anno all’altro. Dom Perignon lavorò su questo e in larga parte ci riuscì.

Per una svolta vera però servì altro, altri personaggi celebri dovettero in qualche modo legare il proprio nome allo Champagne. Il Più importante fu il Re di Francia, all’epoca il Luigi XIV. Il Re Sole, come veniva chiamato, era nato un anno prima del Dominus benedettino, ma sarebbe morto nello stesso anno, il 1715. Da plenipotenziario del regno, una volta che si innamorò dello Champagne non si fece molti problemi a “suggerirlo” ad amici e parenti. Lo Champagne ebbe così il primo lancio commerciale, e che lancio!

Un’alchimia di personaggi rese celebre il vino con le bollicine, alcuni di essi erano religiosi, come un altro famoso Dom, Dom Ruinart. Lo zio del fondatore della più antica maison di Champagne, che prima di morire suggerì al nipote, commerciante di famiglia, di investire su questo nuovo vino. Più che un prete una specie di Steve Jobs del diciassettesimo secolo.

Dopo Ruinart vennero molte altre aziende oggi famose. Louis Roederer con il suo Cristal, che deve il nome al fatto che lo Zar Nicola II di Russia lo voleva in bottiglie di cristallo fatte realizzare apposta per lui. Oppure Perrier Jouet che legò il suo nome al periodo di massimo splendore dello Champagne, quello della Belle Epoque parigina dei primi anni del secolo ventesimo. Parigi all’inizio del secolo breve fu un tutt’uno con quel vino leggero e frizzante, frivolo al punto giusto, adatto ad ogni festa e ad ogni brindisi. Letterati, pittori, ballerine e aristocratici bevevano Champagne, festeggiavano la nascita di un mondo moderno e vivace, che di lì a poco sarebbe tuttavia crollato. La Belle Epoque però rimane la Belle Epoque e la Belle Epoque rimane soprattutto Champagne.

 

CHAMPAGNE – la produzione

Come detto la produzione è effettuata con metodo Champenoise, quello che dalle nostre parti è chiamato metodo classico. La seconda fermentazione avviene cioè in bottiglia, mentre la prima è in vasca e serve per produrre la base spumante (vino fermo). Le uve principali sono Pinot nero, Pinot Meunier e Chardonnay. Se ne possono usare anche altre, ma è raro che ciò avvenga. Le tre varietà conferiscono peculiarità diverse al vino, lo Chardonnay ad esempio regala più morbidezza, il Pinot Nero è l’uva responsabile della struttura e della potenza dello Champagne, il Pinot Meunier, che spesso è bistrattato, è in grado di regalare sensazioni olfattive davvero intriganti.

La presa di spuma avviane dunque in vetro, tramite l’inoculo di lieviti e zuccheri. Il vino guadagna le bollicine e il classico gusto di lieviti e crosta di pane tipico dei metodo Champenoise, ma al contempo si sporca, perché i lieviti ormai esausti rimangono nella bottiglia. Dobbiamo ad una donna la pulizia degli Champagne che beviamo oggi. La vedova più famosa della storia, Madame Possardin, della potente famiglia Possardin e vedova del Signor Clicquot fondatore della maison che oggi porta il nome della moglie: Veuve Clicquot. Il degorgement, ovvero l’operazione di rimozione dei lieviti morti e di nuova tappatura a vino “pulito” fu una trovata della Signora dello Champagne che si rifiutava di bere vino sporco e pretese di avere per se e per i suoi clienti un vino limpido e cristallino.

Un nome che è entrato nella storia, come tanti altri grandi Champagnisti, alcuni con una lunga tradizione altri con storie più recenti, eccone alcuni senza pretesa di essere esaustivi: Krug, Salon, Billecart-Salmon, Jaqueson, ma anche ì più “recenti” Philepponnat e Selosse.

 

Champagne – le zone di produzione

Reims ed Epernay sono sicuramente le due città simbolo dello Champagne, ma anche altri comuni, quali Ay, piuttosto che Avize, sono ormai entrati nel novero dei luoghi mito del vino mondiale.

L’intera area di produzione è suddivisa in cinque parti. Le montagne di Reims, che comprende tutte le alture nei dintorni della città che incoronava i Re francesi, poi la valle della Marna, dall’omonimo fiume che la disegna. Più a sud la Cote de Sezanne e la Cote de Blancs, ancor più giù, verso Chablis e la Borgogna la Cote de Bar e tutto l’Aube.

Ogni area ha le proprie peculiarità, dalla tipicità dello Chardonnay nella Cate de Blancs, alla forza del Pinot nero sulle Montagne di Reims, l’eleganza del taglio nella valle della Marna. Tutte però condividono alcune caratteristiche importanti, tra le quali: clima freddo, che favorisce le acidità alte e suolo gessoso, che dona eleganza, struttura e soprattutto sapidità al vino.

Va inoltre segnalato che Napoleone III promosse una classificazione dei comuni della Champagne, individuandoli sulla base dei prezzi delle uve che da questi provenivano. Premiava con il 100% del valore dell’uva di quell’annata solo i migliori comuni, quelli con le migliori vigne, uno sconto dall’uno al 10% veniva applicato alle uve provenienti da comuni meno nobili ma ugualmente buone, mentre uno sconto che poteva arrivare anche al 20% sul prezzo imposto per le uve di una data annate, era applicato a tutti i grappoli provenienti da tutti gli altri comuni della Champagne. Così nacquero i Gran Cru e i Premier Cru.

Dipende anche da questa classificazione il prezzo dello Champagne, non solo da essa ovviemente, ma dato che è inutile chiedersi quale sia il giusto prezzo per uno champagne forse inutile anche approfondire troppo l’argomento. Diciamo che il risultato finale è un connubio di storia, marketing, potere e infine bontà del prodotto.