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Bollicine: Prosecchi, Champagne, Franciacorta e Spumanti Metodo Classico e Charmat

  • "Senior" Prosecco Millesimato Extra Dry Valdobbiadene DOCG 2017 Bortolomiol
    "Senior" Prosecco Millesimato Extra Dry Valdobbiadene DOCG 2017 Bortolomiol  aggiungi ai PREFERITI

    Il Prosecco Senior Extra Dry Bortolomiol ha colore giallo paglierino con perlage fine. Il profumo è delicato, intenso su note...

    Regione: Italia - Veneto, Cantina: Bortolomiol, Vitigni: Prosecco, Glera, Tipologia: Bollicine

    € 9,00 € 8,40
    Q.tà  
     
  • Prosecco Superiore "Corderíe" Extra Dry 2017 Valdobbiadene DOCG Astoria
    Prosecco Superiore "Corderíe" Extra Dry 2017 Valdobbiadene DOCG Astoria  aggiungi ai PREFERITI

    Il Prosecco Superiore "Corderie" della Cantina Astoria ha colore giallo paglierino chiaro con perlage fine e persistente. Il profumo...

    Regione: Italia - Veneto, Cantina: Astoria, Tipologia: Bollicine

    € 11,50 € 8,35
    Q.tà  
     
  • "Miol" Prosecco Extra Dry 2017 Bortolomiol
    "Miol" Prosecco Extra Dry 2017 Bortolomiol  aggiungi ai PREFERITI

    Il Prosecco "Miol" Extra Dry Bortolomiol ha perlage fine e persistente e colore giallo chiaro. Il profumo è delicato, fruttato ed...

    Regione: Italia - Veneto, Cantina: Bortolomiol, Vitigni: Prosecco, Glera, Tipologia: Bollicine

    € 8,70 € 7,20
    Q.tà  
     
  • Prior Prosecco Superiore Millesimato Brut Valdobbiadene DOCG 2017 Bortolomiol
    Prior Prosecco Superiore Millesimato Brut Valdobbiadene DOCG 2017 Bortolomiol  aggiungi ai PREFERITI

    Il Prosecco Millesimato "Prior" Brut della Cantina Bortolomiol ha colore paglierino chiaro luminoso con perlage sottile. Il profumo...

    Regione: Italia - Veneto, Cantina: Bortolomiol, Vitigni: Prosecco, Glera, Tipologia: Bollicine

    € 9,50
    Q.tà  
     
  • Passerina Brut 2017 Velenosi
    Passerina Brut 2017 Velenosi  aggiungi ai PREFERITI

    La "Passerina Brut" di Velenosi è uno Spumante Metodo Charmat fresco e seducente dal colore giallo luminoso con riflessi verdognoli....

    Regione: Italia - Marche, Cantina: Velenosi, Vitigno: Passerina, Tipologia: Bollicine

    € 8,30 € 7,80
    Q.tà  
     
  • "Galìe" Prosecco Extra Dry 2017 Astoria
    "Galìe" Prosecco Extra Dry 2017 Astoria  aggiungi ai PREFERITI

    Il Prosecco Extra Dry "Galìe" di Astoria è prodotto esclusivamente con uve Glera raccolte manualmente ed è caratterizzato da...

    Regione: Italia - Veneto, Cantina: Astoria, Tipologia: Bollicine

    € 10,00 € 7,90
    Q.tà  
     
  • Bianco di Nera 2017 G. Milazzo
    Bianco di Nera 2017 G. Milazzo  aggiungi ai PREFERITI

    "Bianco di Nera" della Cantina G. Milazzo è un vino bianco frizzante di incredibile piacevolezza prodotto con un blend di uve Inzolia...

    Regione: Italia - Sicilia, Cantina: G. Milazzo Terre della Baronia, Vitigni: Catarratto, Inzolia, Tipologia: Bollicine

    € 13,20 € 11,80
    Q.tà  
     
  • Tener Brut 2017 Banfi
    Tener Brut 2017 Banfi  aggiungi ai PREFERITI

    Il "Tener" Brut di Banfi è un spumante secco Metodo Charmat di grande delicatezza aromatica e dall'ottimo rapporto qualità/prezzo....

    Regione: Italia - Piemonte, Cantina: Banfi, Vitigni: Sauvignon, Chardonnay, Tipologia: Bollicine

    € 8,20 € 7,40
    Q.tà  
     
  • "Altamarea" Brut 2017 BIO Vegan Ciù Ciù - da uve passerina
    "Altamarea" Brut 2017 BIO Vegan Ciù Ciù - da uve passerina  aggiungi ai PREFERITI

    "Altamarea" della Cantina Ciù Ciù è uno spumante Brut da uve Passerina dal perlage fine e persistente e con spuma morbida. Colore...

    Regione: Italia - Marche, Cantina: Ciù Ciù, Vitigno: Passerina, Tipologia: Bollicine

    € 9,60 € 8,20
    Q.tà  
     
  • Cartizze "Arzanà" Millesimato Superiore 2017 Astoria
    Cartizze "Arzanà" Millesimato Superiore 2017 Astoria  aggiungi ai PREFERITI

    Il Valdobbiadene Prosecco Superiore di Cartrizze Millesimato "Arzanà" Astoria è un Cartizze morbido, fresco e cremoso dal colore...

    Regione: Italia - Veneto, Cantina: Astoria, Vitigni: Glera, Prosecco, Tipologia: Bollicine

    € 17,00 € 12,90
    Q.tà  
     


IL MONDO DELLE BOLLICINE

I vini frizzanti sono antichi quanto l’invenzione stessa del vino, tuttavia ebbero il loro vero punto di volta con Dom Perignon e l’invenzione dello Champagne come lo conosciamo oggi.

Per essere precisi bisognerebbe diversificare tra vini spumantivini frizzanti, dato che la legge indica per i primi una pressione interna molto superiore ai secondi. Se difatti uno Spumante può arrivare a 6 atmosfere all’interno della bottiglia, per un vino frizzante il limite è posto a solo 1,5 atmosfere.

Al di là di questa prima generica suddivisione, occorre capire il metodo con il quale sono prodotti questi vini.

IL METODO CLASSICO

Affinato nel corso dei decenni per non dire dei secoli è il sistema di produzione delle bollicine più interessanti al mondo, dagli Champagne francesi ai Cava spagnoli, dai Sekte tedeschi agli spumanti metodo classico italiani.

Il procedimento è antico ed è per certi versi un’evoluzione del metodo ancestrale. Si parte da dei vini fermi che sono detti base spumante. Spesso si usano Pinot NeroChardonnay, ma nessuno vieta di utilizzare vitigni diversi. La vendemmia è anticipata, perché le basi spumante necessitano di acidità molto elevate e grado zuccherino basso, condizioni facilmente ritrovabili nell’uva non ancora del tutto matura. Si procede dunque alla vinificazione in bianco, o al massimo in rosato, ottenendo un vino fermo, molto fresco di acidità e con un tenore alcoolico che si aggira sugli 11 gradi circa.

La base spumante soggiorna di solito in acciaio, ma non è raro che per alcune Riserve, piuttosto che per alcuni Champagne o Spumanti importanti, una parte o tutta la base spumante non trascorra un periodo breve di affinamento in legno, grande o piccolo che sia. Fatta la base, che al momento di bollicine non ne ha nemmeno mezza, si procede alla cuvèe, il taglio per dirla in italiano. È la grande intuizione del monaco benedettino, che per primo percepì la possibilità di legare tra loro vini base diversi e addirittura annate diverse. La cuvèe è proprio questo: la ricerca di una costante nel tempo, attraverso l’assemblaggio di vini base diversi. Fatto ciò si procede alla spumantizzazione, con l’inoculo di lieviti e zuccheri attraverso la liqueur de tirage. La mistella viene preparata prima e poi introdotta in fase di imbottigliamento. Le bottiglie, chiuse con tappo a corona, cominciano la fase del tirage, della presa di spuma. Durante questo periodo i lieviti mangiano gli zuccheri e producono, in una seconda fermentazione, alcool e anidride carbonica. L’alcool porta la gradazione a 12,5 gradi circa, mentre la CO2 non riuscendo a liberarsi nell’ambiente, rimane imprigionata facendo così aumentare la pressione interna. Ecco che un vino fermo è diventato frizzante e sotto pressione.

Tutto ciò avviene in tre mesi circa, dopo di che il lavoro dei lieviti è finito e il vino è a tutti gli effetti uno Spumante, o uno Champagne, o un Cava, ecc. ecc. In realtà però, una seconda azione, importante come la prima, i lieviti non la compiono da vivi, in quei tre mesi, bensì da morti, nei molti mesi successivi. Avviene in questo secondo periodo l’idrolisi dei lieviti, cioè il loro discioglimento in acqua, anzi in vino. La pressione e l’alcool non cambiano più, ma cambia e di molto il gusto, perché è proprio in questo periodo che i lieviti cedono al vino quei classici sentori che vanno dalla pasta del pane, alla crosta abbrustolita delle pagnotte piuttosto che a sentori di pasticceria e affini. Tutto questo periodo è detto “sui lieviti”. Quando difatti sentiamo presentare uno Spumante con la frase “questa bottiglia fa 60 mesi sui lieviti” sta proprio ad indicare che la presa di spuma è durata addirittura 5 anni, durante i quali per i primi tre mesi circa i lieviti hanno lavorato e per gli altri si sono lentamente decomposti. Più il periodo sui lieviti è lungo e più i sentori del vino si spostano verso la crosta di pane o la pasticceria, più il periodo sui lieviti è corto e più i sentori saranno simili alla pasta del pane fresca.

Alla fine del periodo che il cantiniere ritiene idoneo lo spumante va “pulito”, vanno cioè rimossi i lieviti esausti. In successione avvengono le fasi del remuage e del degorgement. La prima è quella che avviene sulle pupitrè, quei famosi cavalletti tutti forati nei quali le bottiglie vengono messe inclinate, agitate e riposizionate sempre più verticalmente con l’obbiettivo di far convogliare tutti i sedimenti verso il tappo. La seconda operazione è quella che orami si fa con appositi macchinari e non più a mano, nella quale viene ghiacciato il collo della bottiglia, tolto il tappo a corona, espulso il ghiaccio che ha raccolto i sedimenti e infine ricolmato il vino e chiusa la bottiglia con tappo a fungo di sughero. Lo spumante metodo classico o lo Champagne sono pronti. Frizzanti, puliti, buoni. In realtà però avviene un’altra piccola ma importante operazione, quella dell’inoculo della liqueur de expedition. Si tratta nuovamente di una mistella composta dallo stesso vino, alla quale però non vengono aggiunti lieviti ma solo zuccheri e derivati di vini, come ad esempio il Cognac. Si fa ciò per dare un gusto più identitario al vino. Le ricette delle liqueur de expedition sono infatti segretissime ed ogni casa custodisce gelosamente la propria. La quantità di zuccheri presente nella seconda liqueur non verrà convertita in alcool, perché non ci sono più lieviti per farlo, rimarrà dunque nel vino, costituendone il residuo zuccherino e classificando il vino spumante secondo la apposita tabella europea. NatureBrutExtra-Brut, Extra-Dry o Demi-Sec sono appunto tutti termini che si riferiscono a questo residuo zuccherino e che consentono di capire quanto una bollicina sia secca o meno. La dicitura Nature o anche Pas Dosè, oppure in italiano non dosato, significa che a quella bottiglia la liqueur de expedition non è proprio stata aggiunta e quindi quello spumante è particolarmente secco.

IL METODO CHARMAT

Tutto ciò che viene fatto in bottiglia può essere fatto anche in autoclave, a patto che questa sia isobarica, ovvero che mantenga al suo interno una pressione costante. L’Ingegner Martinotti inventò nel 1895 il metodo che oggi porta il nome di un francese, tale Eugène Charmat, che una quindicina d’anni dopo realizzò in Francia quello che Martinotti aveva pensato per la produzione del Moscato d’Asti.

Si tratta di un metodo che consente di svolgere tutte le operazioni per l’intera massa insieme e non bottiglia per bottiglia, soprattutto però permette di anticipare enormemente i tempi. Il metodo Charmat consente di fare in tre mesi quello che il metodo classico, metodo champenoise, fa in almeno un paio d’anni.

Il risultato è uguale? No ovviamente, ma i due sistemi hanno obbiettivi diversi. Il metodo tradizionale vuole costruire un vino spumante che sia poi il frutto gustativo di quella costruzione, quindi sentori di lieviti ecc. Il metodo Charmat vuole spumantizzare un vino al fine di renderlo frizzante ma senza perdere le peculiarità e la freschezza del vino base. Ecco perché lo Champagne è metodo classico (champenoise) e il Prosecco è metodo Charmat, due obbiettivi diversi, due prodotti diversi, due sistemi di produzione diversi.

SPUMANTI ITALIANI

Alcune zone di produzione italiane sono particolarmente vocate e famose per la spumantizzazione, è il caso del Trentino, con il suo Trento DOC, denominazione di soli spumanti a metodo classico prodotti con Pinot meunier, Pinot nero e bianco e Chardonnay. La Franciacorta, che proibisce il termine spumante perché ritiene che basti il logo Franciacorta per farsi riconoscere. Le stesse uve di prima senza il Pinot Meunier. L’Alta langa, la zona di alta collina a sud delle Langhe che produce solo millesimati da Pinot nero e Chardonnay. L’Oltrepo Pavese Metodo Classico, che già nel nome inserito nella denominazione specifica il metodo obbligatorio per la produzione. Qui il Pinot nero è il padrone di casa.

Ci sono poi le zone più importanti per i metodi Charmat. Il Moscato d’Asti, poco alcool e un po’ di zucchero per il più famoso spumante dolce italiano. Il Prosecco ovviamente, in tutto il Friuli e larghissima parte di Veneto, dove peraltro si trovano le zone di produzione più importanti: Conegliano e Valdobbiadene e i Colli Asolani. Il Cartizze è invece una piccola collina in quel di Conegliano, dove si produce l’eccellenza del Prosecco.

In Italia esistono poi molti altri produttori e molte altre zone di produzione, a volte anche inimmaginabili, dalla Puglia all’Etna GattinaraMontefalco. Moltissime proposte tutte da scoprire.