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Barolo
Valutazione media:

Barolo "Aeroplanservaj" 2013 Domenico Clerico

Domenico Clerico

Gambero Rosso: 2011 - 2 bicchieri Vitae AIS: 2011 - Vitae AIS Vitae AIS Vitae AIS Vitae AIS Guida Bibenda: 2011 - Guida Bibenda Guida Bibenda Guida Bibenda Guida Bibenda Guida Bibenda Veronelli: 2011 - 94/100 Wine Spectator: 2011 - 92/100 James Suckling: 2011 - 98/100 Robert Parker: 2011 - 95/100
€ 101,60 € 78,00
Q.tà  
 

Il Barolo "Aeroplanservaj" Domenico Clerico è un vino di grande struttura ed eleganza e costituisce una vera leggenda delle Langhe. Il colore è un rosso granato intenso. All’ olfatto si presenta con avvolgenti note di frutta sotto spirito e spezia. Il suo gusto è robusto, importante, elegante, di grande intensità. Matura 26-36 mesi in barriques di rovere francese (80% nuove – 20% secondo passaggio). Vignaioli Indipendenti

Stile: vino rosso fermo 
Classificazione: Barolo DOCG
Produttore: Domenico Clerico
Contenuto: 75,0 cl
Vitigno: 100% Nebbiolo
Regione: Piemonte
Altitudine: 450 – 480 metri sul livello del mare 
Superficie del vigneto: 1,4 ettari
Età media delle viti: 25 anni
Resa per ettaro: 55 quintali per ettaro
Vendemmia: manuale dal 15 ottobre in poi 
Vinificazione: macerazione sulle bucce nei rotomaceratori per circa 30 giorni
Affinamento 26-36 mesi in barriques di rovere francese (80% nuove – 20% secondo passaggio)

Gradazione alcolica: 14,5% Vol.
Filosofia: Vignaioli Indipendenti

Note:
Il Barolo Aeroplanservaj è disponibile in 6 diverse etichette per la stessa annata. Ogni cassa contiene 6 bottiglie ognuna con una diversa etichetta. La bottiglia che riceverai potrebbe avere una etichetta diversa da quella indicata nella foto. L'etichetta di cui alla foto di questa scheda è una delle 6 etichette disponibili.

La Leggenda dell'Aeroplan Servaj:
“C’è chi dice di sentire spesso un lontano rumore di un aeroplano senza però scorgere la sagoma di alcun oggetto in volo. Altri dicono che è solo il ronzio continuo e sommesso dei trattori che percorrono avanti e indietro le colline di Langa. Qualcuno giura che sia solo il brontolio di un maestro di vino scorbutico, mai pronto a facili compromessi. Nessuno forse saprà mai la verità. Io però credo fortemente che tra le vigne aleggi davvero uno spirito libero, capace di volteggiare sopra le piccolezze umane. Uno spirito che conosce la fatica ed ama la sua terra anche quando le mani si screpolano e la schiena si piega dolorante. 
Esiste una leggenda che racconta di un bambino mai cresciuto, che ha sempre voluto volare senza regole, selvatico nell’anima e nel cuore. Forse nessuno lo ha mai visto veramente o, meglio, nessuno è mai stato in grado di riconoscerlo o ha mai voluto credere nella sua esistenza. Lui sa mimetizzarsi molto bene e nel mondo di oggi riesce facilmente a passare inosservato. Ma ogni leggenda ha un fondo di verità. E a me questa sembra proprio vera. Riesco a credere e a sognare che vi sia ancora un fanciullo il cui amore per la Natura ed i valori umani più profondi non sia stato scalfito dalle sofferenze subite in tanti anni di lavoro rude e sincero. Un bambino cresciuto fisicamente, ma rimasto ingenuo, capace di sopportare le tragedie con rassegnazione e le fortune con umiltà. I suoi piedi sono profondamente radicati al suolo, quasi fossero anch’essi radici contorte che lottano con le dure marne sottostanti. Le sua mani sfiorano con tenerezza e con vigoria i grappoli a cui vorrebbero trasmettere (forse riuscendoci) ancora più forza e tenacia. Sembra creatura plasmata con la terra e quasi parte integrante della roccia sotterranea. Sembrerebbe impossibile staccarlo dal suolo. E invece, quando è solo e nessuno può notarlo, si alza con estrema facilità e comincia a volare tra le colline. Allora è finalmente felice. Volteggia e descrive traiettorie impossibili. A volte sfiora le foglie dei vigneti per poi passare a gran velocità tra le merlature dei castelli. Sale sempre più in alto fino a vedere le cascine come piccoli punti perse nel verde, senza più identità. Si sofferma un attimo a guardare ed a gioire della purezza che a quell’altezza sembra pervadere tutto, uomini e cose.
Poi, con dispiacere, ripiomba in basso e poco per volta le meschinità e le bassezze tornano ad assumere i loro ben noti contorni. Quella è la realtà e bisogna conviverci. Ma più tardi … adesso è bello continuare a volare come un aeroplano senza rotta e senza pilota. Un aeroplano selvatico e libero. E poco importa se il suo rombo si sente da lontano. Nessuno riuscirà mai a scoprirlo (…)”

da un racconto di Vincenzo Zappalà

Regione: Italia - Piemonte

Cantina: Domenico Clerico  aggiungi ai PREFERITI

Vitigni: Nebbiolo

Denominazione: Barolo D.O.C.G.

Altre annate disponibili:

Barolo "Aeroplanservaj" 2011 Domenico Clerico

Lo sapevi che:

Aeroplanservaj Barolo DOCG Domenico Clerico ha ottenuto anche i segenti riconoscimenti:
James Suckling: annata 2010 - 95/100