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Vino Biologico, Biodinamico, Naturale. Parte 1

Vino Biologico, Biodinamico, Naturale. Parte 1

Con questo primo articolo inizio una serie di pezzi riguardanti il vino biologico, biodinamico o, più genericamente detto, vino naturale.
È un argomento delicato, non perché sia particolarmente complesso, ma perché tutto attorno si è creato un mito che va ben oltre l’aspetto tecnico della questione. La componente filosofica in queste pratiche agricole è indubbiamente forte, tutto nasce sempre da un pensiero, che fa iniziare un percorso prima ancora umano che non tecnico pratico. Nel caso del vino biologico, o ancor di più nel vino biodinamico, questo aspetto filosofico ha veramente travalicato i limiti anche di sé stesso, diventando religione e moda al tempo stesso.



Citerò un solo esempio di vita vissuta: qualche anno fa entrò nell’enoteca dove lavoravo una signora, mi scrutò un poco e poi mi disse d’un fiato: “vorrei un vino biologico, lo so che non sono buoni, ma sono gli unici che non fanno male”. La mia faccia rispose per me, poi dato che ormai quello che pensavo l’avevano già comunicato molto bene i miei occhi, non mi sono fatto remore ad aggiungere: “perché non beve acqua signora? Non fa male e se fresca è molto buona”.
Questo piccolo aneddoto vuole far intendere quanta confusione ci sia riguardo l’aggettivo “BIO”.

Entriamo dunque in questo mondo, non prima però di aver fatto una doverosa premessa. Io non sono un enologo e non ho una formazione chimica, sono un sommelier, ovvero colui che generalmente si frappone tra la bottiglia tappata e il fruitore finale della stessa. Da questo punto di vista, che è l’unico che maneggio con cognizione di causa, intendo affrontare l’argomento.



La filosofia biodinamica ha un padre fondatore, tale Rudolf Steiner, studioso, pensatore, filosofo e quant’altro, nato all’ombra dell’impero Austro-Ungarico nell’odierna Croazia nel 1861 e morto in Svizzera nel 1925. Nella sua vita studiò di tutto, lesse molto Goethe dal quale fu profondamente influenzato. Nel suo libro “Teosofia”, stampato per la prima volta nel 1904, ma edito con aggiornamenti in molte successive pubblicazioni, Rudolf Steiner riversa il suo pensiero e la sua visione del cosmo. Un povero illetterato come me potrebbe sintetizzare, chiedendo venia ai veri studiosi del pensiero Steineriano, che l’uomo e il cosmo si dividono in tre momenti, quello corporeo, ovvero sensoriale, dato da tutto ciò che è percepibile con i sensi, quello animico, ovvero il momento in cui l’esperienza vissuta porta ad una consapevolezza unica e personale, ma comunque affine al reale e allo sperimentabile e, infine, la componente, anzi come la chiama Steiner l’entità spirituale, detta di tutto ciò che non necessariamente si percepisce con i sensi e che nemmeno può essere frutto della solo esperienza di vita vissuta.

Da qui, a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo nasce il pensiero biologico, almeno per come lo intendiamo ora.
Al prossimo articolo il compito di passare dalla Filosofia alla pratica in vigna, come incide l’una sull’altra?



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Di seguito trovi un breve elenco ed il relativo link:
Vino Biologico, Biodinamico, Naturale. Parte 4
Vino Biologico, Biodinamico, Naturale. Parte 3
Vino Biologico, Biodinamico, Naturale. Parte 2
Il Metodo Ancestrale

Puglia: il Nero di Troia
Viticoltura e paesaggio: la Val di Cembra e la Piana Rotaliana
Viticoltura eroica all'ombra del Vesuvio
Prié Blanc: un vitigno di alta montagna
Le parole del vino
"A Muntagna", i vini dell'Etna
Vino Bianco della Puglia
Che vino abbinare alla frutta
Vini bianchi da invecchiamento
Pillole di vino: la forma delle bottiglie
I Vini Rossi dell'Alto Adige e del Trentino
Il Trentino ed i suoi vini
La Riscoperta del Timorasso

L'importanza del vitigno
Cambia l'annata, viva l'Alto Adige
Chianti Classico: il Gallo Nero
Ricordando Mario Soldati: Montevecchia
Un vitigno mediterraneo: il Vermentino
Tanto vino da fare girare la testa: il Veneto
Frutti e profumi di Sicilia
Marche: una pubblicità vera
Toscana: il Sangiovese
Piemonte: dialogo improbabile tra Barbera e Nebbiolo
Il Friuli ed i suoi grandi vini
Dieci Millenni di Vino parte 2
Dieci Millenni di vino parte 1
Montalcino. quando il vino fa economia
Tre buoni motivi per bere Lambrusco
Montalcino: quando il vino fa economia
L'Amarone. In principio fu Recioto
Gewurztraminer: l'uva di Termeno cresciuta in Alsazia
Collio: DOC inter ...statale
Sua Maestà il Barolo
Bolgheri: Cipressi e Vino
Lugana: un vino da scoprire
Bortolomiol: Prosecco da tre Secoli
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Hofstatter: l'importanza della vigna
Ca' del Bosco. L'arte del vino
Il successo di Bellavista: ottimo vino, idee e marketing
Il Marsala tra storia e mito parte 2
Il Marsala tra storia e mito parte 1
Discussione "alta" sulla mineralità del vino
Tre falsi miti sul vino ed una verità
Uva e Nuraghi. I grandi rossi di Sardegna
Uva e Nuraghi. I grandi bianchi di Sardegna
Il caso Gaja e quanto vale una DOP (o DOCG)
Trento DOC
La vita della vite
La sequenza dei vini a tavola
I profumi del vino

La giusta temperatura
Geografia del vino: le Langhe
Come conservare un vino

Tappi, tappi, tanti tappi ...
La degustazione parte 1: guardare un vino
La degustazione parte 2: colore ed intensità
La degustazione parte 3: la densità
La degustazione parte 4: prima di berlo ... annusiamolo
La degustazione parte 5: il Vino all'assaggio
La degustazione parte 6: la strana bilancia
La degustazione parte 7: lo stato evolutivo
Un passito è sempre un vino dolce?
Ad un piatto orientale, quale vino abbinare?
Il Pinot Nero ed il decanter
Bollicine a pasto? Certo che SI
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