Vino bianco della Puglia

Vino bianco della Puglia

Negroamaro, Primitivo, Nero di Troia, Sussumaniello, Aleatico e molti altri ancora, tutti vitigni molto coltivati in Puglia e tutti a bacca rossa. In effetti quando si pensa al tacco dell’italico stivale si pensa ai suoi grandi rossi, almeno un paio di essi, NegroamaroPrimitivo sono conosciuti da tutti.
La Puglia però, che per quantità di produzione è da sempre una delle regioni più prolifiche d’Italia, è anche patria di pregevoli vini bianchi; Verdeca, Malvasia, Fiano Minutolo, Moscato e poi Bombino bianco, Fiano, Falanghina, tutte uve a bacca bianca che colorano le pianure e i rilievi di una regione accogliente e vasta.
I Vini Bianchi e i Vini Rossi di Puglia erano già famosi al tempo dell’impero romano. La produzione di buon vino è infatti molto antica; l’onnipresente Plinio il Vecchio ne parla e cita nella sua Storia Naturale i vini bianchi di Taranto. Incredibile a dirsi ma fu un vino bianco della Puglia a guadagnarsi le luci della ribalta prima dei rossi che oggi conosciamo.

Ancor prima dell’impero romano, anche i Greci trovarono una viticoltura fiorente. Possiamo immaginare la sorpresa dei coloni ellenici, abituati a portare ovunque il verbo della vite, profeti di una coltura generalmente sconosciuta che, giunti in Puglia, trovarono vigneti vignaioli e vini già ben attrezzati per conto loro. Nemmeno ai Fenici, prima dei Greci, andò meglio; anche loro, convinti di essere padroni del sapere enoico dell’epoca, rimasero probabilmente di stucco quando videro i contadini pugliesi gestire la vite da maestri e con ottimi risultati.
La produzione non è mai venuta meno, nemmeno nel tormentato Medioevo, quando le navi pugliesi rifornivano di vino le terre del nord, più fredde e meno ricche di vigneti. Una tradizione commerciale che ancora è in uso, tant’è, come segnalavo prima, che la Puglia è ancora oggi una delle regioni più produttive al mondo.
Occorre anche notare che tutte le aree della Puglia, che è montana solo per un 1,5% del suo territorio, sono ovunque interessate dalla coltivazione della vite, dal Gargano a Otranto. Viti ce ne sono ovunque! Anche per questo la produzione è assai ricca.

I rossi sono generalmente corposi, di media struttura, molto morbidi, grazie anche ad un tenore alcoolico spesso rilevante e si prestano ad un invecchiamento minimo, in alcuni eccellenti casi l’affinamento può essere più lungo, ma salvo appunto bottiglie particolari è meglio non eccedere con l’invecchiamento.
Anche per i vini bianchi della Puglia vale un discorso simile; il clima caldo, completamente mediterraneo, consente di produrre vini da uve ben mature, ricche di succo e zuccheri in abbondanza, ma spesso non altrettanto generose di acidità. E’ pertanto consigliato, sempre restando in tema di forti generalizzazioni, di non invecchiare troppo i vini bianchi pugliesi, spesso infatti è proprio la loro fragranza e pienezza di frutto a renderli gradevoli, aspettare del tempo potrebbe servire a poco.
Godiamoceli subito dunque, freschi, giovani, fruttati e corposi. Ecco tre cantine pugliesi: Varvaglione Vigne e Vini, San Marzano e Conti Zecca.

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