Vinificare in rosato

Vinificare in rosato

La produzione di vino rosato segue procedure che si collocano idealmente a metà strada tra la produzione di un bianco e quella di un rosso, poiché la legge proibisce di produrre questa tipologia di vino fermo semplicemente "mescolando" il bianco con il rosso. Il segreto per ottenere un buon risultato risiede in una breve macerazione con le bucce (spesso poche decine di ore), durante il quale im mosto acquisterà colore, aromi varietali ed un pizzico di tannino, mantenendo comunque un profilo gustativo più simile a un bianco che a un rosso.
Se talvolta la qualità dei rosati risulta approsimativa, è perchè vengono prodotti con le uve meno nobili dell'azienda, con il solo scopo di offrire al mercato una ulteriore tipologia. In realtà, esistono zone di produzione dove il rapporto con i rosati, o chiaretti, è radicato da tempo: l'Alto Adige, le sponde del Lago di Garda, la Provenza, il Salento; qui le aziende tengono in grande considerazione questa tipologia, che viene prodotta utilizzando le uve più adatte e non le meno nobili.

Vi è inoltre la possibilità di creare rosati molto interessanti utilizzando una tecnica chiamata salasso: si preleva, durante le prime ore di macerazione, un po' di mosto dal tino in cui fermenta il vino rosso "importante", e si fanno proseguire le due fermentazioni separatamente. In questo modo il vino "importante", privato di una parte di liquido, potrà aumentare in ricchezza (sarà cambiata infatti la proporzione tra bucce e parte liquida), mentre il rosato ottenuto sarà di qualità perchè fatto con uve di pregio.

 



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