Slow Food

Slow Food

Alcune idee precorrono i tempi, a volte le menti partorienti muoiono sole e in povertà, a volte no. Van Gogh morì povero e matto, a Modigliani non andò meglio, oggi entrambi sono all’apice dell’umano sentire nelle arti figurative. A Carlo Petrini è andata meglio, intanto perché non è ancora morto, anzi è molto vivo, in secondo luogo perché la sua idea non ha dovuto attendere molto per diventare vincente e unanimemente riconosciuta come tale. La sua idea oggi si chiama Slow Food, tutti la conoscono e la chiocciola è un marchio famoso nel mondo. Ma ci fu un tempo in cui Slow Food non si chiamava Slow Food.
Siamo negli anni 80 del secolo XX, un decennio che vede la progressiva spoliticizzazione della vita pubblica in favore di benessere e consumo. È un processo lento che parte dal boom economico degli anni sessanta e che culmina un ventennio dopo con l’apoteosi del microonde e dei cibi prefabbricati da riscaldare. La donna è in carriera, il design arreda le case, ma la credenza è sempre più vuota di materie prime e sempre più piena di cibi pronti. È in questo contesto che nasce il Gambero Rosso, inserto del quotidiano Il Manifesto. Petrini insieme ad altri partecipa alla sua nascita. Sempre negli anni ottanta il giornalista fonda la “Libera e Benemerita Associazione Amici del Barolo. Sono momenti bui per il vino italiano, sono gli anni dello scandalo del metanolo, delle morti a causa del vino, sono gli anni in cui l’Italia enologica tocca il picco più basso. Nessuno si salva, nemmeno il vino italiano più famoso, anzi in quegli anni il Barolo vede la sua fama precipitare molto più di altri prodotti nostrani. Petrini pensa che bisogna fare qualcosa per risollevare morale e sorti del settore e fonda la sua associazione che nel 1986 si trasformerà in Arci Gola.

Accade poi che in Italia apra, a Milano, il primo fast food in stile americano, con le stesse modalità a stelle e strisce vengono serviti panini, patatine e bibite a velocità e quantità inimmaginabili precedentemente. È lo stile di vita fast, veloce, immediato, tutto orientato al futuro. Petrini cambia il nome della sua Associazione che diventa, proprio in antitesi a quel modo di vedere la vita, Slow Food, il cibo lento.
Un’idea geniale non è solo quella buona, è anche, forse soprattutto, quella che arriva prima, quella che precorre i tempi di quel tanto che basta per diventare, al momento giusto, punto di riferimento. Oggi difatti, mentre nascono talent e programmi televisivi uno dietro l’altro sul mondo del cibo e della cucina, oggi che gli chef sono le nuove star della vita pubblica, Slow Food si gode la sua posizione privilegiata di essere punto di riferimento inamovibile di un certo mondo

Se vuoi seguire il mio blog con tutti i miei articoli ==>clicca qui<==
Di seguito trovi un breve elenco ed il relativo link:

Cantina Produttori del Barbaresco
10 luoghi comuni sul vino: ovvero 10 cose da non dire. Parte 2
10 luoghi comuni sul Vino: ovvero 10 cose da non dire. Parte 1
Quale contenitore per l'affinamento del vino?
I Materiali per l'affinamento del vino

Triple "A": Agricoltori, Artigiani, Artisti
Vendemmia 2017
Vino Biologico, Biodinamico, Naturale. Parte 4

Vino Biologico, Biodinamico, Naturale. Parte 3
Vino Biologico, Biodinamico, Naturale. Parte 2
Vino Biologico, Biodinamico, Naturale. Parte 1
Il Metodo Ancestrale

Puglia: il Nero di Troia
Viticoltura e paesaggio: la Val di Cembra e la Piana Rotaliana
Viticoltura eroica all'ombra del Vesuvio
Prié Blanc: un vitigno di alta montagna
Le parole del vino
"A Muntagna", i vini dell'Etna
Vino Bianco della Puglia
Che vino abbinare alla frutta
Vini bianchi da invecchiamento
Pillole di vino: la forma delle bottiglie
I Vini Rossi dell'Alto Adige e del Trentino
Il Trentino ed i suoi vini
La Riscoperta del Timorasso

L'importanza del vitigno
Cambia l'annata, viva l'Alto Adige
Chianti Classico: il Gallo Nero
Ricordando Mario Soldati: Montevecchia
Un vitigno mediterraneo: il Vermentino
Tanto vino da fare girare la testa: il Veneto
Frutti e profumi di Sicilia
Marche: una pubblicità vera
Toscana: il Sangiovese
Piemonte: dialogo improbabile tra Barbera e Nebbiolo
Il Friuli ed i suoi grandi vini
Dieci Millenni di Vino parte 2
Dieci Millenni di vino parte 1
Montalcino. quando il vino fa economia
Tre buoni motivi per bere Lambrusco
Montalcino: quando il vino fa economia
L'Amarone. In principio fu Recioto
Gewurztraminer: l'uva di Termeno cresciuta in Alsazia
Collio: DOC inter ...statale
Sua Maestà il Barolo
Bolgheri: Cipressi e Vino
Lugana: un vino da scoprire
Bortolomiol: Prosecco da tre Secoli
C'è Prosecco e ... Cartizze
Hofstatter: l'importanza della vigna
Ca' del Bosco. L'arte del vino
Il successo di Bellavista: ottimo vino, idee e marketing
Il Marsala tra storia e mito parte 2
Il Marsala tra storia e mito parte 1
Discussione "alta" sulla mineralità del vino
Tre falsi miti sul vino ed una verità
Uva e Nuraghi. I grandi rossi di Sardegna
Uva e Nuraghi. I grandi bianchi di Sardegna
Il caso Gaja e quanto vale una DOP (o DOCG)
Trento DOC
La vita della vite
La sequenza dei vini a tavola
I profumi del vino

La giusta temperatura
Geografia del vino: le Langhe
Come conservare un vino

Tappi, tappi, tanti tappi ...
La degustazione parte 1: guardare un vino
La degustazione parte 2: colore ed intensità
La degustazione parte 3: la densità
La degustazione parte 4: prima di berlo ... annusiamolo
La degustazione parte 5: il Vino all'assaggio
La degustazione parte 6: la strana bilancia
La degustazione parte 7: lo stato evolutivo
Un passito è sempre un vino dolce?
Ad un piatto orientale, quale vino abbinare?
Il Pinot Nero ed il decanter
Bollicine a pasto? Certo che SI
Come nasce uno spumante


Iscriviti alla newsletter

Nome:
E-mail:
Informativa sul trattamento