Piemonte: dialogo improbabile tra Barbera e Nebbiolo

Piemonte: dialogo improbabile tra Barbera e Nebbiolo

Nebbiolonon so se sa, ma mi chiavano Nibiol un tempo? Ero celebre già nell’antichità io! ..Eh bei tempi, quando la bruma mattutina e le nebbie al vespro mi coprivano come un mantello, ma cosa ne vuole sapere Lei...
Barbera – Cosa ne saprei io? Ma da dove crede che venga io? Quelle nebbie le abbiamo condivise, so benissimo di cosa parla, anch’io sono di qui.
N – Lei di queste parti? Ma mi faccia il piacere, Lei è ovunque e da nessuna parte, vada più in là Lei, verso le terre di quel Cesare che porta un cognome che immagino le sarà caro, tanto va dovunque Lei, come le dicevo ovunque e in nessun luogo.
B – Senti senti cosa mi vien imputato, l’essere duttile e gentile è dunque diventato un difetto, il sapersi adattare, saper sfruttare ogni caratteristica di un luogo, ogni stilla del terreno, ebbene sarebbero questi ora difetti? E badi bene Lei, che io una personalità ce l’ho! L’essere malleabili non vuol dire non avere carattere; gentile di tannino, so donare acidità a profusione.
N – Acidità a profusione! Che sciocchezza, come se bastasse.
B – non sia Sabaudo sa!

N – Sabaudo certo, regale e piemontese dalle radici alle foglie
B – beh Lei sarà anche sabaudo e pimontese nella linfa, ma io son quello più voluto in tutto il nord Italia, e proprio per quel che le dicevo prima, carattere e capacità di adattarsi; i miei vini son tutti buoni e tutti diversi. I suoi, non lo neghi, son tutti simili, la sua impronta non va mai via.
N – oh bella! Ed è questo un difetto o un pregio? su forza, mi dica. L’esser fiero e riconoscibile in ogni vino non è forse una nobile qualità? Del resto è la storia che insegna, dal Cardinale Mercurino di Arborio al Camillo Benso Conte (Cavour), tutti si innamorarono di me. Ricordo ancora le più belle corti europee aprirsi al mio versare, estasiarsi coi miei vini, che giorni! Che fama!
B – E dai con la nobiltà, Lei sa solo fregiarsi di passato, ma sa che io sono stato accostato anche allo Champagne?
N – Allo Champagne? Ma sia serio...
B – Certo, “Barbera e Champagne stasera brindiam!” Era quel geniaccio di Milano (Giorgio Gaber) che cantava così, io e lo Champagne nell’olimpo della musica, ha capito? A Lei l’ha mai cantata nessuno?

N – Mi faccia il piacere, son serio io, non ho bisogno di canzoni, ho tanto da fare con i miei vini, sono i miei figli sa? E gli voglio bene a tutti, anche a quelli che ormai vivono fuori regione, che mi importa in fondo, son tutti figli miei.
B – allora vede che non è solo piemontese Lei; le piace viaggiare?
N – Beh… non molto a dire il vero, lascio poco volentieri queste lingue di terra, i miei bric, i miei sorì
B – Ma su, non faccia così, che qui è bello, ma si sta bene anche altrove.
N – Beh certo anche la montagna non mi dispiace, quello è vero, e le valli. A Lei piacciono le valli?
B – si certo, perché non dovrebbero, e i fiumi, i laghi, le dolci colline.
N – ovunque e in nessun luogo…
B – che fa, ricomincia? Piuttosto beviamoci un bicchiere di vino, le va una Barbera d’Alba?
NBarolo?
Bd’Asti?
NBarbaresco?
Bdel Monferrato?
NGattinara?
B – ….
N – ….

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