Ostriche e Vino: tre proposte

Ostriche e Vino: tre proposte

Un cibo afrodisiaco da sempre sinonimo di glamour e ricchezza: le ostriche; tre vini per tentare l’abbinamento perfetto, nonostante siano uno diverso dall’altro.

Per un momento tralasciamo di quale varietà di ostriche stiamo parlando, siano esse Fin de Claire, Bèlon, Marenne o altra specie ancora, trattiamole tutte allo stesso modo. I puristi si offenderanno e probabilmente hanno ragione, ma se si tenta l’abbinamento un minimo di generalizzazione va consentito.

Il primo vino che viene in mente risponde alla tradizione e alla geografia: il Muscadet, Melon de Burgogne della Loira. Prodotto alla foce della Loira nell’Atlantico, proprio in zona di pesca di ostriche, il Muscadet è da sempre abbinato al mollusco marino. La geografia come detto aiuta: vini e buoi dei paesi tuoi.
Anche le caratteristiche organolettiche sembrano coincidere alla perfezione, alla grande salinità del cibo corrisponde un altrettanto possente grado di acidità del vino. L’acidità fa salivare copiosamente, la saliva pulisce dal sale, diluendolo e deglutendolo.

Seconda proposta, un classico: lo Champagne. Qui la territorialità non c’entra nulla e forse nemmeno la tecnica di abbinamento cibo/vino. Certo anche lo Champagne, specialmente nelle sue versioni più giovani e fresche, gode di squisita acidità, ma al contempo è anche generalmente ricco di sapidità, che si somma al sale dell’ostrica e questo va meno bene. Ciò nonostante si tratta di uno degli abbinamenti più spesso proposti, non fosse altro che per un glamour che più di così si muore.

Terza e ultima proposta, dalla Francia all’Italia, dallo Champagne al Prosecco. Perché no?! Del resto il campione delle bollicine made in Italy gode di due fattori determinanti: acidità si, mentre sapidità molto molto poca e, inoltre, scarsa struttura, che lo rende così beverino e così adatto ad un cibo che si scioglie da solo in bocca talmente poca struttura possiede. Un abbinamento meno modaiolo e di prestigio forse, ma probabilmente più azzeccato.

Per il resto, cioè dal terzo abbinamento in poi, ci si può solo sbizzarrire: dal Sauternes allo Sherry, dai vini bianchi della Loira a quelli praticamente di tutto il mondo. Forse l’universo dei vini rossi viene poco preso in considerazione con le ostriche, ma non escludo che qualche temerario ci abbia provato e magari anche con buone soddisfazioni.


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