Le varie tipologie di Bonarda: un vino che incanta e si lascia bere

Le varie tipologie di Bonarda: un vino che incanta e si lascia bere

Le diverse tipologie di Bonarda

Sedersi a tavola e gustare un buon vino è un piacere unico che per gli amanti dei prodotti tipici con taratura naturale, è molto spesso irrinunciabile. Se ami il buon vino italiano e ti stai dedicando alla scoperta dei prodotti vinicoli del nord Italia, non puoi tralasciare di prendere in considerazione i diversi tipi di Bonarda, un vino tipico della zona molto gustoso che presenta aromi naturali ed è conosciuto e rinomato anche a livello internazionale. Il Bonarda è una tipologia diffusa in particolar modo tra le zone dell'Oltrepò Pavese, nella regione Lombardia e nel Piacentino, ma non solo, nella regione del Piemonte viene prodotto il Bonarda Piemonte e questa qualità si può trovare anche all'estero, persino in Argentina.

Il Bonarda dell'Oltrepò Pavese

Per la produzione del Bonarda dell'Oltrepò Pavese vengono utilizzati i vitigni nella zona di Pavia chiamati comunemente Croatina, ossia un vitigno autoctono che da alla luce grappoli con uva particolarmente scura, che si trova anche nella zona piacentina. Le fonti che riguardano l'origine del nome sono incerte, ma si trova un'ampia letteratura nelle cronache storiche. Alcuni autori sostengono che il nome Bonarda derivi dal patronimico longobardo Bono con una piccola differenza semantica, ossia l'aggiunta di hard che in antico dialetto longobardo aveva un significato positivo, atto a connotare, la particolare caratteristica e predisposizione di un uomo ad essere coraggioso e forte. I Longobardi stabilirono la loro capitale a Pavia, ed estesero il dominio anche nella zona dell'Oltrepò. Questo particolare vino si ottiene dalla lavorazione di uva Croatina, la stessa parola riserva un significato etimologico che diventa il vero simbolo di questo nome, ossia croatta, che significa a sua volta cravatta, questo perché il vino ottenuto dall'uva Croatina si beveva di solito in particolari giorni di festa, quando tutti erano vestiti bene e ovviamente indossavano la cravatta.

Le caratteristiche principali del Bonarda dell'Oltrepò

Le caratteristiche principali di questo prodotto tipico dell'Oltrepò ne fanno un vino beverino e molto gradevole che si presenta vivace e frizzante e si abbina in maniera eccelsa a salumi, zampone, bolliti, cotechino e soprattutto alla pietanza simbolo dell'Oltrepò: la cassoeula. Per quanto riguarda i primi piatti, il Bonarda è l'ideale con con sughi a base di pomodorino fresco e carne, risotti con legumi (o carni varie), ravioli di carne oppure brodo. Il colore tipico è un rosso rubino molto intenso, per un vino che si presenta all'olfatto con un profumo denso e un delicato sentore di lieviti che lo rendono particolarmente gradevole. Il gusto secco e amabile, lo rende un vino vivace e leggermente tannico. Se sei alla scoperta dei sapori della Lombardia e del Piemonte non potrai fare a meno di gustare questo incredibile prodotto vinicolo.

Il Bonarda Piemontese e le sue differenza dall'Oltrepò

ll vino Bonarda dell'Oltrepò non deve essere assolutamente confuso con il vitigno Bonarda che ha caratteristiche differenti e fa parte delle eccellenze DOC piemontesi. Il Bonarda Piemontese proviene da vitigni a bacca rossa, il cui grappolo è di dimensioni medio – grandi di forma a piramide. Di solito presenta due o tre ali. La differenza è riconosciuta solo negli ambiti più tecnici e fino a non molto tempo fa, la Bonarda veniva confusa con il vitigno uva rara, utilizzato come sinonimo dello stesso, ma è stato ampiamente dimostrato che si tratta di due varietà geneticamente differenti. Questa qualità è diffusa in Piemonte, soprattutto a Monferrato e Chierese, ma è anche molto diffusa sporadicamente in tutta la zona del nord Italia, in Lombardia e in Emilia-Romagna.

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