Le Guide al Vino

Le Guide al Vino

Non sarà una guida a dirci che bevitore siamo, e nemmeno il migliore blog sul vino ci insegnerà a orientarci. Se siamo quello che mangiamo, e siamo pure quello che beviamo, non sarà un articolo di giornale o una scheda di una guida a dirci chi siamo e cosa dobbiamo, o peggio, vogliamo bere.

Eppure le guide, seppur in cronica sofferenza, si continuano a stampare e le riviste, ormai quasi ovunque e totalmente passate dalla carta al web, comunque esistono e non perdono certo di autorevolezza.

Le migliori pubblicazioni restano un faro nel mare magnum del vino mondiale, sempre più complesso e articolato proprio perché ormai mondiale davvero, sia per quantità che qualità.

Ci rivolgiamo alle guide di settore dunque per cosa? Pareri? Indirizzi? Per farci un’idea che con un pizzico di umana ipocrisia poi spacceremo convintamente per nostra? Forse per tutti questi motivi insieme; per la necessità di trovare indirizzi utili, non solo per ragioni pratiche di eno-turismo, per la necessità di conoscere dei nomi, delle aziende, che poi magari ci facciano sentire meno sprovveduti di fronte alla carta vini del ristorante. Perché no anche per confrontarci con chi di vino ne mastica, anzi ne beve, e paragonare idealmente le nostre opinioni alle sue.

Posto dunque che acquistare una guida di vini non è salvifico, ma nemmeno il peggiore dei peccati, ecco alcune raccomandazioni, del tutto personali e opinabili.

A qualsiasi editore ci si rivolga, qualsiasi sia il guru dell’assaggio al quale ci affidiamo, occorre in primis tenere ben presente alcuni fattori. Ognuno ha il proprio gusto e per quanto ogni degustatore si prodighi nell’affermare che il proprio giudizio è del tutto oggettivo, scevro da qualsivoglia condizionamento, ciò nella realtà non avviene, siamo tutti umani e un pizzico di umana debolezza o piacere ce lo infiliamo sempre, anche nel giudizio di quella o questa cantina, di quello o questo vino.

In secondo luogo, va considerato che la totale globalizzazione del mondo del vino ha da decenni portato alla totale globalizzazione dei degustatori più famosi, nomi ormai mitici quali ad esempio Robert Parker o James Suckling, hanno ovviamente un proprio background di gusto e abitudini e seppur abbiano un’esperienza enorme, che travalica ogni confine, hanno una certa impostazione di gusto, come tutti noi del resto. Tanto per fare un esempio banale ma efficace, un francese di Digione non avrà mai lo stesso palato di un francese di Libourne.

Esiste poi un problema di quantità. Anche la più enciclopedica guida non potrà mai contenere tutte le aziende meritevoli, essendo queste talmente tante da rendere impossibile visitarle tutte per questioni di tempo e soldi, e comunque impossibili da recensirle tutte per questioni di spazio.

Esiste poi un ulteriore problema legato ai così detti grandi vini, quei nomi altisonanti sui quali è difficile per chiunque esprimersi serenamente. Se giudico male il tal vino verrò additato come quello che vuole farsi un nome stroncando un mito, se lo giudico bene diranno che mi accodo al carro dei conformisti. Difficili essere obbiettivi a volte.

Ecco dunque che una guida ai vini, per quanto pregevolmente fatta è per forza di cose incompleta, niente di grave ovviamente, lo ammettono anche gli stessi estensori, almeno i più seri.

Cosa fare dunque? Semplice, comprare più guide, leggere riviste e blog, comprare e bere molto vino e poi mischiare tutto nella maniera più confusa, nella speranza di farsi un’idea davvero propria.


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