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La sequenza dei vini a tavola

La sequenza dei vini a tavola

L’estate è ormai esplosa e le cene o i pranzi alla maniera dei baccanali romani, hanno lasciato spazio a insalata, mozzarella e prosciutto e melone. Mettiamo il caso però che, in occasione del Ferragosto magari, abbiate in programma un pranzo che preveda più di un paio di portate, più di una semplice insalata di riso.
In questo caso, e per qualsiasi occasione simile, può farvi comodo questo articolo. Vedremo infatti come scegliere i vini in funzione di un menù lungo e variegato, quando al tavolo siedono molte persone e quindi, presumibilmente, sarà maggiore il numero di bottiglie consumate.
Stiamo parlando sostanzialmente di quella che viene detta la giusta sequenza dei vini a tavola, da dove partire, con quale vino finire.
Vanno presi in considerazione alcuni aspetti, anzi per meglio dire alcune caratteristiche del vino, che determineranno la sua posizione nella scaletta di servizio. In primis la struttura, parametro sempre fondamentale, che deve essere in crescendo, partendo cioè da vini più leggeri per arrivare a vini più strutturati. Anche l’alcolicità entra in gioco, partiremo da vini meno alcolici, per terminare con vini più alcolici. Poi l’età, anche in questo caso in crescendo, prima i vini più giovani, poi quelli più a lungo affinati.



Il tutto chiaramente, dando per scontato che gli abbinamenti con il cibo siano corretti, ovvero che per seguire una corretta scaletta di servizio, non si sposi un vino con un cibo per il quale non è adatto.
Partiremo presumibilmente con una bollicina, magari un prosecco, facile e fresco, ottimo come aperitivo o sui primi antipasti. Poi una bollicina metodo classico, italiana o francese scegliete voi. Dopo una bolla più leggera e una più strutturata, può essere il turno di un buon bianco, anzi dei vini bianchi, partendo da quelli più giovani e leggeri, per finire con quelli più invecchiati, magari passati in legno come i bianchi Collio DOC della Cantina Tenuta Stella.
A seguire, non scordiamo i vini rosati, prima di passare ai rossi, che andranno serviti dai più giovani ai più vecchi, possibilmente incrementando alcool e soprattutto struttura.
A questo punto saremo probabilmente arrivati al dolce, e con i dessert ci vogliono vini dolci (dolci, non spumanti secchi, chiaro?!), per cui concludiamo il pasto con vini dolci.



Terminato il pasto, è il momento della poltrona e della riflessione, accompagnata da un buon bicchiere di vino fortificato, un Porto o un Marsala ad esempio.
Infine, davvero per ultimo, un distillato. Rum, Cognac, Calvados, Whisky o quello che preferite.
Siamo arrivati alla fine di un succulento e lungo pasto, molte bottiglie sono state consumate. Chiaramente non sono occasioni che capitano tutti i giorni, il concetto però non cambia, se infatti si servono meno bottiglie, si salterà qualche passaggio della scaletta appena descritta, poco male, l’importante è cercare di non invertire mai la sequenza. Buoni pranzi a tutti!



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