La carta vini, questa sconosciuta

La carta vini, questa sconosciuta

Come ordinare un vino al ristorante è per molti un problema. Tralasciamo la conoscenza di tutte le bottiglie elencate nella carta vini, che per inteso sarebbe necessaria, ma spesso è realmente impossibile. Indipendentemente che si conoscano o meno i vini elencati, in ogni caso alcuni problemi, non di poco conto, rimangono comunque. Il primo è un classico: quattro persone al tavolo che scelgono quattro piatti diversi, che vino ordinare? Si apre la carta vini con la speranza di un’inaspettata illuminazione, che più passano i minuti e più assomiglia a Godot, ed alla fine, difatti, non arriva.
Si può ricorrere alle bollicine, Spumante italiano o Champagne francese, nella speranza che sia una buona soluzione, se non ideale, quantomeno gradevole per tutti. Non sempre funziona però.
Si sceglie senza una logica di abbinamento, è un’altra soluzione, magari non corretta da un punto di vista gustativo, ma sicuramente da rispettare.
Si apre la carta vini e ci si lascia ispirare, che poi equivale a scegliere senza considerare l’abbinamento.

Quale soluzione dunque? In effetti una soluzione vera non c’è, perché ad ogni piatto bisognerebbe abbinare il vino giusto, ed in un caso come quello esposto è fisicamente impossibile.
Esistono delle regole dettate più dalla logica e dal buon senso, che dalla conoscenza o dalla teoria. Ad esempio si citavano gli Spumante che, con la loro tendenza sgrassante data dall’anidride carbonica, sono spesso una buona soluzione. Non sempre tuttavia, perché quando un piatto richiede morbidezza nel vino, gli Spumante, che sono tutto tranne che morbidi, non vanno bene. Per intenderci, una fiorentina con lo Spumante proprio non ci sta.
Un altro modo è quello di ordinare un calice alla volta, scegliere cioè un vino in abbinamento ad ogni piatto. Ci sono due problemi però: il primo è che nella maggior parte delle carte vini, anche quelle più corpose, i vini proposti anche al calice spesso sono davvero pochi, cosa che rende difficile trovare il giusto abbinamento e quindi vanifica lo sforzo. In altri casi, le carte vini comprendono un’ampia sezione di vini e Spumante al calice, ma a costi esagerati, non proporzionali al prezzo della bottiglia.

Un altro modo può essere quello di ordinare un calice a testa sui piatti più diversi, e una bottiglia in comune sui piatti più omogenei. Funziona, dipende dalla carta vini, ma soprattutto dipende da quanti si è a tavola e da quanto vino si vuole bere.
Immagino abbiate ormai capito che la soluzione non è semplice, a volte proprio impossibile, almeno se non si rinuncia a qualche piatto, sostituendolo con un altro più simile a quello di altri commensali.
Ogni volta si può scegliere una strada diversa, per il consiglio enologico di oggi prendiamo in considerazione uno spumante, anzi due: un metodo classico, più strutturato ed adatto a piatti più corposi e un metodo Charmat, adatto invece a piatti più leggeri, magari antipasti: Franciacorta DOCG Brut Milledì Ferghettina (Metodo Classico), Prosecco Superiore Valdobbiadene DOCG Extra Dry Sorelle Bronca (Metodo Charmat).

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