Il successo di Bellavista: ottimo vino, idee, marketing

Il successo di Bellavista: ottimo vino, idee, marketing

Il mondo del vino italiano è composto prevalentemente da micro realtà famigliari, piccole aziende che danno da lavorare ai componenti di una o al massimo due famiglie. Esistono poi realtà enormi, consortili o aziendali, che in certi casi raccolgono in se la produzione di un’intera area e movimentano un numero di bottiglie impressionanti. “Piccolo è bello” non sempre risponde al vero, anche essere grandi e potenti non significa necessariamente avere un buon prodotto. Alla disponibilità di tecnologie e capitali non necessariamente consegue un vino migliore.
Esistono poi vie di mezzo, ovvero cantine gestite da una famiglia, che però danno da lavorare a molte, che nascono da una passione, ma che procedono secondo un serio progetto industriale.
Uno di questi casi è Bellavista, l’azienda che circa quarant’anni fa Vittorio Moretti fondò e portò al vertice della produzione spumantistica italiana. Siamo in Franciacorta, tra il fiume Olio e Brescia, tra il lago di Iseo e il monte Orfano, un lembo di pianura padana che dal dopoguerra, dagli anni sessanta, è cresciuto sino a diventare il simbolo dell’Italia spumeggiante.

Qui si produce il Franciacorta, proibito da disciplinare chiamarlo spumante, qui Vittorio Moretti fonda negli anni settanta l’azienda Bellavista, già all’avanguardia allora come oggi.
Bellavista produce circa un milione e mezzo di bottiglie, ovviamente le bollicine sono le protagoniste, con il Brut conosciuto da tutti e molto apprezzato dal mercato, il Saten simbolo della Francicorta spumantistica e poi, tra gli altri, la riserva Vittorio Moretti, da sempre una delle bolle di riferimento in Italia.
La visione di Bellavista, che rispecchia quella del suo Patron è chiara: prodotto di qualità, prezzo giusto secondo il mercato, spirito imprenditoriale e di marketing, ovvero tutto ciò di cui difetta larga parte del mondo produttivo tricolore.
I successi non mancano, Bellavista presto diventerà distribuzione e, come altri grandi marchi italiani,  gestirà direttamente la vendita delle proprie bottiglie, alle quali affiancherà anche altri prodotti non propri; una visione in grande, che parte da una cultura imprenditoriale che può far molto bene anche al mondo del vino.
In una recente intervista Vittorio Moretti, attuale presidente del Consorzio del Franciacorta, ha dichiarato che il Franciacorta deve conquistare nuovi mercati esteri, il mercato nazionale rappresenta infatti il 90% circa del totale di vino venduto, solo un 10% quindi di mercato estero, troppo poco rispetto le potenzialità di un prodotto che punta all’eccellenza. Non c’è da dubitare che il risultato sia alla portata delle aziende bresciane, con Bellavista in testa. 
Questo articolo non vuole essere un elogio ad una cantina, seppur di prestigio, vorrebbe essere un piccolo spunto di riflessione sull’approccio imprenditoriale al mondo del vino. Il marketing non è il demonio e quando un sano spirito d’impresa si coniuga ad un ottimo vino, ecco che ne nasce un brand di successo: Bellavista.



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