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Il Pinot Nero e l'Alto Adige

Il Pinot Nero e l'Alto Adige

Già nel 1838 l’Associazione Agraria del Tirolo e Voralberg si riforniva a Milano e Chambery di barbatelle di Bourgogne noir (Pinot Nero). I primi impianti di Pinot Nero, nonostante i buoni risultati, avevano un’importanza marginale perché le rese erano troppo basse. Oggi è Mazzon una collina della Bassa Atesina, ritenuta la più antica zona viticola dell’Alto Adige, che ospita vigneti di Pinot Nero da prima del 1868. Nel corso di un secolo ha dimostrato di essere una zona altamente vocata alla sua coltivazione regalando vini che possono ben competere sul mercato nazionale e internazionale. Una nicchia pedoclimaticamente adatta al raggiungimento ottimale della maturazione fenolica. Le montagne ombreggiano i vigneti il mattino contenendo le temperature; ci sono gli sbalzi termici (che aiutano lo sviluppo degli aromi) grazie ai tramonti tardivi e il vento dell’Ora del Garda che mantiene i grappoli asciutti preservandoli da attacchi di muffe. Il risultato è un vino elegante dal colore rubino tenue tendente all’aranciato, all’olfatto molto fruttato e al gusto sapido e delicatamente tannico.



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