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Il Mito dei miti: Sassicaia

Il Mito dei miti: Sassicaia

Intorno agli anni quaranta il marchese Mario Incisa della Rocchetta, grande appassionato di vini francesi, importò dalla  tenuta dei Duchi Salviati a Migliarino alcune barbatelle di cabernet sauvignon e di cabernet franc.

La decisione di piantare questi vitigni fu in parte dovuta alla somiglianza morfologica che egli aveva notato tra la zona di provenienza denominata Graves, a Bordeaux, e quella dove avrebbe poi fatto crescere i vitigni: le Sassicaie di Bolgheri all'interno della Tenuta San Guido, nella Maremma livornese.



Il Marchese Mario Incisa della Rocchetta era infatti reputato un eccentrico, e in effetti nulla di quei terreni riarsi dal sole sembrava giustificare l'idea che proprio lì, potesse nascere un grande cabernet. Le sassicaie erano infatti terre aride e ciottolose dove non cresceva nulla. I contadini lo guardavano storto e lo consideravano un folle. Si chiedevano perchè, con tutta la terra che aveva, doveva piantare le vigne proprio lì.

E' curioso ed allo stesso tempo poetico vedere che il Sassicaia (che oggi consideriamo il mito dei miti) è nato da una volontà che inizialmente era considerata "folle" e che aveva inizialmente suscitato ilarità tra i contadini ed i vignaioli locali. In verità Mario Incisa si dimostrò di grande lungimiranza. I vigneti del Sassicaia beneficiano infatti di un microclima favorevole dato dalle aree boschive che li difendono dal libeccio e dal maestrale, garantendo la giusta escursione termica tra il giorno e la notte e favorendo l'accumulo degli aromi più delicati e nobili. E' proprio questa "nicchia ecologico-climatica", ovvero la favorevole combinazione di clima, terreno e vitigno, che consente al Sassicaia di avere sempre una spiccata personalità rispetto a tutti gli altri vini. 



Il vino venne prodotto, inizialmente ad esclusivo uso familiare, in controtendenza con gli standard produttivi dell'epoca che tendevano a privilegiare la quantità alla qualità. La prima annata commercializzata fu il 1968.

E' nel 1972 che arriva il successo planetario del Sassicaia. Uno dei primi a tesserne le lodi è Luigi Veronelli, per il quale era un vino che andava bevuto nella Coppa di Nestore. Nel 1978, in una degustazione alla cieca organizzata dalla rivista inglese "Decanter" sui più importanti Cabernet, l'annata 1972 del Sassicaia viene eletta miglior Cabernet al mondo
Il successo continua e nel 2018 Wine Spectator ha incoronato il Sassicaia 2015 "Miglior vino del mondo"



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