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Il Marsala tra storia e mito parte 1

Il Marsala tra storia e mito parte 1

A volte scrivere è un piacere; quando si parla di una storia gloriosa, che ormai si fonde con il mito, il piacere è ancor più profondo. E’ il caso del Marsala, uno dei vini nobili, vini padri dell’enologia, vini che sono nati secoli orsono e da allora hanno fatto storia.
Purtroppo, da bravi italiani, una perla tanto preziosa l’abbiamo spesso bistrattata, relegata a ruolo di comprimario, a condimento addirittura: dalle scaloppine al Marsala, al Marsala all’uovo, passando per il  Marsala offerto a fine pasto, come fosse un qualsiasi liquore industriale.
Tanti, dalla sua nascita ai tempi recenti, sono stati i tentativi di relegare questo gioiello nel girone della banalità, fortunatamente agli occhi più vigili e ai palati più attenti, nulla ha potuto offuscare una certezza cristallina: un buon Marsala è un grandissimo vino, al pari di Sherry, Porto, Madeira e tanti altri ancora.
Prima di addentrarci in distinzioni tecniche, che ci permetteranno di capire meglio la variegata famiglia dei Marsala in produzione, cominciamo questo viaggio con qualche citazione storica, senza la pretesa di ricostruire un percorso, semplicemente cullandoci tra storia e mito.
Immaginiamo una notte di tempesta, è il lontano 1773. Una nave, battezzata Queen Elizabeth, solca i mari di Sicilia in direzione di Mazzara del Vallo. La tempesta è troppo forte però. Riparare nel porto di Marsala è l’unica soluzione.



Alla testa della nave c’è John Woodhouse, commerciante inglese di Liverpool, un uomo d’affari che commercia in tessuti e spezie e, quando conviene, in vino. La sosta forzata è quanto mai produttiva, John infatti non rinuncia ad assaggiare i prodotti locali per verificarne il possibile mercato in patria, John Woodhouse assaggia il vino di Marsala.
Di storia ce n’è ancora tanta da raccontare e lo faremo, ma già d’ora vi basti sapere che il legame tra Marsala e l’Inghilterra diventerà immediatamente indissolubile. Oggi, nella carta dei vini di Sua Maestà è presente il Marsala. L’ammiraglio Nelson lo riteneva imprescindibile alla mensa di qualsiasi gentiluomo.
Dunque con quest’uomo d’affari di Liverpool comincia la storia di uno dei più prestigiosi vini italiani.
Difatti Woodhouse capì immediatamente le potenzialità del vino Marsala e volle da subito iniziarne il commercio, coinvolgendo altri imprenditori inglesi, uno di questi, un certo Benjamin Ingham, a cavallo tra settecento e ottocento, contribuì in maniera fondamentale allo sviluppo delle tecniche che hanno portato alla produzione di Marsala come lo conosciamo oggi.
Se è comune e immediato associare Marsala e Union Jack (vedremo infatti che i termini che definiscono le tipologie di Marsala odierno sono ancora in inglese), è meno immediato chiedersi: ma il vino che assaggiò Woodhouse è lo stesso Marsala di oggi? ... ==>Clicca qui per proseguire con la parte 2 dell'articolo sul Marsala.
Il consiglio di oggi va verso due cantine storiche di Marsala fondata nel XVIII Sec: Florio e  Vito Curatolo Arini



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Un vitigno mediterraneo: il Vermentino
Tanto vino da fare girare la testa: il Veneto
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Tre buoni motivi per bere Lambrusco
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