Gli errori dei principianti

Gli errori dei principianti

Questo articolo è rivolto ad un pubblico di neofiti, ma può essere utile anche per chi di vino già conosce qualcosa. Spiegheremo velocemente come evitare brutte figure al ristorante o in enoteca, nessuno si senta in imbarazzo se è caduto in questi errori, ci siamo passati tutti.

Partiamo dall’inizio. Se per aperitivo ordiniamo una bollicina, mai ordinare un Prosecco se si vuole bere un metodo classico. Prosecco non è sinonimo di Spumante, è al contrario una denominazione ben precisa, veneta soprattutto ma anche friulana, che indica uno spumante generalmente metodo Charmat a base di uve Glera (o Prosecco). Se si vuole uno spumante bisogna quindi dire spumante.

Ricevuto il calice di bollicine non roteate il bicchiere: i grandi rossi invecchiati hanno bisogno di essere ossigenati, se si gira il bicchiere con una bollicina la si sgasa solamente, fine del divertimento.

Parlando di bicchieri, di qualsiasi forma e per qualsiasi vino, tenete il bicchiere dal gambo, non dalla coppa; non è una media di birra e non siamo al pub, per cui siate eleganti nei gesti e prendete il bicchiere dal basso, più in basso che potete. C’è una motivazione tecnica per tutto ciò, ma per ora soprassediamo, diciamo solo che è più elegante.

Quando ordinate una bottiglia è buon costume che l’oste vi proponga un assaggio, questo non serve per verificare se il vino è di vostro gradimento, ormai lo avete scelto, il sommelier ha aperto la bottiglia, ora va bevuto. Serve invece a verificare se il vino non presenti difetti, ad esempio il sentore di tappo, in quel caso la bottiglia va cambiata. Se ordinate un calice l’assaggio non è previsto, la bottiglia aperta in mescita è stata controllata dal sommelier, fidatevi e bevete senza riserve.

Quando una bottiglia di spumante o Champagne è terminata molti pensano che sia costume infilarla nel cestello del ghiaccio a testa in giù. Pratica poco fine e di umili origini, dato che è stata mutuata dai bordelli. Nelle case di piacere le signorine usavano girare la bottiglia appena il cliente l’aveva finita, così da non perdere tempo e far capire al cameriere che era possibile portarne subito un'altra, e il cliente pagava. Dato che ristoranti ed enoteche non sono moderni postriboli non girate la bottiglia.

Nel momento in cui state scegliendo la vostra bottiglia per la cena, se il sommelier vi assiste nell’operazione e mostra condivisione per le vostre opinioni, attenzione a prendere troppo coraggio proseguendo con pareri tecnici arditi, spesso il sommelier non contraddicendovi voleva essere solo educato. In realtà la mezza cavolata vi era già scappata di bocca, non fatela completa, siate cauti nelle esternazioni.

Evitate di dire, una volta che vi versano il vino, che è molto corposo o poco corposo solamente dall’analisi del colore. Il colore non è indice di struttura, soprassediamo sul perché, ma fidatevi che un rosso impenetrabile non è per forza un vino corposo. La grappa è trasparente, ma non è certo leggera come l’acqua.

Alle domande del sommelier che indagano i vostri gusti allo scopo di suggerirvi il vino più incline alle aspettative, evitate di rispondere con il solo grado alcoolico. Sentirsi rispondere alla domanda:

“come preferisce il vino, più magro e minerale o rotondo e morbido?”

“basta che non sia più di 13 gradi”
non è bello. Il sommelier ci rimane male e voi vi ritrovate con una bottiglia che probabilmente non incontra i vostri gusti. Per descrivere il vino che vi piace non serve possedere un vocabolario tecnico predefinito, basta l’italiano, la lingua di Dante ha così tanti bei termini che troverete quelli giusti per descrivere il vino che vi piace.
Evitati tutti questi errori non pensateci più, godetevi solamente il vostro vino. Cin Cin.

 


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