Gli strumenti del Sommelier casalingo

Gli strumenti del Sommelier casalingo

Come tutte le professioni anche quella del Sommelier prevede l’utilizzo di strumenti professionali dedicati. Che poi il Sommelier sia in realtà un geometra che si cimenta nell’apertura e nel servizio solo per commensali amici e fra le riservate mura domestiche non è una buona scusa per non possedere quel minimo di strumentazione necessaria ad un servizio decente. Eccone una parte che ciascun amante del vino dovrebbe possedere.

Per prima cosa il cavatappi o, più elegantemente, levatappi. Ce ne sono di varie fogge e forme, con brillantini o placcati finto oro, sceglietene uno sobrio e possibilmente comodo, con leva a due scatti ed impugnatura ergonomica. I migliori sono di solito quelli omaggio delle aziende, per due motivi principali: sono gratis e sono pensati per professionisti, ovvero per chi apre bottiglie una dietro l’altra, sono quindi comodi, sicuri e robusti. Spesso quelli troppo di design sono scomodi all’uso e quelli troppo raffinati sono troppo costosi. Qualsiasi cavatappi scegliate, fate che non sia il seppur glorioso modello con le ali, storico e per certi versi romantico ma ormai superato; non che non funzioni, anzi, però è penalizzato da un gesto infinitamente meno elegante. Nel cavatappi considerate che deve essere presente la lametta per tagliare la capsula, infilzare il sughero che il verme del levatappi e poi strappare tutto insieme è reato.

Poi ovviamente servono dei bicchieri, con stelo, fatti apposta per il vino. Quelli per l’acqua si chiamano così proprio perché sono destinati all’acqua. Ne esistono un’infinità, di forme davvero innumerevoli. Chi scrive, da neo Sommelier ne possedeva otto serie, ciascuna per una tipologia di vino. L’esperienza insegna e ora ne possiede solo due serie: una con calice più piccolo e leggermente affilato, nella quale serve bollicine, bianchi e rossi giovani e una serie con calice ampio, tanto voluminoso quanto scenografico, che usa per i rossi invecchiati. Stop.

Scegliete quello che vi pare, spendete quanto vi sembra giusto, andrà sicuramente bene a condizione che siano bicchieri destinati unicamente al vino.

In casa potrebbe essere utile un secchiello da ghiaccio; se siete solo in due, per una cena romantica magari, e aprite una bottiglia di spumante o Champagne, potrebbe essere utile mantenerla fresca senza doverla ogni volta ripore in frigo. In questo caso vi servirà anche un frangino, ovvero un tovagliolo in stoffa sufficientemente grande e possibilmente senza disegnata Peppa Pig sopra, che piegherete per il lungo e appoggerete sopra il secchiello con la bottiglia.

Qualcuno nell’entusiasmo degli acquisti si è dotato di decanter. A casa io lo sconsiglio, il decanter è uno strumento da utilizzare solo in rari casi e in mancanza di soluzioni alternative. Ad esempio se avete deciso di aprire una vecchia bottiglia sabato sera a cena con amici, apritela sabato mattina e lasciatela lì ad ossigenare con calma, all’ora di cena sarà perfetta senza aver rischiato un colpo troppo violento di ossigeno come invece accade col decanter.

Poi esistono altri strumenti, quali: termometri, cavatappi a lamelle, Coravin e altri ancora. Ne parliamo con calma la prossima volta, cosicché ciascuno possa pensare al suo prossimo acquisto.


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