DOCG: che cos’è e cosa significa?

DOCG: che cos’è e cosa significa?

In questa guida vi spiegheremo in termini molto semplici, il significato e le caratteristiche dell’etichetta apposta sui prodotti vinicoli, caratterizzata dal marchio DOCG, ovvero Denominazione di Origine Controllata e Garantita. I vini contraddistinti dalla certificazione di Denominazione di Origine Controllata e Garantita, sono prodotti sottoposti a controlli estremamente severi. La commercializzazione di questi prodotti, avviene in recipienti di capacità inferiore a cinque litri che dovranno necessariamente riportare un contrassegno dello Stato. Questo contrassegno è assolutamente sinonimo di garanzia, circa l’origine e la qualità del prodotto vinicolo. Questo procedimento di certificazione garantirà inoltre garantisce una numerazione delle bottiglie prodotte e quindi la sicurezza della non manomissione delle stesse.

Il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, ha in esso costituito ed insediato un ente particolare: si tratta del Comitato Nazionale per la Tutela e la Valorizzazione delle Denominazioni di Origine e delle Indicazioni Geografiche Tipiche die Vini. Questo strumento permette senza dubbio di disciplinare ulteriormente tutte le certificazioni dei prodotti vinicoli. La procedura per il riconoscimento delle denominazioni di questo tipo, è profondamente cambiata dall’anno 2010, a seguito dell’attuazione della nuova normativa europea. La nuova legge ha portato in sede comunitaria la prerogativa di approvazione delle denominazioni; precedentemente si procedeva tramite Decreto Ministeriale. Da quel momento dunque, le classificazioni DOCG, sono state ricomprese nelle categorie comunitarie DOP.

La certificazione dei vini DOCG, è riservata a vini che sono già stati riconosciuti in passato con la certificazione DOC, da almeno 10 anni ritenuti di particolare pregio; ovviamente in relazione alle caratteristiche qualitative intrinseche. Questi vini, prima di essere messi in commercio, dovranno essere sottoposti, durante le fasi produttive, ad una preliminare analisi di tipo chimico fisico. Andranno effettuate sul prodotto inoltre delle indagini organolettiche, che assicurino il rispetto di tutti i requisiti previsti dalla legge. L’esame di tipo organolettico, dovrà necessariamente essere ripetuto partita per partita, anche nella fase dell’imbottigliamento del vino. Per i vini DOCG, sarà inoltre prevista un’ulteriore indagine di tipo sensoriale. Si tratta più precisamente di una prova eseguito da un’apposita commissione di professionisti del settore enologico. Il mancato rispetto dei requisiti, ne impedirà la messa in commercio con l’utilizzo dell’importante marchio relativo alla Certificazione di Origine Controllata e Garantita.

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