Cabernet, a Barbaresco? Si vergogni!

Cabernet, a Barbaresco? Si vergogni!

Quando nel 1978, dopo un primo tentativo nel 1973, Angeio Gaja cominciò a piantare Cabernet Sauvignon a Barbaresco, sradicando le piante di Nebbiolo proprio nel loro «tempio», lo stupore e addirittura la rabbia di qualcuno fecero passare la cosa per un affronto inaccettabile. Gaja racconta che l’effetto per i compaesani sarebbe stato forse lo stesso se avesse piantato qualche pianta di droga. Un contadino disse addirittura ad Angelo che avrebbe dovuto «vergognarsi». Lo stesso padre di Angelo gli disse in piemontese: "darmagi" (peccato in italiano). Ecco che lui decise di chiamare così il suo Cabernet, la cui qualità attuale giustifica comunque tale invasione di «campo».


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