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Bollicine a pasto? Certo che SI

Bollicine a pasto? Certo che SI

Partiamo da un concetto semplice, il dolce si abbina al dolce. Avremo modo nei prossimi articoli di dedicargli il giusto spazio, per il momento vi chiedo un atto di fiducia, prendendo per buono questo assunto: cibo dolce con vino dolce. Assodato ciò, è immediata la conseguenza che il più classico degli abbinamenti con le bollicine, avvero l’immancabile coppia da matrimonio, spumante secco e torta chantilly, è davvero sbagliato.
Chiediamoci dunque qual è l’abbinamento giusto. La risposta è più facile del previsto, infatti la componente di CO2 presente nelle bollicine, rende un servizio molto utile in caso di abbinamento al cibo. Si consideri infatti che l’anidride carbonica ha un potere sgrassante e pulente; quando cerchiamo di pulire una macchia di sugo o di olio dai nostri vestiti ad esempio, bagniamo il tessuto con acqua gassata, non liscia.



Ecco dunque che il vino spumante gode di un importante vantaggio, quello di pulire il nostro palato meglio di altri vini. Nello scegliere il giusto abbinamento potremo certamente approfittare di questa caratteristica, sposando ad esempio i nostri spumante, a piatti magari unti o grassi, che richiedono cioè una pulizia del palato dopo la deglutizione di ogni boccone.
Nessuno tuttavia ci vieta di associare le bollicine ad un piatto qualsiasi, anche non grasso o unto, a condizione che l’abbinamento non richieda morbidezza da parte del vino. La forte acidità, tipica degli spumante infatti, caratteristica detta “dura” alla degustazione, associata alla CO2, altra caratteristica gustativa “dura”, rende infelice l’abbinamento con piatti che necessitano un certa morbidezza da parte del vino.
Salvo dunque casi specifici, le bollicine ben si adattano a molte preparazioni culinarie, se poi li vogliamo proprio abbinare ad un dolce, NON dobbiamo scegliere una bottiglia secca (Dosaggio Zero, Pas Dosè, Extra-Brut o Brut) ma dobbiamo orientarci su di una bollicina con una quantità zuccherina percettibile, ovvero un vino spumante abboccato (extra-dry, Dry, Sec) o propriamente dolce.



In ultimo, ma non meno importante, per scegliere il vino giusto, chiediamoci sempre qual è la struttura del piatto e di conseguenza, proporzionalmente, quale dovrà essere la struttura del vino in abbinamento. A volte i blasonati spumante metodo classico italiani, o gli omologhi champenoise francesi, godono di troppa struttura per essere associati a tante portate del nostro pranzo o della nostra cena. Al contrario i metodi Charmat, più freschi, facili e meno strutturati, come ad esempio il Prosecco, possono essere l’ideale per accompagnare piatti meno strutturati e più leggeri, gli antipasti ad esempio, dai crudi ai piatti cotti, ma sempre delicati e poco strutturati.
Smettete dunque di relegare le bollicine a semplici aperitivi o ad improbabili compagni di dessert, non abbiate paura di abbinarli al cibo, è un’ottima soluzione! Un consiglio? Provate Prior Prosecco Valdobbiadene DOCG BRUT Bortolomiol e ostriche.

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