Bolgheri: Cipressi e Vino

Bolgheri: Cipressi e Vino

Bolgheri è una terra entrata nel mito, un luogo distante da ogni altro luogo del vino italiano, un vino distante da ogni altro vino toscano. Un lungo viale ondulato e diritto, cintato da un doppio filare di alti cipressi, percorre i cinque chilometri che separano San Guido da Bolgheri, il mare della costa etrusca dalle vigne dove nascono tanti vini ormai parte del mito.
Bolgheri non ha una storia antica, tutt’altro, e non è nemmeno una terra permeata dalla tradizione, il Sangiovese che colora tutta la regione, qui non è il protagonista assoluto, vi è coltivato in minima parte e non caratterizza nessun vino. Sono i così detti internazionali a comporre i vini bolgheresi, Cabernet SauvignonMerlot su tutti, una pennellata di Francia sui poggi della collina toscana.
Fu negli anni sessanta che il Marchese Incisa della Rocchetta, grande allevatore di cavalli, decise di fare vino. Così, tra una vittoria di Ribot e l’altra (il Marchese Incisa della Rocchetta era infatti proprietario del leggendario Ribot), nacquero alcune delle più prestigiose etichette che l’Italia oggi conosce. Bolgheri è anche Giacomo Tachis, L’enologo Honoris Causa, il padre dell’enologia moderna italiana e dei grandi rossi dei Ducati di Toscana; lui piemontese doc a raccoglier gloria in quelle terre vicine e lontane che sono l’altra metà del cielo del vino italiano.



Bolgheri è tutto fuorché tradizione, Bolgheri è innovazione, è voglia di essere transalpini, è ambizione di essere grandi, non è la mezzadria che fatica tra i filari, ma la nobiltà che progetta e vende; Bolgheri è l’illusione di essere unici, la forza di provarci, la caparbietà di esserlo.
Bolgheri è taglio, anzi alla francese cuvèe, perché i vini provengono tutti dall’assemblaggio di varietà diverse, spesso un assemblaggio fatto di sottile e studiata alchimia.
Bolgheri infine, molto dopo il vino che porta il suo nome, è anche una frazione del comune di Castagneto Carducci, quel paesello di Toscana che ha aggiunto al suo il nome del più illustre dei suoi concittadini.
E venendo poi al Vino, Bolgheri è un rosso a base di vitigni internazionali, mischiati ai nostri, tra i quali il Sangiovese ma spesso anche la Barbera o la Croatina. Le aziende hanno sovente una gamma che va dal vino di punta, i grandi nomi che generalmente finiscono in “aia”, a un secondo vino bordolese e poi, a volte, anche ad un terzo vino, di qualità progressivamente minore, ma dal prezzo sempre più umano.



Bolgheri è anche qualche vino bianco, talvolta di grande interesse, base Vermentino prevalentemente, ma anche Trebbiano. E’ chiaro però che questi vini, seppur meritevoli, completano solamente la gamma, non ne sono mai la punta, ruolo che è sempre occupato da un rosso di pregio e prezzo.
Bolgheri è equilibrio ed attesa, equilibrio nei vini costruiti da abili mani capaci di trovare la sintesi e dal tempo, necessario affinché gli stessi si possano esprimere al meglio.
Da quelle parti oggi ci vanno in molti, il nome funziona e i vini si vendono. Qualcuno ha iniziato prima e gliene va dato merito; i vini son però buoni tutti, chi più chi meno sanno regalare grandi soddisfazioni, lontane da ogni luogo del vino italiano, vicine al mito.
L’Assaggio consigliato è ovviamente un Bolgheri; le cantine sono molte. Ecco una piccola selezione: Guado al Tasso Antinori, Folonari, Aia Vecchia, Le Grascete, Poggio al Tesoro, Ca’ Marcanda Gaja, Ornellaia, Tenuta San Guido



Se vuoi seguire il mio blog con tutti i miei articoli ==>clicka qui<==
Di seguito trovi un breve elenco ed il relativo link:
Lugana: un vino da scoprire
Bortolomiol: Prosecco da tre Secoli
C'è Prosecco e ... Cartizze
Hofstatter: l'importanza della vigna
Ca' del Bosco. L'arte del vino
Il successo di Bellavista: ottimo vino, idee e marketing
Il Marsala tra storia e mito parte 2
Il Marsala tra storia e mito parte 1
Discussione "alta" sulla mineralità del vino
Tre falsi miti sul vino ed una verità
Uva e Nuraghi. I grandi rossi di Sardegna
Uva e Nuraghi. I grandi bianchi di Sardegna
Il caso Gaja e quanto vale una DOP (o DOCG)
Trento DOC
La vita della vite
La sequenza dei vini a tavola
I profumi del vino

La giusta temperatura
Geografia del vino: le Langhe
Come conservare un vino

Tappi, tappi, tanti tappi ...
La degustazione parte 1: guardare un vino
La degustazione parte 2: colore ed intensità
La degustazione parte 3: la densità
La degustazione parte 4: prima di berlo ... annusiamolo
La degustazione parte 5: il Vino all'assaggio
La degustazione parte 6: la strana bilancia
La degustazione parte 7: lo stato evolutivo
Un passito è sempre un vino dolce?
Ad un piatto orientale, quale vino abbinare?
Il Pinot Nero ed il decanter
Bollicine a pasto? Certo che SI
Come nasce uno spumante

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Carica un nuovo codice
Inserisci il codice che leggi qui sopra: