Bianchetta per la focaccia genovese

Bianchetta per la focaccia genovese

Bianchetta genovese

La Bianchetta è un vitigno vigoroso a bacca bianca originario della Liguria e oggi coltivato perlopiù nell'area che gravita attorno a Genova e nella zona che affaccia sul Golfo del Tigullio, a ridosso di Rapallo e Chiavari, terra a chiara vocazione vitivinicola. Beninteso, la Bianchetta è un vitigno che non ama particolarmente il mare e si trova invece a suo agio sulle colline liguri, tanto è vero che presenta un sapore non eccessivamente salino. In particolare, i territori di Avegno, Borzonasca, Bargagli, Carasco, Cogorno e Castiglione Chiavarese esibiscono ampie distese di vigneti coltivati a Bianchetta. Delicato com'è, questo vitigno può essere facilmente soggetto all'attacco di parassiti e marciume. Ti regala un vino di color giallo paglierino dalle sfumature verdognole, un giallo più o meno carico a seconda della zona di coltivazione. Al palato è fresco, asciutto e leggero. Viene prodotta anche la tipologia frizzante.

Bianchetta trevigiana

Facciamo un passo indietro per andare alla ricerca delle origini di questo vitigno. La verità è che la Bianchetta viene prodotta in misura minore anche nel bellunese e nel trevigiano, in particolare sulle colline tra Conegliano Veneto e Valdobbiadene. Sì, proprio la zona celebre per il Prosecco e ora vediamo come la storia della Bianchetta incontri il Prosecco stesso. Diciamo subito che nel trevigiano sono ormai pochi i terreni monovarietali, cioè coltivati esclusivamente a Bianchetta. Presente almeno dalla prima metà del Seicento, pare che il vitigno abbia dato i suoi vini migliori nella seconda metà dell'Ottocento, quando in Veneto coesisteva soprattutto con il Verdiso e il Prosecco. Allora addirittura si coltivavano più ettari di Bianchetta che di Prosecco. Ci sono storici che ritengono sia proprio questa la terra in cui ha avuto origine la nostra varietà, che in virtù di una rapida maturazione veniva adoperata per ammorbidire il Prosecco.

Bianchetta o Albarola?

A dire il vero, c'è un altro vitigno che presenta così tante affinità con la Bianchetta da essere confusa con essa. Si tratta dell'Albarola, che anzi da più parti è ritenuto soltanto un altro nome per chiamare la Bianchetta. Del resto, parliamo di un vitigno coltivato in zona Cinque Terre e in gran parte della Riviera di Levante, quindi non troppo distante dal Golfo del Tigullio. Peraltro secondo delle analisi di laboratorio i due vitigni sono da considerare in realtà una stessa varietà. Molto di rado vinificato in purezza, l'Albarola è molto simile al nostro vitigno sia per quel che riguarda il colore dell'uva e del vino, giallo pallido e scarico, sia per quanto attiene all'odore e al sapore. Il grappolo è praticamente lo stesso: di medie dimensioni e con bacche medio-piccole di colore verdognolo tendente al giallo. Le bucce poco spesse presentano una buona concentrazione di pruina, quello strato opaco biancastro che riveste di solito uva e prugne. Insomma, due nomi per indicare probabilmente una sola varietà?

Bianchetta, vini bianchi da pasto

Il vitigno predilige terreni di collina con buona ventilazione, ma lo puoi trovare anche a quote più basse. La Bianchetta Genovese è perlopiù allevata a pergola o a controspalliera e si caratterizza per una produzione mediamente abbondante, mentre la Bianchetta Trevigiana è solitamente più vigorosa, preferisce terreni freschi e ha una produzione abbondante. Sono entrambi vitigni da vino, ma in Liguria puoi trovare la Bianchetta anche in tavola, complice certamente l'assenza in zona di uve da tavola. Avrai a che fare perlopiù con vini bianchi da pasto e asciutti (ma c'è anche la tipologia frizzante), quasi sempre consumati in annata. Di solito le uve vinificate con la Bianchetta sono l'Albarola stessa, il Vermentino, il Bosco e il Rollo. Il nostro vitigno viene impiegato per esempio per i vini di denominazione Golfo del Tigullio, Colli di Levante, Colli di Luni, nonché per il vino Sciacchetrà, mentre in zona Cinque Terre troverai perlopiù la denominazione Bianchetta. Abbinalo a focacce liguri, pesci grassi e formaggi mediamente stagionati, ma puoi accompagnarlo benissimo con un aperitivo. Servito o fattelo servire in calici a stelo alto e a una temperatura di 10°C.

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