Aforismi sul vino. Vignaioli Indipendenti, Gualtiero Marchesi, Julia Child e Baudelaire

Aforismi sul vino. Vignaioli Indipendenti, Gualtiero Marchesi, Julia Child e Baudelaire

Nel precedente articolo ricordavo Mario Soldati e la sua famosa citazione “il vino è la poesia della terra”, ho cercato molto profanamente di farne un’esegesi, di spiegarne il valore simbolico. Riprendo il discorso interrotto per cimentarmi nella critica di un altro aforisma sul vino, che ho letto l’anno scorso a novembre al Mercato dei Vignaioli Indipendenti, alla FIVI. Maglietta verde, scritta bianca: “scarpe grosse, cervello FIVI”. Mitici, senza parole.

Come non leggere anche in questo aforisma un legame indissolubile con il lavoro della terra, con il lavoro del contadino. Un mio amico vignaiolo una volta mi ha detto: “Valerio, ho studiato enologia, avevo bisogno di imparare come si fa il vino. E va bene, ci vuole, ma poi ho capito che il vino si fa in vigna e che l’esperienza di mio padre e di suo padre prima di lui conta, conta tanto quanto i miei studi, perché io alla fine sono un contadino”. Chapeau!

Io conosco giusto un pochino il vino, ma faccio fatica a riconoscere un rapanello, invidio la cultura agricola, la competenza data dallo studio e dall’esperienza. Ecco perché avrei tanto comprato quella maglietta, se le triple XL non fossero finite. Del resto è la taglia più comune, è normale che siano finite subito.



Proseguendo in tema di aforismi, vorrei citare anche Julia Child, la cuoca scrittrice, o scrittrice cuoca statunitense scomparsa nel 2004. Disse “non si può avere una cultura gastronomica senza vino”. Mi consolo pensando che di vino qualcosa so. Anche questo aforisma sul vino sembra banale, ma in realtà racchiude un’altra piccola grande verità: il vino è parte dell’alimentazione, è parte del pasto e della dieta. In sostanza il vino non è solo piacere edonistico, un lusso sostanzialmente, come siamo abituati ad intenderlo oggi, il vino al contrario è parte integrante dell’enogastronomia, senza vino non si intende fino in fondo nemmeno la gastronomia.

Il connubio tra cibo e vino fu fonte di ispirazione anche per il vate degli chef italiani, Gualtiero Marchesi, che citò la frase “vino e cibo sono piacere e nutrimento, noi siamo quello che mangiamo”. Dico citò e non vergò perché una qualche ispirazione l’ebbe sicuramente dal filosofo tedesco Ludwig Freuerbach, vissuto nell’800, padre dell’aforisma “l’uomo è ciò che mangia”.

Effettivamente il “noi siamo” ricorre spesso, siamo quello che facciamo, che diciamo, che pensiamo e tante altre cose, ma noi siamo davvero anche quello che mangiamo. Lo chef tre stelle Michelin l’aveva capito, aveva un rispetto tale della materia prima da non volerla deturpare in nessun suo piatto, logico che cercasse di trovare la natura dell’uomo che gli si parava dinnanzi anche, se non soprattutto, in quello che questi mangiava.

Altri aforismi sul vino citano il sodalizio con il cibo, ma io vi saluto con un classico: “chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere” Charles Baudelaire.

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